Proteste
La beffa: salta il consiglio e, incinta, resta disoccupata
di Manuela D’Angelo
L’amara vicenda di una farmacista che aspetta due gemelle: ha avuto un malore quando il compagno le ha detto che adesso è senza lavoro, forse farà causa
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MASSA. Incinta di sei mesi, due gemelle, si licenzia da una farmacia privata, dove lavorava a tempo pieno, per essere assunta in una delle farmacie del Comune di Massa, part time. E oggi si ritrova senza lavoro. Semplicemente vivere più serena era il sogno di Sara Buonocore, 35 anni, farmacista massese; voleva poter star vicino ad una famiglia che si stava allargando e crescere le sue due bambine assieme al compagno, Simone Mauro, senza più preoccupazioni per il futuro, dopo anni di studi, gavetta e rinunce. Ma niente va come previsto e i problemi politici dell’amministrazione massese bloccano la sua assunzione in Comune, nonostante avesse in mano una mail “pec”, certificata, arrivata dagli uffici comunali, con cui le veniva assicurato il posto di lavoro.
«È stata posticipata l'assunzione a tempo indeterminato e parziale- scriveva il dirigente Santo Tavella qualche giorno fa-; si chiede pertanto di recarsi il giorno 30 Dicembre 2017 alle ore 9,30 presso l'Ufficio del Personale al secondo piano del Palazzo Comunale, per prendere visione e stipulare il contratto». Chi non ci avrebbe creduto? Chi avrebbe rinunciato ad un posto in Comune? «Sognavo la stabilità lavorativa- ammette Sara Buonocore-, mi sono licenziata da una farmacia privata per avere un posto più sicuro nel pubblico, anche in vista di una famiglia in arrivo, e invece finisce così. Ora sono senza lavoro».
Laureata in chimica e tecnologia farmaceutica, entrata nella graduatoria nel 2011, a seguito del concorso per farmacisti indetto dal Comune di Massa, da tre anni lavorava a tempo indeterminato per la farmacia Gibellini Negri di Massa, ma quando ha ricevuto la mail del Comune che le prospettava l’assunzione part time a tempo indeterminato per una farmacia comunale, non ci ha pensato due volte e con il compagno ha deciso di dare le dimissioni e attendere il suo nuovo contratto. «Questa estate sono rimasta incinta- racconta Sara- ma ho avuto una minaccia di aborto e quindi sono entrata in maternità anticipata; per questo avevamo deciso che, con due gemelle in arrivo, il part time in Comune per noi sarebbe stata la soluzione ideale e mi sono licenziata, lo scorso 18 dicembre».
Sara aveva raggiunto tutti i suoi scopi: una bella carriera, da frenare soltanto momentaneamente, per dar spazio all’amore e alla famiglia; due gemelle in arrivo e la sicurezza di farcela nonostante la gravidanza un po’ a rischio. «Il 2018 doveva essere il mio anno magico».
Invece Sara ha quasi rischiato di nuovo di partorire anticipatamente, accusando un malore la sera del 31 dicembre, quando il compagno Simone, tornato a casa dopo l’ultimo consiglio comunale, è stato costretto a darle la pessima notizia. «Non sapevo come dirglielo- racconta al Tirreno l’uomo, 35 anni e un lavoro precario, che adesso lo mette in forte pressione, perché dovrà mantenere da solo le sue tre donne-; mi sono sentito impotente, distrutto. Non credevo ai miei occhi quella sera in consiglio comunale. I consiglieri sapevano che la mia compagna, come altri cittadini, stava aspettando l’approvazione del piano delle assunzioni, ma non gliene è importato nulla a nessuno. Hanno fatto mancare il numero legale, l’atto non è stato approvato e tutto va in malora. Una carriera, una vita, una famiglia felice». Dopo qualche attimo di sconforto e paura, la ragazza si è ripresa, le gemelle stanno bene e nasceranno sane e forti probabilmente a febbraio, data in cui Sara e Simone sperano si sia risolto il gap politico che sta bloccando il piano delle assunzioni comunali. Intanto però non rimangono con le mani in mano e pensano già a consultare un avvocato, per procedere contro il Comune per vie legali.
Invece l’assessore al Personale Silvana Sdoga spera di “tamponare” la situazione prima dell’approvazione del bilancio di previsione 2018, a cui potrà essere nuovamente legato il piano delle assunzioni, al momento fermo: «Forse c’è la possibilità di parlare con gli ex datori di lavoro di questi cittadini- dice la Sdoga- per farli riassumere temporaneamente, in attesa che il Comune risolva i suoi problemi; vorrei far sapere a queste persone che lavoreremo per sistemare le cose e che gli staremo vicini».
