Il Tirreno

Guglielmi chiuso, le commedie dialettali rischiano di saltare

di Benedetta Bianchi
Guglielmi chiuso, le commedie dialettali rischiano di saltare

L’assessore Fiori: nessun annullamento, siamo in stand- by Il procuratore: abbiamo messo la sicurezza in primo piano  

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MASSA. Dopo diciassette giorni il teatro Guglielmi resta chiuso e inaccessibile nonostante i continui sopralluoghi dei vigili del fuoco e dei tecnici comunali per le necessarie verifiche al sistema antincendio e, soprattutto, per capire quali interventi possa attuare l’amministrazione comunale nell’immediato per ottenere la disponibilità della struttura. Anche perché il riscontro negativo è enorme: sono già saltati «Lo schiaccianoci», spettacoli dialettali, il teatro per bambini, il concerto di Capodanno.

Saltano la lirica e il dialetto. Niente da fare neppure per «Il barbiere di Siviglia», autoproduzione del comune di Massa con la preziosa collaborazione del teatro del Giglio di Lucca; la prima opera di lirica, allestita dopo moltissimi anni, il 6 e 7 gennaio avrebbe visto esibirsi sul palco del teatro cittadino giovani cantanti provenienti da tutto il mondo. Per la lirica c’è bisogno di tempo e di una preparazione più lunga ed in loco, ma la speranza è di riuscire a riprogrammarla per febbraio.

Quasi improbabile, inoltre, che si tengano gli altri spettacoli dialettali, dall’11 al 13 gennaio, e « Il tenace soldatino di stagno» per la rassegna «Tutt'insieme a teatro - Spettacoli sotto le stelle per grandi e piccini».

Vietato però parlare di annullamento, tant’è che, al momento, l’amministrazione non ha ancora deciso per un rimborso biglietti o abbonamenti.

L’assessore alla Cultura Mauro Fiori ribadisce la volontà di «non voler assolutamente perdere né la stagione né altri spettacoli che sono tutti in stand by, in attesa del responso dell’istanza di dissequestro presentata dal comune poche ore dopo i sigilli». Prima di qualunque decisione, sia in merito alla programmazione sia in merito ad eventuali rimborsi, l’amministrazione sta aspettando le relazioni degli ultimi sopralluoghi. «Noi come Comune non siamo oggetto di indagine, ma il teatro è a disposizione della procura di Massa Carrara e speriamo di riaverlo prima possibile» aggiunge Fiori.

Il procuratore capo: la sicurezza è la priorità. Proprio il procuratore capo Aldo Giubilaro ha cercato di fare un po’ di chiarezza sulla decisione di sequestrare il Guglielmi. «Mi rendo perfettamente conto - scrive Giubilaro in una nota - della situazione venutasi a creare con la chiusura del teatro e delle molteplici implicazioni culturali, sociali ed anche economiche che l’impossibilità di dar seguito alla prevista programmazione comporta sia per la città di Massa che per quanti, con sacrificio ed impegno, si sono in vario modo prodigati perché avessero luogo spettacoli anche di rilievo nazionale». E che il teatro debba tornare in tempi brevi nella disponibilità della cittadinanza il procuratore lo sa bene, ma pur ammettendo che gli spettacoli siano di «primaria importanza», Giubilaro non può «tralasciare quanto accertato dai vigili del fuoco, con la necessità che la sicurezza, l’incolumità e persino la vita di quanti accedono a vario titolo nei locali del teatro non siano esposti ad alcun rischio». Del resto, il Guglielmi negli ultimi anni, aperto quasi ogni giorno, è diventato non solo luogo di cultura, ma anche di incontri e socialità per questo è diventato uno dei siti più apprezzati e frequentati dai massesi.

«Io abbonato deluso». Francesco Egori, 21 anni, studente della facoltà di giurisprudenza all'Università di Pisa, da due anni è abbonato al teatro ed è solo uno delle centinaia di persone che attende di sapere cosa ne sarà della stagione e dei soldi dei cittadini; «il teatro è alla base della nostra identità di occidentali – dice il giovane - è una delle istituzioni di cui andare fieri, il cuore pulsante della cultura, dell’arte e della poleis, luogo in cui sentirsi parte di una comunità, e, quindi, cittadini. Proprio per questo, ancora più grave è il colpo che ricevono gli abbonati: soprattutto i giovani, in un mondo in cui il divertimento è quasi sempre l’annullamento di sè nel rumore di una discoteca, hanno perso lo spazio in cui educare, ed educarsi, all’ascolto dello scritto che diviene parola e sentimento vivo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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