Attenzione
aulla
Commercio ancora in crisi ma i cinesi rilevano due bar
2 MINUTI DI LETTURA
AULLA. La città dei due fiumi ha sempre di più gli occhi a mandorla, almeno dal punto di vista commerciale. Infatti, ultimamente la colonizzazione cinese sta facendo breccia anche ad Aulla, dopo avere imperversato a Sarzana. E obiettivo degli imprenditori cinesi sono due bar del centro storico aullese, due bar davvero fra i più rinomati e frequentati, con il proprietario di uno di questi che avrebbe già deciso di passare la mano. Perché, come vuole la vulgata popolare, i cinesi pagano cash, quindi diventa difficile dire loro di no. E pagano profumatamente. Inoltre, visto che si parla di bar e questi ad Aulla davvero non mancano, non si può non segnalare che ne sta per aprire un altro, un bar pasticceria per la precisione, al posto del cinema Nuovo, chiuso dal 25 ottobre 2011, il giorno dell’alluvione che portò distruzione e morte ad Aulla e in Lunigiana. E il fatto che stia per aprire un nuovo bar nei locali di quello che era uno dei due cinema aullesi fa riflettere, poiché prima dell’alluvione Aulla aveva ben due cinema, ora nemmeno uno, con la gente desiderosa di vedere un film costretta a spostarsi a La Spezia e Sarzana, ma anche a Villafranca. Fatti che la dicono lunga sulla situazione di sofferenza che sta vivendo Aulla, quella che era la capitale commerciale della Lunigiana. Era. E non un secolo fa, solo pochi anni fa. Per chi ad Aulla c'è nato e cresciuto non è facile fare i conti con la nuova realtà, fatta di decoro urbano ancora insufficiente e buche nelle strade più somiglianti a crateri.
Poi c’è il caso di via Resistenza, che doveva diventare la via regina dello shopping ad Aulla, ma che inizia a popolarsi anch'essa di fondi tristemente sfitti. Perché se è vero che sono ormai anni che il centro storico aullese è costellato dai cartelli "affittasi" e "vendesi", che fanno capolino da diverse vetrine, è altrettanto vero che questi si stanno diffondendo anche al di fuori del centro storico aullese, testimoniando una crisi del commercio che pare inarrestabile, soprattutto dopo la distruttiva e mortale alluvione del 25 ottobre 2011.
In conclusione, sulla difficile situazione del centro storico aullese, la riflessione finale è sempre la stessa: non va dimenticato che le pur legittime recriminazioni dei commercianti (tanti del centro storico aullese, ad esempio, chiedono la riapertura di questo al traffico delle automobili) si devono scontrare con la dura realtà di un panorama in vorticosa evoluzione nel settore del commercio, con il successo inaspettato del centro commerciale Le Terrazze a La Spezia e il boom degli acquisti online.
Gianluca Uberti
Poi c’è il caso di via Resistenza, che doveva diventare la via regina dello shopping ad Aulla, ma che inizia a popolarsi anch'essa di fondi tristemente sfitti. Perché se è vero che sono ormai anni che il centro storico aullese è costellato dai cartelli "affittasi" e "vendesi", che fanno capolino da diverse vetrine, è altrettanto vero che questi si stanno diffondendo anche al di fuori del centro storico aullese, testimoniando una crisi del commercio che pare inarrestabile, soprattutto dopo la distruttiva e mortale alluvione del 25 ottobre 2011.
In conclusione, sulla difficile situazione del centro storico aullese, la riflessione finale è sempre la stessa: non va dimenticato che le pur legittime recriminazioni dei commercianti (tanti del centro storico aullese, ad esempio, chiedono la riapertura di questo al traffico delle automobili) si devono scontrare con la dura realtà di un panorama in vorticosa evoluzione nel settore del commercio, con il successo inaspettato del centro commerciale Le Terrazze a La Spezia e il boom degli acquisti online.
Gianluca Uberti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
