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Flash mob con Jacopo Fo per la Torre Fiat

Flash mob con Jacopo Fo per la Torre Fiat

La società che gestisce la struttura vuole trasformare gli interni, il Comune dice no. Ed è scontro

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MASSA. Un flash mob questa mattina sotto il Comune di Massa per contestare quanto previsto dal Regolamento Urbanistico per la ex Torre Fiat alla Partaccia.

A organizzare la protesta, a cui parteciperà anche il noto giornalista e scrittore Jacopo Fo, è il vicepresidente della società Verve che gestisce proprio la struttura simbolo di Marina di Massa, Doriano Cranco.

«È nostra intenzione presentare un progetto di ristrutturazione alberghiera alla Soprintendenza - dichiara Cranco (Verve ha anche acquistato un pagina del Tirreno per esporre le sue ragioni) - in quanto la Torre è un bene di interesse storico e noi per primi vogliamo valorizzare l’immobile con una trasformazione che tuteli la struttura architettonica. Tuttavia l’amministrazione entra indebitamente nel merito di una scelta che impedirebbe lo sviluppo di ogni progetto alberghiero: nel testo delle controdeduzioni, che auspichiamo venga emendato, le camerate dovrebbero rimanere aperte per garantire la continuità e la trasparenza degli spazi interni. In altri termini nessun albergo sarebbe possibile alla Torre». Insomma le osservazioni della Verve al Regolamento urbanistico sarebbero «parzialmente accoglibili». Ma respinte sul punto cardine.

Cranco si dice deluso e amareggiato «per il mancato dialogo con l'amministrazione», però non vuole rischiare di perdere delle opportunità che potrebbero generare anche occupazione in tutta la città: «La Torre di Massa, se non sarà ristrutturata e trasformata in struttura alberghiera come le altre due Torri dell’architetto Vittorio Bonadè Bottino a Sestriere e Salice d’Ulzio, terminerà l'attività svolta sino ad oggi perché, come è facilmente comprensibile, i nostri clienti non intendono proseguire con questi standard. Le camerate aperte non sono più accettabili per ospitare gruppi. Ce ne facciamo poco del 25% di residenziale, noi siamo qui per lavorare per il turismo ma ce lo impediscono». Sono a rischio numerosi posti di lavoro ed è concreta la possibilità che la Torre anziché diventare volano per lo sviluppo turistico di Marina di Massa termini qui la sua storia. Questo flash mob vuole ricordare alla città che la Torre è un progetto vivo nell’ambito del quale lavoro e sviluppo turistico sono le uniche condizioni che possono preservare effettivamente il valore storico e architettonico dell’immobile.

Sara Lavorini

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