Il Tirreno

Troppi pazienti, pronto soccorso in tilt

Troppi pazienti, pronto soccorso in tilt

L’altra sera in sala di attesa c’erano 70 persone. Esposto di Benedetti per le dimissioni di un anziano

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MASSA. Anche il pronto soccorso del Noa, come nel resto degli ospedali italiani, è in difficoltà. Tra influenza, malanni post feste natalizie e normali accessi medici e infermieri non riescono a smaltire i pazienti in attesa nel tempo che impiegano di solito. Risultato il caos più totale, come l’altra sera: settanta persone in sala di attesa all’ora di cena. Prima la bagarre per delle dimissioni di un anziano ammalato (del caso se ne è occupato il consigliere comunale Stefano Benedetti), poi l’intervento della volante della polizia, chiamata da un paziente che si era stancato di aspettare. Il consigliere intanto ha presentato un esposto in procura.

«Sono intervenuto - scrive Benedetti - per impedire che un anziano molto malato fosse dimesso e per ottenere ciò sono stato costretto a chiamare la polizia che, giunta sul posto, e preso atto delle gravi condizioni fisiche della persona, ha trattato con il medico di turno e con la dirigenza Asl il ricovero presso l’Obi in attesa di maggiori accertamenti. Sono stato costretto ad accedere all’interno del pronto soccorso per bloccare l’ambulanza e non far salire il paziente che non si reggeva assolutamente in piedi, lamentando capogiri e mal di testa. Il signore è obeso e sofferente di diabete e di altre patologie croniche, già il giorno precedente era svenuto finendo rovinosamente per terra e riportando escoriazioni varie. Dopo circa tre ore era riuscito a recuperare il cellulare sollecitando l’intervento di una ambulanza che lo aveva trasportando urgentemente al Noa, dove, con le prime analisi erano stati riscontrati alcuni valori del sangue molto alti come la glicemia che era al limite di 400, quindi, una situazione che metteva a grave rischio l’uomo».

«Nonostante tutto - aggiunge il consigliere - era stato rispedito a casa, dopo aver fatto presente di non aver parenti e di vivere completamente da solo. La mattina successiva si era ripetuta la scena e dopo un malore l’anziano era ricaduto a terra privo di sensi, procurandosi ulteriori escoriazioni al gomito, alle costole, in testa e sulle gambe. Richiamata l’ambulanza era stato riaccompagnato d’urgenza presso il Noa dove poche ore dopo il medico di turno mi comunicava che sarebbe stato riportato a casa nonostante le gravi condizioni fisiche e soprattutto senza essere riusciti ad accertare il tipo di malore e quanto meno da cosa fosse stato causato. Ma mi sono opposto».

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