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Trecento chili di pesce sotto sequestro

Trecento chili di pesce sotto sequestro

Operazione Dirty Marketing: controlli a tappeto della Capitaneria di Porto; multe per 15.000 euro

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CARRARA. Quindicimila euro di sanzioni amministrative comminate, per oltre 300 chili di prodotto ittico posto sotto sequestro. Questi i dati che sintetizzano i risultati conseguiti dalla Capitaneria di Porto di Marina di Carrara nell’ambito di un’ampia operazione complessa di polizia marittima denominata “Dirty Market” disposta dal Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto e coordinata in Toscana dalla Direzione Marittima di Livorno – 2° Centro Controllo Area Pesca. I controlli eseguiti, sia in mare che a terra, sull’intera filiera della pesca nel mese di dicembre, sono stati condotti nell’intero ambito della provincia di Massa-Carrara, dai comuni costieri alla Lunigiana (Pontremoli, Villafranca in Lunigiana, Bagnone, Aulla), passando al setaccio i molteplici settori quali la pesca professionale e quella sportiva, esercizi di ristorazione, mercati locali, grande distribuzione, al fine di verificare la corretta applicazione delle procedure inerenti al trasporto, distribuzione, vendita e somministrazione del prodotto ittico.

Le violazioni amministrative accertate per il mancato rispetto della normativa in materia di rintracciabilità del prodotto ittico hanno condotto all’elevazione di sanzioni amministrative e a 10 sequestri per un quantitativo complessivo di 252 chili di prodotto ittico tra cozze, vongole, gamberi, mazzancolle, orate, pesce spada e salmone per i quali gli operatori commerciali non sono stati in grado di dimostrarne la provenienza.

Si è proceduto, inoltre, a deferire all’Autorità Giudiziaria un operatore commerciale, ponendo sotto sequestro penale ulteriori 51 chili di prodotto ittico e contestando il reato di frode in commercio in quanto il prodotto, nella fattispecie “Molva molva”, era posto invece in vendita come il più pregiato baccalà.

Le violazioni contestate hanno interessato 4 esercizi di ristorazione, tre ingrossi ittici, due ristoranti etnici, un esercizio commerciale di vendita al dettaglio di prodotto ittico surgelato e un catering aziendale.

Le attività di vigilanza volte alla prevenzione ed alla repressione degli illeciti in materia di pesca, intensificatesi durante le recenti festività in relazione all’aumento della domanda da parte del consumatore e del conseguente rischio di comportamenti illegali che possono arrecare pregiudizio per le risorse ittiche e per la sicurezza alimentare in generale.

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