Sicurezza
Materiali di cava, la Regione prepara le sue linee guida
di Cinzia Chiappini
Incontri tecnici in corso con Forestali, Arpat e Comuni Trivelli: «Più terre asportate dopo i nostri sopralluoghi»
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CARRARA. La Regione Toscana mantiene i riflettori puntati sulle cave di marmo e dopo la task force sulla sicurezza, e il protocollo con la Procura della Repubblica per la tutela dell’ambiente si sconcentra adesso nello specifico sul tema dei materiali di risulta dell’attività estrattiva. Ormai da qualche settimana sono in corso alcuni incontri tecnici con Carabinieri Forestali, Arpat e i Comuni interessati (ovvero quelli che hanno sul loro territorio cave e bacini, come Carrara e Massa) per la stesura di una serie di linee guida sulla classificazione e la gestione dei prodotti della lavorazione. A coordinare i lavori è l’amministrazione toscana che ha già steso una bozza di testo, mentre la versione “definitiva” è attesa per la primavera: si tratta in sostanza di una sorta di manuale in cui verranno definiti i materiali di cava, prodotti, sottoprodotti e rifiuti, con conseguenti indicazioni per il loro trattamento.
Un po’quello che aveva sollecitato nella sua audizione del 7 dicembre scorso davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, il Procuratore della Repubblica Aldo Giubilaro: «Importante sarebbe una chiarezza terminologica. Spesso ci sono delle espressioni che sono magari suggerite da tecnici, per esempio da geologi, i quali usano un certo tipo di linguaggio; questo, però, è il loro linguaggio. Quando si va in sede penale – aveva sottolineato il Procuratore – quest’indeterminatezza o genericità non è sufficiente e servono riferimenti ben precisi».
Le linee guida della Regione sembrano andare in questa direzione per quanto riguarda la gestione dei materiali di cava. Un tema caldo, nel territorio apuano, anche e soprattutto a Carrara dove l’amministrazione ha lanciato lo scorso settembre una serie di sopralluoghi congiunti tra settore Marmo e Ambiente, mirati a monitorare la gestione dei materiali di risulta, in particolare le terre: «Il problema di questi prodotti o derivati c’è. Ne stiamo parlando con la Regione Toscana mentre proseguono i nostri sopralluoghi in cava. Da quando li abbiamo attivati, abbiamo rilevato un aumento delle terre rimosse, se pur non nelle quantità che speravamo. Si tratta di un primo passo nella giusta direzione, come confermano i dati dell’impianto di pesatura» spiega l’assessore al Marmo Alessandro Trivelli. Sulla questione più prettamente ambientale interviene anche l’assessore competente, Sarah Scaletti: «Ci sono diversi problemi ed è necessario mettere a punto un sistema di controlli efficaci. In questo senso è fondamentale che tutti gli enti preposti – Arpat, Carabinieri forestali e amministrazioni – parlino la stessa lingua, cosa che in passato non sempre avveniva per la complessità della materia. Gli incontri con la Regione vanno in questa direzione e i nostri uffici Marmo e Ambiente stanno dando il loro contributo».
Al percorso avviato dalla Regione Toscana partecipa anche il Comune di Massa, che con l’assessore all’Ambiente e vicesindaco Uilian Berti commenta: «Noi siamo d’accordo, del resto siamo stati il primo Comune a sospendere l’attività di una cava perché non seguiva le prescrizioni della concessione, in materia di tutela ambientale» rivendica da oltre Foce.
Interpellato sulla questione, il presidente della delegazione apuana di Confindustria, Erich Lucchetti, centellina le parole, soprattutto sull’audizione del procuratore: «A caldo dico solo che non concordo sul fatto che le terre e i derivati siano considerati rifiuti. Sono prodotti che vanno collocati sul mercato anche se a volte non è facile, come per le terre. Noi, con Carrara Marble Way ci stiamo dando da fare con per trovare degli sbocchi» conclude, impegnandosi a torare sul tema “a freddo”.
Un po’quello che aveva sollecitato nella sua audizione del 7 dicembre scorso davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, il Procuratore della Repubblica Aldo Giubilaro: «Importante sarebbe una chiarezza terminologica. Spesso ci sono delle espressioni che sono magari suggerite da tecnici, per esempio da geologi, i quali usano un certo tipo di linguaggio; questo, però, è il loro linguaggio. Quando si va in sede penale – aveva sottolineato il Procuratore – quest’indeterminatezza o genericità non è sufficiente e servono riferimenti ben precisi».
Le linee guida della Regione sembrano andare in questa direzione per quanto riguarda la gestione dei materiali di cava. Un tema caldo, nel territorio apuano, anche e soprattutto a Carrara dove l’amministrazione ha lanciato lo scorso settembre una serie di sopralluoghi congiunti tra settore Marmo e Ambiente, mirati a monitorare la gestione dei materiali di risulta, in particolare le terre: «Il problema di questi prodotti o derivati c’è. Ne stiamo parlando con la Regione Toscana mentre proseguono i nostri sopralluoghi in cava. Da quando li abbiamo attivati, abbiamo rilevato un aumento delle terre rimosse, se pur non nelle quantità che speravamo. Si tratta di un primo passo nella giusta direzione, come confermano i dati dell’impianto di pesatura» spiega l’assessore al Marmo Alessandro Trivelli. Sulla questione più prettamente ambientale interviene anche l’assessore competente, Sarah Scaletti: «Ci sono diversi problemi ed è necessario mettere a punto un sistema di controlli efficaci. In questo senso è fondamentale che tutti gli enti preposti – Arpat, Carabinieri forestali e amministrazioni – parlino la stessa lingua, cosa che in passato non sempre avveniva per la complessità della materia. Gli incontri con la Regione vanno in questa direzione e i nostri uffici Marmo e Ambiente stanno dando il loro contributo».
Al percorso avviato dalla Regione Toscana partecipa anche il Comune di Massa, che con l’assessore all’Ambiente e vicesindaco Uilian Berti commenta: «Noi siamo d’accordo, del resto siamo stati il primo Comune a sospendere l’attività di una cava perché non seguiva le prescrizioni della concessione, in materia di tutela ambientale» rivendica da oltre Foce.
Interpellato sulla questione, il presidente della delegazione apuana di Confindustria, Erich Lucchetti, centellina le parole, soprattutto sull’audizione del procuratore: «A caldo dico solo che non concordo sul fatto che le terre e i derivati siano considerati rifiuti. Sono prodotti che vanno collocati sul mercato anche se a volte non è facile, come per le terre. Noi, con Carrara Marble Way ci stiamo dando da fare con per trovare degli sbocchi» conclude, impegnandosi a torare sul tema “a freddo”.
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