Il dolore
Montignoso, in centinaia per gridare: «Chiudete la discarica»
La manifestazione contro l'ex Cava Fornace, in marcia cittadini e politici. Paolo Pani, Legambiente: «Vogliamo una commissione di controllo popolare»
MONTIGNOSO. «Chiudete la discarica e fatelo subito». L’hanno scritto su degli striscioni, l’hanno gridato e cantato per le strade di Montignoso.
Circa 450 le persone che ieri sono scese in piazza per chiedere la chiusura della discarica ex cava Fornace, il sito gestito da Programma Ambiente Spa, sempre più contestato da cittadini, associazioni e partiti politici. E sul quale recentemente anche il consiglio regionale si è espresso per una «celere chiusura», prendendo atto della preoccupazione dei cittadini e delle criticità sollevate dalle analisi dei tecnici di Arpat.
Un corteo formato da tante bandiere, ma quasi nessuna politicizzata, «la manifestazione – hanno ribadito gli organizzatori – non deve essere strumentalizzata». A organizzare l’iniziativa è stato il comitato cittadino che da quasi dieci anni si batte per la chiusura della discarica. Presenti anche il comitato Acqua alla Gola di Massa, Medicina Democratica, il collettivo Casa Rossa, Legambiente Massa-Versilia-Montignoso, Rete Ambiente della Versilia, Italia Nostra, Articolo Primo, Massa Città Nuova, Lega Nord, il Movimento Cinque Stelle di Massa e di Montignoso, Montignoso Democratica e molti rappresentanti dei comuni limitrofi al sito.
In testa al corteo una decina di bambini. «Questa discarica rischia di rimanere in eredità ai nostri figli. Chiudiamola e bonifichiamola», è intervenuta una cittadina. In prima linea anche l’ex vice sindaco di Pietrasanta, Daniele Mazzoni, che poche settimane fa aveva dichiarato che «la chiusura della discarica avverrà in circa dieci anni». Affermazioni che conferma anche durante la manifestazione: «Lo stesso giorno che il consiglio regionale si esprimeva per la chiusura della discarica – afferma – nel pomeriggio avveniva una riunione a porte chiuse tra l’assessore regionale Fratoni e i sindaci coinvolti nella gestione della discarica dove si decideva per una chiusura decennale del sito. Ho fiducia nella magistratura che sta indagando e oggi è una bella giornata perché questa manifestazione è una vera e propria battaglia per la salvaguardia del territorio». Presente la senatrice grillina Laura Bottici: «Dal 2013 – spiega– portiamo avanti in quanto M5S una battaglia a livello parlamentare sulla discarica. Questa discarica va a discapito di tutti, ma vedendo quante persone sono qua oggi significa che siamo riusciti a coinvolgere anche i comuni vicini».
A rappresentare il comune di Forte dei Marmi, l’assessore ai lavori pubblici, Enrico Ghiselli: «La relazione geologica dell’università di Pisa è chiara: la discarica versa in falda e sorge a solo 1, 2 km da Forte. La regione ci sta prendendo in giro, stanno anteponendo l’economia alla salute pubblica».
A chiedere una commissione non politicizzata che controlli la discarica, è Paolo Panni di Legambiente: «Quando la discarica ha aperto Legambiente era d’accordo, perché in principio la discarica doveva accogliere solo marmettola. Con il tempo, però, i codici di conferimento sono stati estesi anche a materiali come l’amianto. L’ingordigia ha portato a questo ampliamento e ora è necessario un controllo popolare del sito. Chiediamo una commissione di controllo popolare che non sia politica». Assente la giunta del comune di Montignoso, come sottolineato dai partecipanti alla marcia, che dalla piazzetta di via Roma, nel cuore di Montignoso, sono giunti ai cancelli della discarica di via Aurelia, a pochi passi dal lago di Porta. All’arrivo del corteo è stato esposto all’interno della discarica uno striscione con su scritto “No discarica” .
Il comitato cittadino è tornato sulle motivazioni del corteo e ha spiegato: «La politica si è presa un impegno solenne – è intervenuta Cristina Ronchieri – che ha il dovere di mettere subito in atto. È tempo che sia applicata con correttezza la legislazione, non quella del profitto, ma quella che sulla carta tutela i diritti delle popolazioni e dei territori».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
