Il Tirreno

L’INTERVENTO 

Mallegni bacchetta il Comune «In città serve più sicurezza»

Mallegni bacchetta il Comune «In città serve più sicurezza»

MASSA. Massimo Mallegni, ex sindaco di Pietrasanta, parla della situazione nel centro di Massa, per ciò che riguarda movida e ordine pubblico. A Pietrasanta il progetto “città sicura” ha funzionato....

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MASSA. Massimo Mallegni, ex sindaco di Pietrasanta, parla della situazione nel centro di Massa, per ciò che riguarda movida e ordine pubblico. A Pietrasanta il progetto “città sicura” ha funzionato. «Le baby gang sono sparite e i fenomeni di vandalismo e maltrattamento della città si sono notevolmente ridotti. Il centro storico “ostaggio” di giovani e giovanissimi è stato un problema di convivenza con i residenti e con il decoro per mesi fino a quando – si legge nella nota inoltrata dal vice coordinatore vicario di Forza Italia – con l’insediamento della nuova amministrazione, nel giugno 2015, la giunta ha deciso di mettere in campo, in accordo con le attività commerciali, una serie di attività a tutela dell’ordine pubblico, del decoro e del turismo: videosorveglianza con telecamere, rispetto delle ordinanze di decoro, servizio di pattugliamento della polizia municipale anche la notte, con funzione di controllo e vigilanza e in connessione con le forze dell’ordine, impiego di guardie private per controllare parcheggi e zone periferiche al centro storico e il potenziamento dell’illuminazione pubblica».

«Non sono mai stato un sindaco sceriffo ma ho cercato sempre di far rispettare le regole. Questo si. In queste settimane – dice Mallegni – ho avuto l’occasione di trascorrere molto tempo a Massa e mi sono meravigliato del caos che vivono alcune realtà segnalate più volte anche dai media e dalle forze dell’ordine. Ho saputo anche dei molti esposti dei cittadini per le situazioni di piazza Garibaldi, piazza Mercurio e per la galleria Sanzio. Ho chiesto informazioni e ho scoperto che per esempio la polizia municipale non effettua il servizio notturno. Alle 7. 45 il comando smonta e tutto viene lasciato nelle mani di carabinieri e polizia che sono già gravati di altri compiti. Ho anche scoperto che il piano di videosorveglianza non è ancora partito e che gli impianti esistenti non sono connessi con la centrale della Questura. Mancano gli strumenti indispensabili anche solo per iniziare a contrastare questi fenomeni».



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