La manifestazione
Niente bilancio, guai anche per Asmiu
di Manuela D’Angelo
I sindacati lanciano l’allarme: se non c’è l’ok del consiglio, non partirà il piano di risanamento della partecipata
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MASSA. Non ci sono soltanto le assunzioni bloccate a causa della mancata approvazione del bilancio consolidato 2016: le conseguenze dell’atto mancato, a causa della crisi politica dell’amministrazione di Alessandro Volpi, che non ha trovato per quattro sedute consecutive il numero legale in consiglio, riguardano anche i conti di Asmiu, e il risanamento del suo bilancio. Tutto fermo, tutto in stand by, con gravi risvolti per il lavoro dei dipendenti e per il servizio da garantire ai cittadini. A lanciare l’ennesimo allarme sono Angelo Fruzzetti e Fabio Carli della Fp Cgil, Corrado Gentili della Uil trasporti, Dino Bellè della Fit Cisl e Francesco Riccardi, Ugil Igiene- ambientale: «Noi- iniziano- il ritiro della spazzatura l’abbiamo sempre garantito a tutti, anche a quei consiglieri che non hanno permesso l’approvazione del bilancio consolidato e che oggi ci costringono a pensare allo stato di agitazione». A quell’atto, infatti, erano legati i bilancio di tutte le società partecipate del Comune, tra cui Asmiu, i cui conti rimangono tutti in stand by. «Il sindaco Volpi- dicono i sindacalisti- aveva promesso, qualche mese fa, che a gennaio sarebbe partito il piano di risanamento di Asmiu; oggi ci comunicano che è tutto fermo». Ed ecco perché l’azienda andrebbe risanata: Asmiu vanta un credito nei confronti del Comune (fatture emesse) per 4,3 milioni di euro e con questo primo piano di risanamento il Comune si era impegnato a sanarne circa la metà. Asmiu ha anche dei debiti, con le banche per 1,9 milioni di euro e con i fornitori per 2,6 milioni e un mutuo acceso per l’ultimo acquisto di una spazzatrice per 190mila euro. Non c’è personale, che è ridotto all’osso: sono 70 gli operatori su strada, per un comune di 70mila abitanti; i mezzi sono vecchi ( ne girano 40), di cui uno del 2001 costretto a fare tre turni consecutivi; sono tutti senza aria condizionata in estate e senza riscaldamento in inverno e quando si fermano non possono essere ricomprati, per mancanza di denaro liquido. Un mezzo nuovo di zecca c’è: è una gru che doveva servire per le discariche abusive, ma è ferma nel piazzale inutilizzata, perché non ci sono operatori liberi che possano prendersi a carico anche quel servizio. Così Asmiu ricorre alle cooperative esterne per noleggiare mezzi o appaltare alcuni servizi che non riesce più ad espletare da sola, come il ritiro del cartone, del verde e degli ingombranti. L’appalto esterno costa meno di una nuova assunzione o dell’acquisto di un nuovo mezzo, ma sono pur sempre soldi che Asmiu è costretta a spendere, sforando il contratto di servizio comunale (nel 2017 addirittura di 800mila euro). I lavoratori praticamente non fanno ferie, non hanno un posto dove cambiarsi le divise, bevono il caffè e timbrano il cartellini in due metri quadrati di gabbiotto precostruito, installato di fortuna nel piazzale e aspettano i cambi turno all’aria aperta, sia che piova, o che faccia freddo o caldo. “Volete che Asmiu fallisca? Non possiamo fare spese, non abbiamo regime di cassa. Aspettiamo che la politica faccia il suo dovere- dicono i sindacalisti- e siamo pronti a indire lo stato di agitazione. Chiediamo un atto di indirizzo del consiglio comunale che porti l’amministrazione ad occuparsi di Asmiu come fino ad ora non ha fatto nessuna amministrazione».
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