Il dolore
amici di elsa
Il viaggio della speranza in Polonia per cinque ragazzi
AULLA . Chissà che emozione deve avere provato Manuela Bondielli nel sentirsi chiamare per la prima volta mamma dalla figlia Elsa. Un tuffo al cuore sicuramente, un sobbalzo dell’anima per chi ha...
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AULLA . Chissà che emozione deve avere provato Manuela Bondielli nel sentirsi chiamare per la prima volta mamma dalla figlia Elsa. Un tuffo al cuore sicuramente, un sobbalzo dell’anima per chi ha dedicato tutta la propria vita alla figlia Elsa, gravemente disabile, arrivando a presiedere un’associazione che porta il suo nome, Amici di Elsa, appunto. Elsa ora è una ragazza di 17 anni, nata con una sindrome unica al mondo. Non ha speranze, dicevano; oggi, invece, vive felice, dopo aver ricevuto costose cure, grazie alla solidarietà di tante persone.
E all’infinito amore di sua madre, che ha portato, nei mesi scorsi, la figlia in Polonia, in un centro significativamente chiamato Neuron, dove Elsa ha ricevuto le cure migliori in fatto di riabilitazione, ottenendo risultati molto incoraggianti grazie a macchinari all’avanguardia per camminare e alla stimolazione dei centri del linguaggio. Un’opportunità che Manuela Bondielli aveva detto di volere mettere a disposizione di altri cinque ragazzi gravemente disabili, per quattro dei quali, di età compresa fra i 2 e i 30 anni, ha già pagato il soggiorno in Polonia a marzo. Ora Manuela Bondielli attende di potere sostenere le spese per il soggiorno anche al quinto ragazzo o ragazza e fin da ora ringrazia Letizia, Nicola e Fernanda per l’aiuto ricevuto nel pagare i bonifici in Polonia. «Il mio sogno sarebbe potere pagare i soggiorni ad almeno 70 giovani e giovanissimi fra i più sfortunati – commenta Manuela Bondielli – e vorrei tanto portare i riabilitatori polacchi in Italia». La cifra per ogni singolo soggiorno, che ha una durata di 15 giorni, non è certamente alta, visto che ammonta a mille e trecento euro, ma avere già pagato quattro soggiorni su cinque rappresenta un impegno non da poco per mamma Manuela, il cui grande cuore è conosciuto da tutti. Al punto che un intero albergo a tre piani è stato regalato all’associazione, un albergo che si trova sul monte Amiata in Provincia di Grosseto. (g.u.)
E all’infinito amore di sua madre, che ha portato, nei mesi scorsi, la figlia in Polonia, in un centro significativamente chiamato Neuron, dove Elsa ha ricevuto le cure migliori in fatto di riabilitazione, ottenendo risultati molto incoraggianti grazie a macchinari all’avanguardia per camminare e alla stimolazione dei centri del linguaggio. Un’opportunità che Manuela Bondielli aveva detto di volere mettere a disposizione di altri cinque ragazzi gravemente disabili, per quattro dei quali, di età compresa fra i 2 e i 30 anni, ha già pagato il soggiorno in Polonia a marzo. Ora Manuela Bondielli attende di potere sostenere le spese per il soggiorno anche al quinto ragazzo o ragazza e fin da ora ringrazia Letizia, Nicola e Fernanda per l’aiuto ricevuto nel pagare i bonifici in Polonia. «Il mio sogno sarebbe potere pagare i soggiorni ad almeno 70 giovani e giovanissimi fra i più sfortunati – commenta Manuela Bondielli – e vorrei tanto portare i riabilitatori polacchi in Italia». La cifra per ogni singolo soggiorno, che ha una durata di 15 giorni, non è certamente alta, visto che ammonta a mille e trecento euro, ma avere già pagato quattro soggiorni su cinque rappresenta un impegno non da poco per mamma Manuela, il cui grande cuore è conosciuto da tutti. Al punto che un intero albergo a tre piani è stato regalato all’associazione, un albergo che si trova sul monte Amiata in Provincia di Grosseto. (g.u.)
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