Il Tirreno

Dalla Lunigiana nuova missione in Rwanda

di Fabrizio Palagi
Dalla Lunigiana nuova missione in Rwanda

La solidarietà chiama: Roberto “Scelba” Bellacci  e i volontari di AmatAfrica pronti per ripartire insieme

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LICCIANA NARDI. Roberto "Scelba" Bellacci è pronto e, come ogni anno, si prepara a salire sull'aereo che lo porterà in Africa, precisamente nella Repubblica del Rwanda, dal cui scalo principale si recherà nella città di Cjeza dove, assieme ad altri volontari provenienti dalla Lunigiana e dalla Lucchesia, proseguirà i lavori relativi lla costruzione di scuole, case e acquedotti. I volontari di AmatAfrica anche quest’anno ripartono per il Rwanda per compiere la loro missione di solidarietà concreta, fatta di mattoni (costruzione di acquedotti, scuole, alloggi per la missione, muri di sostegno, nuove fognature e altro), medicinali, opportunità di lavoro retribuito per gente locale, sostegno di studenti di diverse fasce di età e tanto altro. Come ogni anno sia i bambini che le loro famiglie povere, durante il periodo di soggiorno dei volontari, potranno avere un aiuto concreto in più, perché i volontari non si limitano a seguire i grandi progetti ma ascoltano le piccole necessità della gente e riescono spesso a risolvere problemi che loro, non avendo nulla, non riescono a sormontare (come comprare una protesi per chi è privo di un arto, o una scarpa rialzata che ha permesso a una ragazza claudicante di camminare e così via). I volontari porteranno anche piccoli utensili per migliorare la produzione degli artigiani locali, del materiale didattico, vestiti e, perché no, qualche cappellino per i più piccoli. Quest’anno come sempre l’Associazione avrà un regalo in più in valigia: I volontari della Pro Loco G. Malaspina di Licciana Nardi, oltre a continuare sostenendo AmatAfrica con le loro attività, hanno donato un importante contributo per portare avanti i progetti sempre più ambiziosi dell'associazione. La partenza, fissata al 10 gennaio, inizia così una nuova avventura per il gruppo di AmatAfrica, capitanati dall'ormai leggendario Roberto Bellacci, "Scelba" per tutta la Lunigiana, ex giocatore calcistico, nonchè promettente allenatore di calcio e adesso fuoriclasse della "Solidarietà", unitamente a Mario Badiali che in compagnia di nuovi volontari partirà il 3 gennaio; poi Mario Albanese (Prato) Luca Lorenzi (Garfagnana) e Vitaliano Vagli (Versilia). «Un saluto alle famiglie, e via, si vola sulle ali della generosità e dell'altruismo verso un mondo povero e disagiato dove ad attenderci, impazienti, ci sono tanti bambini poco fortunati, che il Natale non l'hanno mai vissuto. Ma i volontari, con le loro valigie piene di giochi, farmaci, vestiti, scarpe, e qualche caramella sono più di Babbo Natale - così spiega il fondatore Luca Lorenzi - ci rechiamo in Africa una volta l’anno e ogni volta facciamo il punto della situazione, tirando le somme su cosa è stato fatto e pianificando cosa ci sarà da fare, lavorando naturalmente di concetto con la popolazione del posto. Quest’anno, ci concentreremo sulla possibilità di arredare la "scuola dei mestieri", costruita a tempo di record nell'anno appena trascorso, così che i giovani del posto potranno abbinare il lavoro allo studio. Vorremmo insomma istruire e allo stesso tempo insegnare loro un vero e proprio mestiere, in modo da valorizzare sia le menti che le mani di questi ragazzi. Ci siamo resi conto che questi ragazzi avevano voglia di fare e imparare un mestiere concreto, che potesse dar loro frutti anche in termini economici e di lavoro; ecco perché il progetto prevede vari indirizzi: elettricista, falegname, sarto, idraulico, parrucchiere, ecc. Ma in cantiere ci sono tanti altri obiettivi: l'attivazione di un grande acquedotto nella zona della scuola di Mbare, un'altra collina molto abitata, dove anche lì operano le nostre suore di Oblate del Santo Spirito. Iniziare i lavori per la ricostruzione di una scuola sulla collina di Biscyche. Costruire nuove abitazioni per le famiglie più povere, acquistare delle mucche per la loro sopravvivenza, ampliare un distretto sanitario e ogni giorno vaccinare e curati tantissimi bambini. In Rwanda nel nostro villaggio situato sulla collina di Cyeza vi sono stati notevoli progressi e oggi è considerata un modello da imitare, poiché siamo riusciti a portare la corrente elettrica e l’acqua potabile. Nel resto del paese, queste comodità per noi così scontate, purtroppo mancano ancora. Una cosa di cui siamo orgogliosi è quella di aver costruito una sorta di sistema scolastico, per cui i ragazzi adesso possono seguire un ciclo di studi completo. L’istruzione è sicuramente uno degli strumenti più forti per ridurre la povertà. La popolazione ha capito che noi non portiamo denaro o modelli occidentali da imporre, ma progetti da sviluppare insieme: scuole, ospedali, strade, acquedotti». E allora buon viaggio a Bellacci & C., all'insegna, come ricorda Lorenzi, della frase "il domani sarebbe sicuramente più roseo se tutti aiutassero il prossimo in difficoltà. Perché, come disse San Francesco "donando si riceve, dimenticando se stessi ci si ritrova".

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