Sicurezza
Caso Costa, è attesa per la pronuncia del Tar
Il 12 gennaio verrà discussa la decisione del Consiglio di Stato che sancì lo stop dell’azienda di Albiano
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AULLA. Anno nuovo, problematiche vecchie. A maggior ragione se si parla della ditta Costa, che sta per affrontare un delicato passaggio di fronte al tribunale amministrativo regionale di Firenze, l’ennesimo.
Infatti, il prossimo 12 gennaio i giudici amministrativi torneranno a esprimersi ed entreranno nel merito del pronunciamento del Consiglio di Stato, quello che sancì lo stop all’attività dell’azienda di lavorazione dei rifiuti il 20 ottobre scorso.
Praticamente il Tar di Firenze dirà la propria sulle ordinanze 20 e 21 dello scorso anno del dirigente all’urbanistica del Comune di Aulla, Franco Testa, che tornarono ad essere vigenti, provocando la temporanea chiusura dell’impresa, dopo il pronunciamento del Consiglio di Stato.
Seguì una dura mobilitazione degli operai della ditta Costa sotto le bandiere della Cisl, durata venti giorni, che si concluse con la riapertura dell’azienda a seguito della sospensione temporanea dell’efficacia e dell’esecutività delle ordinanze che avevano sancito la chiusura dell’impresa che opera ad Albiano Magra.
Da ricordare che fu lo stesso Testa a sospendere le due ordinanze. E a Firenze, il prossimo 12 gennaio, ci sarà una delegazione dei No Costa, guidati dal leader storico Walter Moretti, per sapere come si esprimerà il Tar.
Del tutto evidente che si tratta di una scadenza molto attesa, perché potrebbero esserci altre sorprese in una vicenda che ha sempre fatto registrare diversi colpi di scena. Come si vede, giova ripeterlo, ci troviamo di fronte al solito ingorgo di cause legali incrociate attorno alla ditta Costa, una storia infinita che va avanti da anni senza che si sia mai arrivati a un reale compromesso fra gli interessi in gioco, quello dell’impresa a fare profitti, quello dei cittadini a vedere tutelata la qualità della vita e quello degli operai a vedere garantito il diritto al lavoro.
Nel frattempo, a scandire gli ultimi anni dell’attività della ditta Costa ci hanno pensato gli incendi che si sono succeduti, ben tre in ventidue mesi, che hanno seminato il panico e il terrore fra la popolazione. E ora si rimane in attesa del 12 gennaio, data in cui il Tar della Toscana discuterà nel merito il pronunciamento del Consiglio di Stato. . Gianluca Uberti
Infatti, il prossimo 12 gennaio i giudici amministrativi torneranno a esprimersi ed entreranno nel merito del pronunciamento del Consiglio di Stato, quello che sancì lo stop all’attività dell’azienda di lavorazione dei rifiuti il 20 ottobre scorso.
Praticamente il Tar di Firenze dirà la propria sulle ordinanze 20 e 21 dello scorso anno del dirigente all’urbanistica del Comune di Aulla, Franco Testa, che tornarono ad essere vigenti, provocando la temporanea chiusura dell’impresa, dopo il pronunciamento del Consiglio di Stato.
Seguì una dura mobilitazione degli operai della ditta Costa sotto le bandiere della Cisl, durata venti giorni, che si concluse con la riapertura dell’azienda a seguito della sospensione temporanea dell’efficacia e dell’esecutività delle ordinanze che avevano sancito la chiusura dell’impresa che opera ad Albiano Magra.
Da ricordare che fu lo stesso Testa a sospendere le due ordinanze. E a Firenze, il prossimo 12 gennaio, ci sarà una delegazione dei No Costa, guidati dal leader storico Walter Moretti, per sapere come si esprimerà il Tar.
Del tutto evidente che si tratta di una scadenza molto attesa, perché potrebbero esserci altre sorprese in una vicenda che ha sempre fatto registrare diversi colpi di scena. Come si vede, giova ripeterlo, ci troviamo di fronte al solito ingorgo di cause legali incrociate attorno alla ditta Costa, una storia infinita che va avanti da anni senza che si sia mai arrivati a un reale compromesso fra gli interessi in gioco, quello dell’impresa a fare profitti, quello dei cittadini a vedere tutelata la qualità della vita e quello degli operai a vedere garantito il diritto al lavoro.
Nel frattempo, a scandire gli ultimi anni dell’attività della ditta Costa ci hanno pensato gli incendi che si sono succeduti, ben tre in ventidue mesi, che hanno seminato il panico e il terrore fra la popolazione. E ora si rimane in attesa del 12 gennaio, data in cui il Tar della Toscana discuterà nel merito il pronunciamento del Consiglio di Stato. . Gianluca Uberti
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