Il Tirreno

Gabbani: sono il primo a essere meravigliato

di David De Filippi
Gabbani: sono il primo a essere meravigliato

Carrara, parla il cantautore: «Tutto questo successo è arrivato senza pianificazione»

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CARRARA. È stato un 2017 davvero da record, quello vissuto dal cantautore carrarese Francesco Gabbani. Un’ottima annata, di quelle dal raccolto ricco, che gli hanno permesso di ottenere svariati riconoscimenti per la propria attività artistica e musicale. Dalla vittoria del Festival di Sanremo in poi, Gabbani non s’è più fermato, inanellando una serie di filotti reali che lo hanno reso popolare, così come la sua musica, ascoltata anche fuori dai confini nazionali. Lo abbiamo incontrato nel suo nuovo studio di registrazione carrarese, dove sta completando le prove dello spettacolo che metterà in scena al Mandela Forum di Firenze, il prossimo 20 Gennaio e ci accoglie in tenuta sportiva, assieme agli altri musicisti della band: tutti “prodotti locali Dop”, suo fratello Filippo, Davide Cipollini, Giacomo Spagnoli e Lorenzo Bertelloni, supportati alla parte tecnica da Giovanni Coppedé. A fine anno si fanno dei bilanci, ma per te, quest’anno, non è necessario. «È vero – conferma Gabbani – È stato un anno straordinario, direi quasi irripetibile. Ho partecipato e vinto al Festival di Sanremo, poi all’Eurovision Song Contest e ancora è uscito il mio album “Magellano”, con cui ho portato in giro per l’Italia la mia musica, toccando con mano un affetto commovente. Ringrazio la vita e le persone che mi hanno dimostrato il loro consenso, senza le quali questo 2017 non si sarebbe realizzato così».

L’elenco dei record è quasi imbarazzante, in positivo ovviamente: dopo la vittoria a Sanremo col brano “Occidentali’s Karma”, il video supera i 4 milioni di visitatori in una settimana, diventa il video più guardato nella storia dell’Eurovision Song Contest, per poi arrivare a superare il muro di 170 milioni di click. L’album “Magellano” non fa in tempo a uscire, che già si piazza al primo posto della classifica. Il video di “Tra le granite e le granate” supera il milione di visualizzazioni in 24 ore. E il video di “La mia versione dei ricordi” è al primo posto nella classifica dei più visti questa settimana. E poi una gragnuola di premi che ora fanno bella mostra di sé nello studio musicale.

Qual è il segreto di tanto successo?

«Il segreto è che non c’è segreto – risponde il musicista – È andata così, senza pianificazioni. Io stesso resto meravigliato, se ripenso a tutto ciò che è successo. L’unico rammarico è che è capitato tutto velocemente, una cosa di seguito all’altra e questo mi ha impedito di godermi a pieno tutti gli accadimenti».

La soddisfazione più grande di tutte?

«Ce ne sono state tante, ma la vittoria al Festival di Sanremo è stata la punta più alta, per l’atmosfera e il fascino che quella manifestazione ha. Quando ho sentito il mio nome come vincitore il cuore voleva balzarmi fuori dal petto».

Il nuovo studio è una sorta di reliquiario, con una scaffalatura che contiene vari premi (tra cui i due “Sanremi”), ma soprattutto diversi omaggi ricevuti dai fans: ritratti a matita, a olio, collages, una teca contenente gli animali in plastica citati nelle sue canzoni, e perfino una composizione ad uncinetto.

Che effetto ti fa ricevere tanti “oboli”?

«Conservo tutto ciò che mi regalano con molto affetto – spiega Gabbani – Molte cose le tengo a casa e diverse le ho portate in studio. Altre nel mio ufficetto. Mi ricordano costantemente l’affetto di chi mi segue, che provo a ripagare impegnandomi sempre al massimo nella mia attività».

E ora c’è lo spettacolo al Mandela Forum, del 20 Gennaio, coordinato come sempre dal management di Tato Music; la “Corsa al biglietto” è cominciata già poche ore dopo la messa in vendita degli stessi.

Quello del Mandela Forum che spettacolo sarà?

«Con il mio staff, abbiamo pensato di concludere questo 2017 strepitoso facendolo sforare nel 2018, con un concerto che sarà più che altro una festa di gruppo, in cui ringraziare il pubblico per tutto il sostegno dato. Stiamo perfezionando le prove proprio in questo periodo, per realizzare una serata coerente con il tour, ma diversa in più punti. Ce la metteremo tutta per divertirci e far divertire chi vorrà venire ad ascoltarci».

Progetti per il 2018?

«Ora mi concentrerò su questo concerto finale, poi, dopo un po’ di riposo, riprenderò a scrivere. Vorrei proporre anche cose nuove, per esprimere ulteriormente il mio modo di fare musica, anche in modo diverso. Ora però è presto per parlarne. Buon Capodanno a tutti. Ci vediamo a Firenze».



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