Il Tirreno

Ma c’è anche chi accetta l’opzione Grosseto

Ma c’è anche chi accetta l’opzione Grosseto

Ieri una paziente di Villafranca ha detto sì alla trasferta a Castel del Piano per ridurre i tempi di attesa

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MASSA-CARRARA. Chi mai sarebbe disposto a farsi un viaggio di 257 chilometri per una prestazione sanitaria quando, con un po’ di pazienza, si può avere un appuntamento se non proprio sotto casa, quanto meno nella provincia di residenza? La risposta al quesito che in tanti si sono posti dopo aver letto la storia della signora Marchi, che a 83 anni ha rischiato di dover arrivare fino all’altro capo della Regione per sottoporsi a una Tac, arriva direttamente dai registri del Cup di Massa-Carrara dove ieri una paziente di Villafranca ha accettato di sottoporsi a una risonanza a Castel del Piano, il presidio sanitario ai piedi dell’Amiata in provincia di Grosseto. A raccontarlo è lo stesso Enrico Raggi, responsabile del Cup di Massa-Carrara, spiegando che la signora lunigianese, così come altri pazienti, pur di ridurre i tempi di attesa ha accettato di affrontare questa trasferta lunga e dispendiosa, anche in termini economici. «Il sistema è nato proprio per permettere a chi può di effettuare visite in tutta la Regione. Ovviamente però gli appuntamenti fuori Asl non devono essere automatici» precisa il dirigente, annunciando che a giorni il programma sarà aggiornato con un filtro che permetterà di individuare le sedi della prestazione in base al domicilio del paziente. «Se nel territorio della nostra azienda sanitaria non ci sono soluzioni adatte, allora l’operatore potrà consultare sedi più lontane» spiega Raggi. Si tratta, come puntualizza il responsabile del Cup, di un’opzione: chi può e ha voglia di spostarsi avrà l’opportunità di tagliare i tempi di attesa facendo qualche chilometro in più. Ovviamente chi non è nella condizione di farlo avrà comunque garantita la prestazione nel territorio della sua Asl di residenza. E anche qualcosa in più: «Qualche giorno fa abbiamo spostato un appuntamento a un anziano, solo e senza auto: aveva prenotato una visita a Fivizzano ma per lui sarebbe stato davvero difficile raggiungere il paese. E così l’abbiamo mandato al Noa» racconta il Raggi, specificando che si tratta di casi di necessità “accertate”.

Una precisazione che punta a scoraggiare i furbetti della sanità, disposti a tutto pur di avere la prestazione sotto casa.

Va ricordato infine che solo per i casi più delicati, vale a dire i disabili certificati impossibilitati a spostarsi, sono previsti i trasporti sanitari gratuiti, messi a dispisizione da Asl.

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