Sicurezza
Brucia la casa per fare un dispetto alla ex
L’uomo, un imprenditore edile, non voleva lasciare la villetta alla moglie. In taverna aveva messo una bombola del gas
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MONTIGNOSO. Quando mancava poco più di un’ora alla fine del 2017 da una villetta di via Stradella, al Cinquale, si è levata una colonna di fumo nero. A vederla un automobilista che stava correndo a una festa organizzata dai suoi amici. L’uomo, nonostante fosse in ritardo, ha chiamato prima i vigili del fuoco e poi le forze dell’ordine per dare l’allarme. E il suo intervento è stato provvidenziale perché altrimenti l’immobile sarebbe stato devastato completamente dalle fiamme. Anche se per fortuna la casa più vicina si trovava a quasi un chilometro di distanza è stato deciso di evacuare per qualche minuto gli immobili limitrofi per non correre rischi.
Neppure il tempo di chiedersi che cosa aveva causato il rogo che pompieri e carabinieri avevano capito che si trattava di un atto doloso. Perché chi aveva dato il via all’incendio aveva fatto in modo che fosse evidente il suo intento. Tanto da lasciare una bombola del gas nella taverna, nella speranza che il vano scoppiasse facendo implodere il resto della palazzina (da qui la decisione di far evacuare le altre famiglie). Non è andata così, grazie alla telefonata al pronto intervento del testimone. La soluzione del caso è arrivata mentre le fiamme erano ancora accese: il piromane si è costituito in questura. Ed era il proprietario della villa, quello che l’aveva anche costruita. Un imprenditore edile egiziano di 59 anni (il nome non lo facciamo per tutelare una minore). Lo straniero ha anche spiegato agli agenti il perché del suo gesto: l’immobile sarebbe rimasto all’ex moglie, dalla quale si era separato. La coppia, lei italiana, ha una figlia minorenne e per questo il giudice ha deciso che doveva lasciare la casa il padre. Una sentenza che non era andata giù al sessantenne e per questo ha deciso di distruggere quello che aveva realizzato per farci vivere le sue donne.
Un atto dettato dalla rabbia, ma compiuto quando è stato più che sicuro che nell’immobile non ci fosse nessuno. Sapeva che la sua ex e la figlia erano uscite per andare a un veglione. Lui è entrato nell’appartamento, ha piazzato la bombola su una cassetta di legno (che avrebbe dovuto prendere fuoco grazie a del combustibile che aveva sparso in tutta la casa) eppoi è salito fin sopra il terrazzo, per mettere la testa di una bambola sull’antenna della televisione. La firma del dolo. Prima di uscire ha dato fuoco alla scia di benzina. E’ scappato subito per non assistere alla distruzione della palazzina che aveva costruito mattone dopo mattone. (d.d.)
Neppure il tempo di chiedersi che cosa aveva causato il rogo che pompieri e carabinieri avevano capito che si trattava di un atto doloso. Perché chi aveva dato il via all’incendio aveva fatto in modo che fosse evidente il suo intento. Tanto da lasciare una bombola del gas nella taverna, nella speranza che il vano scoppiasse facendo implodere il resto della palazzina (da qui la decisione di far evacuare le altre famiglie). Non è andata così, grazie alla telefonata al pronto intervento del testimone. La soluzione del caso è arrivata mentre le fiamme erano ancora accese: il piromane si è costituito in questura. Ed era il proprietario della villa, quello che l’aveva anche costruita. Un imprenditore edile egiziano di 59 anni (il nome non lo facciamo per tutelare una minore). Lo straniero ha anche spiegato agli agenti il perché del suo gesto: l’immobile sarebbe rimasto all’ex moglie, dalla quale si era separato. La coppia, lei italiana, ha una figlia minorenne e per questo il giudice ha deciso che doveva lasciare la casa il padre. Una sentenza che non era andata giù al sessantenne e per questo ha deciso di distruggere quello che aveva realizzato per farci vivere le sue donne.
Un atto dettato dalla rabbia, ma compiuto quando è stato più che sicuro che nell’immobile non ci fosse nessuno. Sapeva che la sua ex e la figlia erano uscite per andare a un veglione. Lui è entrato nell’appartamento, ha piazzato la bombola su una cassetta di legno (che avrebbe dovuto prendere fuoco grazie a del combustibile che aveva sparso in tutta la casa) eppoi è salito fin sopra il terrazzo, per mettere la testa di una bambola sull’antenna della televisione. La firma del dolo. Prima di uscire ha dato fuoco alla scia di benzina. E’ scappato subito per non assistere alla distruzione della palazzina che aveva costruito mattone dopo mattone. (d.d.)
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