Il Tirreno

Carrara, per il maxiderivato il 26 aprile dal giudice

Il procuratore capo Aldo Giubilaro
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Il procuratore capo Aldo Giubilaro

Un’operazione finanziaria finita nel mirino della Procura e con tre indagati eccellenti che sfileranno davanti al gup

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CARRARA. E’ stata fissata per il prossimo 26 aprile l’udienza preliminare del processo sul maxiderivato adottato nel novembre 2006 dalla giunta dell’ex sindaco Giulio Conti.

Lo strumento finanziario fu messo in campo per tutelare le casse dal municipio dall’eccessiva salita dei tassi di interesse, che all’epoca erano schizzati alle stelle. In particolare fu costituto un Boc da 50 milioni di euro, e al contempo uno swap (il derivato) a mo’ di scudo dalle montagne russe dei tassi.

Nel corso degli anni, com’è noto, si è registrata un’inversione di tendenza e così Piazza Due Giugno si è ritrovata a pagare una penale altissima a chi costruì quel derivato, cosa che ha spinto la Corte dei Conti a intervenire al riguardo. Secondo le proiezioni di qualche tempo fa, il Comune di Carrara ha pagato nel 2017 un milione e 88mila euro e ne dovrà sborsare altri un milione e 81mila quest’anno e 1,4milioni nel 2019, per un totale di 10 milioni di euro di esborso alla scadenza del contratto.

E proprio l’elevato costo per la collettività di questa operazione ha destato l’interesse dei magistrati, alimentato anche dal fatto che la ristrutturazione del debito tramite l’inserimento del derivato fu decisa dall’amministrazione di allora senza gara.

Nel 2016 l’intera vicenda è finita nel mirino della Procura della Repubblica - coordina le indagini il procuratore capo Aldo Giubilaro - e lo scorso giugno sono stati consegnati gli avvisi di garanzia, con il coinvolgimento di nomi importanti della politica locale.

Dopo un’accurata indagine del nucleo investigativo del comando provinciale dei carabinieri, guidato dal maggiore Tiziano Marchi, sono finiti sul registro degli indagati l’ex sindaco di Carrara Angelo Zubbani, per l’ipotesi di abuso di ufficio; Claudia Laudanna, nel 2006 titolare della delega alle Finanze per la giunta Conti, sospettata di peculato e il dirigente del settore Finanze Stefano Pennacchi.

Secondo la Procura Zubbani avrebbe dovuto aprire un contenzioso con la società titolare del derivato, avendo nei suoi cassetti almeno un paio di pareri che lo spronavano ad intervenire in questo senso. Mentre sempre secondo i magistrati, l’ex assessora alle Finanze avrebbe utilizzato il denaro della collettività a vantaggio della società titolare del derivato, esponendosi così all’accusa di peculato.

Sulla vicenda adesso dovrà esprimersi il gup, proprio nell’udienza fissata per il prossimo 26 aprile in tribunale a Massa.

(c.ch.; a.v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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