Sicurezza
L’ALTRA STORIA
Susanna, la bibliotecaria a un passo dal sogno
MASSA. La sua situazione non è grave come quella di chi si è licenziato per entrare in Comune, perdendo il lavoro, o di chi, disoccupato da anni, aspettava un posto fisso: Susanna Dal Porto il suo...
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MASSA. La sua situazione non è grave come quella di chi si è licenziato per entrare in Comune, perdendo il lavoro, o di chi, disoccupato da anni, aspettava un posto fisso: Susanna Dal Porto il suo lavoro ce l’ha ancora, fa la bibliotecaria a Pisa e continuerà a farla, anche se il Comune di Massa non approva il bilancio consolidato 2016.
Il suo doveva essere un semplice avvicinamento a casa, e alla figlia piccola, molto sperato in verità, ma pur sempre un trasferimento.
«Non voglio certo paragonare la mia condizione a quella degli altri, finiti nel caso delle mancate assunzioni comunali– racconta Susanna– però anche io sono rimasta coinvolta, mio malgrado, in questa squallida vicenda. Sono una delle sei mobilità, in attesa di assunzione a Massa, precisamente come direttore della biblioteca civica Giampaoli, ruolo da oggi vacante». Susanna Dal Porto scopre di aver vinto la mobilità il 28 dicembre, con una telefonata del Comune di Massa, nella quale le si confermava che la sua assunzione sarebbe stata perfezionata entro il 31 dicembre e che per questo l’università di Pisa avrebbe dovuto preparare il nulla osta definitivo per la cessione del suo contratto. Poi le cose sono andate come ormai tutta Italia sa. «Qualche ex compagno di liceo con cui ho parlato in questi giorni– continua Susanna– mi ha chiesto: ma chi te lo faceva fare di venire a Massa? Non avresti avuto le soddisfazioni professionali che hai a Pisa. La mia risposta è stata che quando ho detto a mia figlia di 5 anni che sarei venuta a lavorare a Massa, finalmente vicino alla sua scuola, le si sono illuminati gli occhi di gioia». Susanna è una mamma che lavora lontana da casa e quando la figlia, un giorno, si ruppe un gomito giocando, lei non aveva potuto accorrere, perché in viaggio su un treno. «Questo significa essere pendolari con una figlia piccola, significa non vederla la mattina perché alle 6 sono già in stazione e significa non augurarle buona giornata».
Manuela D’Angelo
Il suo doveva essere un semplice avvicinamento a casa, e alla figlia piccola, molto sperato in verità, ma pur sempre un trasferimento.
«Non voglio certo paragonare la mia condizione a quella degli altri, finiti nel caso delle mancate assunzioni comunali– racconta Susanna– però anche io sono rimasta coinvolta, mio malgrado, in questa squallida vicenda. Sono una delle sei mobilità, in attesa di assunzione a Massa, precisamente come direttore della biblioteca civica Giampaoli, ruolo da oggi vacante». Susanna Dal Porto scopre di aver vinto la mobilità il 28 dicembre, con una telefonata del Comune di Massa, nella quale le si confermava che la sua assunzione sarebbe stata perfezionata entro il 31 dicembre e che per questo l’università di Pisa avrebbe dovuto preparare il nulla osta definitivo per la cessione del suo contratto. Poi le cose sono andate come ormai tutta Italia sa. «Qualche ex compagno di liceo con cui ho parlato in questi giorni– continua Susanna– mi ha chiesto: ma chi te lo faceva fare di venire a Massa? Non avresti avuto le soddisfazioni professionali che hai a Pisa. La mia risposta è stata che quando ho detto a mia figlia di 5 anni che sarei venuta a lavorare a Massa, finalmente vicino alla sua scuola, le si sono illuminati gli occhi di gioia». Susanna è una mamma che lavora lontana da casa e quando la figlia, un giorno, si ruppe un gomito giocando, lei non aveva potuto accorrere, perché in viaggio su un treno. «Questo significa essere pendolari con una figlia piccola, significa non vederla la mattina perché alle 6 sono già in stazione e significa non augurarle buona giornata».
Manuela D’Angelo
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