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Consiglio saltato, Santi e Paci all’attacco

Consiglio saltato, Santi e Paci all’attacco

La capogruppo Pd: «Far mancare il numero legale, grave danno alla collettività» L’ex consigliere pentastellato: «Ero lì per senso civico, non per sostenere Volpi»

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MASSA. Le prime reazioni politiche, dopo il caso delle mancate assunzioni comunali, non tardano ad arrivare: la capogruppo del Pd in consiglio comunale Giovanna Santi si trova costretta ad ammettere che “dei suoi” ne mancavano parecchi: «Fino all’ultimo abbiamo sperato di poter festeggiare la fine dell’anno con l’approvazione di un atto necessario per poter dare attuazione al piano delle assunzioni - dichiara - Si trattava di 11 persone che avrebbero rinforzato gli organici di alcuni settori particolarmente in sofferenza per mancanza di personale e avrebbero garantito migliori servizi e più sicurezza ai cittadini». Secondo la consigliera, però «alcuni consiglieri di maggioranza e tutta l’opposizione hanno fatto mancare il numero legale con un grave danno per la collettività. Un gesto politicamente irresponsabile. Ora sarà più difficile dare servizi e risposte celeri ai cittadini. Mi meraviglio poi - continua Santi - di chi sostiene non ci sia stata trasparenza nella comunicazione degli atti: c’erano tutte le condizioni perché i consiglieri comunali potessero esaminarlo e comprenderne la valenza; l’atto è stato trasmesso alla commissione Bilancio, formata da consiglieri di tutte le forze politiche presenti, per l’approfondimento e il parere, e via mail a tutti i capigruppo. Ad ottobre la commissione ha dato il parere positivo; il 27 a tutti i consiglieri era stata trasmessa la pratica. L’assenza di molti consiglieri di maggioranza e di tutta l’opposizione, a tutte le quattro sedute, fa sorgere dubbi sulle reali motivazioni che hanno portato i consiglieri a far mancare il numero legale». E dopo mesi di silenzio interviene anche il consigliere Matteo Paci che il Movimento 5 Stelle ci prega di non considerare più come suo consigliere non essendo più cpnsiderato un membro del Movimento: «È doveroso da parte mia- dice - comunicare la forte indignazione provata a causa della triste esperienza vissuta nei consigli comunali del 30 e 31 Dicembre. La mia presenza per cercare di garantire il numero legale e di conseguenza l'assunzione di 11 persone è stata dettata dal senso civico e da una coscienza, che va al di là delle appartenenze politiche». «Non si può giocare sulla pelle delle persone anteponendo gli interessi di bottega al diritto al lavoro - dice Paci - e purtroppo questo è quello che é successo. Consiglieri che hanno boicottato le sedute del consiglio solo per mettere in difficoltà il sindaco senza pensare alle persone. La mia presenza voleva scongiurare questa tragica evenienza, non certo dare sostegno all’amministrazione».

Manuela D’Angelo

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