Parole che l’assessore ha detto anche personalmente al compagno di Sara Buonocore, lo scorso 31 dicembre, quando la seduta del consiglio era già saltata, nell’imbarazzo generale dei presenti. «Mi vergogno per quei consiglieri che non sono venuti in consiglio- ha commentato il presidente del consiglio comunale Domenico Ceccotti, chiudendo la seduta con 15 consiglieri, troppo pochi per garantire il numero legale-; mi scuso con quei cittadini che non potranno più essere assunti- ha continuato- e vorrò vedere quanti di voi- riferendosi agli assenti ingiustificati- avranno il coraggio di tornare in piazza a manifestare per il lavoro e contro la disoccupazione». Applausi per lui, ma sono amari e non salvano la pessima pagina politica scritta dall’amministrazione massese sul finire del 2017.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«È stata posticipata l'assunzione a tempo indeterminato e parziale- scriveva il dirigente Santo Tavella qualche giorno fa-; si chiede pertanto di recarsi il giorno 30 Dicembre 2017 alle ore 9,30 presso l'Ufficio del Personale al secondo piano del Palazzo Comunale, per prendere visione e stipulare il contratto». Chi non ci avrebbe creduto? Chi avrebbe rinunciato ad un posto in Comune? «Sognavo la stabilità lavorativa- ammette Sara Buonocore-, mi sono licenziata da una farmacia privata per avere un posto più sicuro nel pubblico, anche in vista di una famiglia in arrivo, e invece finisce così. Ora sono senza lavoro».
Laureata in chimica e tecnologia farmaceutica, entrata nella graduatoria nel 2011, a seguito del concorso per farmacisti indetto dal Comune di Massa, da tre anni lavorava a tempo indeterminato per la farmacia Gibellini Negri di Massa, ma quando ha ricevuto la mail del Comune che le prospettava l’assunzione part time a tempo indeterminato per una farmacia comunale, non ci ha pensato due volte e con il compagno ha deciso di dare le dimissioni e attendere il suo nuovo contratto. «Questa estate sono rimasta incinta- racconta Sara- ma ho avuto una minaccia di aborto e quindi sono entrata in maternità anticipata; per questo avevamo deciso che, con due gemelle in arrivo, il part time in Comune per noi sarebbe stata la soluzione ideale e mi sono licenziata, lo scorso 18 dicembre».
Sara aveva raggiunto tutti i suoi scopi: una bella carriera, da frenare soltanto momentaneamente, per dar spazio all’amore e alla famiglia; due gemelle in arrivo e la sicurezza di farcela nonostante la gravidanza un po’ a rischio. «Il 2018 doveva essere il mio anno magico».
Invece Sara ha quasi rischiato di nuovo di partorire anticipatamente, accusando un malore la sera del 31 dicembre, quando il compagno Simone, tornato a casa dopo l’ultimo consiglio comunale, è stato costretto a darle la pessima notizia. «Non sapevo come dirglielo- racconta al Tirreno l’uomo, 35 anni e un lavoro precario, che adesso lo mette in forte pressione, perché dovrà mantenere da solo le sue tre donne-; mi sono sentito impotente, distrutto. Non credevo ai miei occhi quella sera in consiglio comunale. I consiglieri sapevano che la mia compagna, come altri cittadini, stava aspettando l’approvazione del piano delle assunzioni, ma non gliene è importato nulla a nessuno. Hanno fatto mancare il numero legale, l’atto non è stato approvato e tutto va in malora. Una carriera, una vita, una famiglia felice». Dopo qualche attimo di sconforto e paura, la ragazza si è ripresa, le gemelle stanno bene e nasceranno sane e forti probabilmente a febbraio, data in cui Sara e Simone sperano si sia risolto il gap politico che sta bloccando il piano delle assunzioni comunali. Intanto però non rimangono con le mani in mano e pensano già a consultare un avvocato, per procedere contro il Comune per vie legali.
Invece l’assessore al Personale Silvana Sdoga spera di “tamponare” la situazione prima dell’approvazione del bilancio di previsione 2018, a cui potrà essere nuovamente legato il piano delle assunzioni, al momento fermo: «Forse c’è la possibilità di parlare con gli ex datori di lavoro di questi cittadini- dice la Sdoga- per farli riassumere temporaneamente, in attesa che il Comune risolva i suoi problemi; vorrei far sapere a queste persone che lavoreremo per sistemare le cose e che gli staremo vicini».
Parole che l’assessore ha detto anche personalmente al compagno di Sara Buonocore, lo scorso 31 dicembre, quando la seduta del consiglio era già saltata, nell’imbarazzo generale dei presenti. «Mi vergogno per quei consiglieri che non sono venuti in consiglio- ha commentato il presidente del consiglio comunale Domenico Ceccotti, chiudendo la seduta con 15 consiglieri, troppo pochi per garantire il numero legale-; mi scuso con quei cittadini che non potranno più essere assunti- ha continuato- e vorrò vedere quanti di voi- riferendosi agli assenti ingiustificati- avranno il coraggio di tornare in piazza a manifestare per il lavoro e contro la disoccupazione». Applausi per lui, ma sono amari e non salvano la pessima pagina politica scritta dall’amministrazione massese sul finire del 2017.
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