Il Tirreno

Liquami nel Frigido e tombini che saltano Gaia nel mirino

Liquami nel Frigido e tombini che saltano Gaia nel mirino

Il video choc postato su Facebook dal consigliere Caruso L’azienda: «Faremo verifiche, pronti a ripulire il fiume»

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MASSA. Acqua che zampilla dai tombini e allaga la strada da una parte, escrementi misti a resti di carta igienica sversati nel fiume dall’altra. Ieri Massa si è svegliata così. Un “buongiorno” bagnato e disgustoso, che ha macchiato con le inconfondibili tonalità dei liquami il corso d’acqua più importante della città: il Frigido. Ieri mattina il consigliere comunale Stefano Caruso ha postato su Facebook alcuni video in cui si vedono chiaramente i “bisogni” di una parte della città che da alcuni tubi sulla sponda del fiume, finiscono nell’acqua, all’altezza del ponte dell’obelisco. Al di là delle bandiere politiche e dei colori, che in questo caso c’entrano ben poco, la parte “curiosa” della vicenda sta nell’origine della stessa.

Perché la scena indecorosa, con ogni probabilità, non è figlia di uno scarico abusivo, ma di una manovra d’emergenza di Gaia Spa: il soggetto che gestisce il servizio idrico integrato sul territorio. E non si tratta di una semplice supposizione, dato che è la stessa Gaia a spiegare che l’accaduto potrebbe essere opera sua, attraverso un comunicato indirizzato, oltre che ad Arpat, anche agli uffici del Comune che, allertati dal tam tam scatenato dai cittadini sui social, nella tarda mattinata di ieri hanno chiesto spiegazioni.

«Vi informiamo – scrive Gaia, con firma del dirigente tecnico Daniele Franceschini – che questa mattina (ieri per chi legge, ndr) si è prodotta una modesta tracimazione di liquami della rete fognaria di via Marina Vecchia, in prossimità dell’incrocio con via Gioconda. L’inconveniente – spiega ancora Gaia Spa – è derivato dalla necessità di contenere le portate in rete per consentire la riparazione della condotta fognaria di via Massa Avenza, riparazione che, per le difficoltà tecniche incontrate, è tuttora in corso da prime delle festività natalizie e dovrebbero definitivamente concludersi entro oggi (ieri, ndr)».

Nelle ultime due righe della comunicazione Gaia parla degli sversamenti nel Frifido:

«Verificheremo inoltre quanto prima se, attraverso la rete di fognatura bianca, parte dei liquami avesse raggiunto la sponda sinistra del Frigido, provvedendo in tal caso alle operazione di relativa pulizia».

Di certo c’è l’ennesima ferita nel cuore del Frigido. In questo caso a poca distanza dal mare, poco più di due chilometri.

Un danno, prima che ambientale, anche se questo saranno gli organi competenti a stabilirlo con certezza, d’immagine per una città che ieri mattina ha aperto gli occhi con il suo fiume e una delle sue strade invasi dai liquami.

Tommaso Silvi

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di Redazione web