Gioco
Teatro degli Animosi si lavora fino a marzo Già spesi 100mila euro
I Vigili del Fuoco si confrontano su alcune deroghe Accolta quella sull’altezza delle porte dei palchetti
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CARRARA. Lavori in corso al Teatro degli Animosi ancora fino a marzo. Tanto servirà – se tutto va bene – per adempiere alle prescrizioni dei Vigili del Fuoco per la riapertura al pubblico della sala. Sì perché all’elenco dei 120 interventi sollecitati in concomitanza con il sequestro del teatro, lo scorso aprile, se ne sono aggiunti un’altra ventina, ordinati sempre dai Vigili del Fuoco tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre.
E così mentre i lavori proseguono ormai quasi incessantemente da 9 mesi a questa parte, la lista degli adempimenti si è allungata.
«Gli appalti sono stati assegnati, le ditte sono al lavoro. Ce la stiamo mettendo davvero tutta per adempiere alle prescrizioni e riconsegnare il teatro alla città» commenta l’assessore ai Lavori Pubblici Andrea Raggi. Ma quanto è costato, finora, l’adeguamento degli Animosi? «Non so quanto sia stato speso tra aprile e giugno, dalla precedente amministrazione. Per quanto ci riguarda posso dire che non è un problema di risorse, noi stiamo investendo tutto quello che serve perché per noi la riapertura del Teatro è una priorità» replica l’assessore, garantendo che il fondo di manutenzione, da cui l’amministrazione sta attingendo per gli adeguamenti, «è capiente».
Raggi non si sbilancia sulla cifra esatta investita fin qui ma parla di una spesa che si aggira intorno ai 100mila euro, per i lavori eseguiti su mandato dell’amministrazione pentastellata. E non è detto che i costi da sostenere siano finiti qui: «In questo momento siamo in attesa dell’esito del confronto tra il comando regionale e quello provinciale dei Vigili del Fuoco su alcune deroghe. Quache richiesta in questo senso è stata accolta, come ad esempio il nulla osta per l’altezza delle porte dei palchi, che per legge dovrebbe essere di 2 metri ma che agli Animosi non supera i 190 centimetri» spiega l’assessore. Grazie alla deroga dunque non sarà necessario provvedere a rialzare tutte le porte, un’operazione che sarebbe stata sicuramente lunga e dispendiosa.
Mentre è in corso il confronto sulle deroghe, proseguono gli interventi di adeguamento alle prescrizioni. Una volta concluse queste opere –«probabilmente sarà marzo ma ormai siamo diventati un po’scaramantici e non lo diciamo» sorride Raggi– i Vigili del Fuoco torneranno agli Animosi per dire se il teatro è a norma. Dopo sarà la volta della commissione di sicurezza e pubblico spettacolo, anche lei chiamata a esprimersi sull’ “agibilità” del Teatro. Una volta incassati questi due “nulla osta”, l’amministrazione comunale presenterà istanza di dissequestro alla Procura della Repubblica, a cui spetta l’ultima parola sulla riapertura del Teatro.
I sigilli agli Animosi, lo ricordiamo, erano scattati il 14 aprile, a soli tre mesi dalla riapertura del teatro – sottoposto a un lungo intervento di ristrutturazione, iniziato nel 2011– e ad appena uno spettacolo dalla chiusura della stagione teatrale. Nei giorni successivi al sindaco di Carrara Angelo Zubbani Il sindaco di Carrara Angelo Zubbani era stato notificato un avviso di garanzia ex articolo 681 del codice penale, per aver aperto un luogo di pubblico spettacolo senza aver osservato le prescrizioni a tutela dell’incolumità pubblica.
Cinzia Chiappini
E così mentre i lavori proseguono ormai quasi incessantemente da 9 mesi a questa parte, la lista degli adempimenti si è allungata.
«Gli appalti sono stati assegnati, le ditte sono al lavoro. Ce la stiamo mettendo davvero tutta per adempiere alle prescrizioni e riconsegnare il teatro alla città» commenta l’assessore ai Lavori Pubblici Andrea Raggi. Ma quanto è costato, finora, l’adeguamento degli Animosi? «Non so quanto sia stato speso tra aprile e giugno, dalla precedente amministrazione. Per quanto ci riguarda posso dire che non è un problema di risorse, noi stiamo investendo tutto quello che serve perché per noi la riapertura del Teatro è una priorità» replica l’assessore, garantendo che il fondo di manutenzione, da cui l’amministrazione sta attingendo per gli adeguamenti, «è capiente».
Raggi non si sbilancia sulla cifra esatta investita fin qui ma parla di una spesa che si aggira intorno ai 100mila euro, per i lavori eseguiti su mandato dell’amministrazione pentastellata. E non è detto che i costi da sostenere siano finiti qui: «In questo momento siamo in attesa dell’esito del confronto tra il comando regionale e quello provinciale dei Vigili del Fuoco su alcune deroghe. Quache richiesta in questo senso è stata accolta, come ad esempio il nulla osta per l’altezza delle porte dei palchi, che per legge dovrebbe essere di 2 metri ma che agli Animosi non supera i 190 centimetri» spiega l’assessore. Grazie alla deroga dunque non sarà necessario provvedere a rialzare tutte le porte, un’operazione che sarebbe stata sicuramente lunga e dispendiosa.
Mentre è in corso il confronto sulle deroghe, proseguono gli interventi di adeguamento alle prescrizioni. Una volta concluse queste opere –«probabilmente sarà marzo ma ormai siamo diventati un po’scaramantici e non lo diciamo» sorride Raggi– i Vigili del Fuoco torneranno agli Animosi per dire se il teatro è a norma. Dopo sarà la volta della commissione di sicurezza e pubblico spettacolo, anche lei chiamata a esprimersi sull’ “agibilità” del Teatro. Una volta incassati questi due “nulla osta”, l’amministrazione comunale presenterà istanza di dissequestro alla Procura della Repubblica, a cui spetta l’ultima parola sulla riapertura del Teatro.
I sigilli agli Animosi, lo ricordiamo, erano scattati il 14 aprile, a soli tre mesi dalla riapertura del teatro – sottoposto a un lungo intervento di ristrutturazione, iniziato nel 2011– e ad appena uno spettacolo dalla chiusura della stagione teatrale. Nei giorni successivi al sindaco di Carrara Angelo Zubbani Il sindaco di Carrara Angelo Zubbani era stato notificato un avviso di garanzia ex articolo 681 del codice penale, per aver aperto un luogo di pubblico spettacolo senza aver osservato le prescrizioni a tutela dell’incolumità pubblica.
Cinzia Chiappini
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