Il Tirreno

Niente numero legale, in tutto dieci i posti di lavoro comunali rinviati 

L’assessore: e ora bisognerà aspettare come minimo febbraio

L’assessore: e ora bisognerà aspettare come minimo febbraio

MASSA. Non c’è soltanto la storia di Sara Buonocore legata al “pasticcio” dell’approvazione del bilancio consolidato 2016 e del piano delle assunzioni 2017. C’è anche quella di Luca Neri, ex...

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MASSA. Non c’è soltanto la storia di Sara Buonocore legata al “pasticcio” dell’approvazione del bilancio consolidato 2016 e del piano delle assunzioni 2017. C’è anche quella di Luca Neri, ex dipendente di Apuafarma, sposato e con due figli a carico, licenziatosi il 18 dicembre per entrare in una farmacia comunale, che lo scorso 31 dicembre ha dovuto dire alla sua famiglia “Papà non ha più un lavoro”. E poi ci sono altri due giovani farmacisti, disoccupati, che aspettavano dal 2011 un posto di lavoro e che, invece, non riusciranno a realizzare i propri sogni neanche a questo giro. Inoltre, nel piano delle assunzioni, figurano sei mobilità, che non verranno più formalizzate. In tutto 10 cittadini, 10 professionalità, che speravano di cambiare, in meglio, la loro vita nel 2018. Il commento dell’assessore al personale Silvana Sdoga è radicale: «Dopo quattro sedute non si è raggiunto il numero legale: molti consiglieri di maggioranza e di minoranza, in modo del tutto irresponsabile, hanno ritenuto di svolgere così il loro ruolo a vantaggio dei cittadini. Gli assenti – molti dei quali sono gli stessi che troviamo a manifestare quando un'azienda minaccia di licenziare un singolo lavoratore, non hanno avuto il minimo ritegno a rendere, di fatto, impossibile un consistente numero di assunzioni nel Comune di Massa. Molte di queste assunzioni erano previste entro il 31 dicembre: 1 funzionario tecnico, 1 istruttore amministrativo, 1 bibliotecario, 1 assistente sociale, 1 agente di Polizia municipale, 1 ufficiale di Polizia municipale, 4 farmacisti part time. La conseguenza di un comportamento “inqualificabile” è che tutto questo non sarà possibile, che le legittime aspettative di coloro che erano stati individuati per ricoprire i ruoli sopra indicati sono state deluse». Soluzioni a breve non se ne vedono: la Sdoga conferma che a questo punto dovrà essere prima approvato il nuovo bilancio di previsione 2018, si spera entro febbraio, e poi potrà rimettersi mano al piano delle assunzioni. (mda)

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