Il Tirreno

Biglietti non regolari Autisti sotto inchiesta

di Danilo Renzullo
Biglietti non regolari Autisti sotto inchiesta

Bufera sui bus Ctt: sette sono già stati sospesi, ma la cerchia dei sospetti è ampia Contestate violazioni sui regolamenti di emissione e controllo dei titoli di viaggio

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PISA. L’indagine è partita dopo le segnalazioni di alcuni utenti. Una serie di reclami dei passeggeri che hanno fatto scattare un campanello d’allarme e spinto la Ctt Nord a volerci vedere chiaro, passando al vaglio i comportamenti di alcuni autisti e verificatori della compagnia che gestisce il servizio di trasporto pubblico locale su gomma nelle province di Pisa, Lucca, Livorno e Massa Carrara.

Ne è nata un’inchiesta interna, ancora in corso, che ha portato alla sospensione dal servizio di alcuni dipendenti, tra conducenti e controllori. Sarebbero sette quelli momentaneamente sollevati dal servizio. La maggior parte impiegati sul bacino di Pisa e in quelli della provincia. Conducenti e verificatori - stando alle prime indiscrezioni sull’inchiesta - non avrebbero rispettato il regolamento e il meccanismo di vendita dei biglietti a bordo degli autobus, ma probabilmente anche quelli che disciplinano la verifica dei titoli di viaggio. Il tutto, ma la cosa è da dimostrare, per procurarsi un vantaggio economico personale.

Le sospensioni. L’indagine interna è scattata già da qualche mese e ha consentito alla società di accertare una serie di irregolarità nel processo di vendita dei biglietti. Motivo per il quale sono arrivati i primi procedimenti disciplinari nei confronti dei lavoratori coinvolti (che hanno presentato una loro “difesa” e sono stati ascoltati dall’azienda) sospesi dal servizio dallo scorso dicembre. Misura che al termine dell’indagine, se saranno accertate eventuali responsabilità, potrebbe trasformarsi anche in licenziamento.

I fatti contestati. Ai dipendenti dell’azienda di trasporto sarebbe stata contestata la mancata osservanza al regolamento aziendale e al meccanismo che disciplina la vendita dei biglietti a bordo dei mezzi, ma non è ancora chiaro se i lavoratori coinvolti nell’indagine della Ctt Nord, aggirando la normativa interna, hanno potuto godere di ulteriori benefici economici oltre alla percentuale che normalmente viene riconosciuta agli autisti per la vendita di ogni singolo biglietto.

L’ipotesi della “rete”. Tra i lavoratori finiti nell’indagine della compagnia di trasporto ci sarebbero anche alcuni verificatori. Il cui coinvolgimento potrebbe far ipotizzare una sorta di “complicità” tra conducenti e controllori in comportamenti che avrebbero causato almeno un danno di immagine alla società. Che ha deciso di indagare sui propri dipendenti sulla base di una serie di informazioni ricevute dall’utenza durante lo scorso anno. Le segnalazioni che hanno permesso all’azienda - nata nel 2012 dalla fusione delle vecchie aziende di trasporto pubblico locale Cpt (Pisa), Clap (Lucca), Atl (Livorno), Cat (Massa-Carrara) - di verificare attraverso l’incrocio di decine di dati il modus operandi dei lavoratori e facendo emergere alcune irregolarità. Confermata anche da fonti aziendali, l’indagine interna dovrebbe chiudersi entro qualche settimana: tra la fine di gennaio e i primi giorni di febbraio, la Ctt Nord dovrebbe mettere la parola fine su un percorso che dura almeno da due mesi, accertare eventuali comportamenti irregolari e decidere se revocare o inasprire i provvedimenti già adottati nei confronti dei suoi dipendenti. Non è escluso che la lente di ingrandimento della compagnia di trasporto possa però passare al vaglio la condotta di altre decine di lavoratori impiegati su tutte e 4 le province dove la Ctt Nord è presente con il suo servizio. Non solo. Se l’indagine dovesse confermare i sospetti, cioè le irregolarità nella bigliettazione, l’azienda si troverà costretta a riorganizzerà anche il sistema di vendita dei biglietti a bordo.

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