Il Tirreno

«Cedere l’acqua? È solo una proposta»

«Cedere l’acqua? È solo una proposta»

Il Comune interviene sul discusso tema dell’“autostrada” «Non c’è un progetto e neppure le eventuali coperture»

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MASSA. Si discute molto, negli ultimi giorni, di “autostrada dell’acqua”. È questo il nome che è stato dato al piano che l’autorità idrica di bacino ha intenzione di realizzare in un periodo di dieci anni per assicurare acqua alle aree toscane che soffrono di siccità. Sfruttando le riserve di acqua delle sorgenti delle Apuane. In particolare quelle di Massa. A riguardo interviene il Comune, con un lungo comunicato stampa in cui spiega la sua posizione: «L’amministrazione comunale è storicamente contraria a finanziare gli investimenti nel settore idrico con la tariffa. Ormai sono alcuni anni che sosteniamo la necessità di rivedere il metodo di sostegno ai piani di investimento per evitare di caricare sui cittadini costi straordinari per un bene pubblico che va garantito a tutti come l’acqua. In questo senso abbiamo accolto dai giornali con più di una perplessità la proposta di legge deliberata dalla giunta regionale, finalizzata a costituire un fondo da duecento milioni all’autorità idrica toscana per finanziare le opere antisiccità, fondo alimentato principalmente dalla tariffa. Ricordiamo infatti – prosegue la nota del Comune di Massa – che all’interno di Gaia (società che gestisce il servizio idrico sul territorio, ndr) non si è mai discusso del tema dell’autostrada dell’acqua e che a oggi non esiste alcun progetto esecutivo deliberato mentre da alcuni anni la Regione e l’autorità idrica toscana stanno definendo una strategia di approvvigionamento regionale, approvato dal consiglio della Regione l’11 Febbraio 2015».

«Il piano degli interventi strategici – si legge ancora nella nota – contenuto nel piano d’ambito, è una proposta di interventi che non sono previsti nelle programmazioni e che allo stato attuale non hanno copertura finanziaria. Di conseguenza la quasi totalità di queste opere non ha ancora una progettualità sviluppata, ma risulta solo allo stadio di proposta. Se è assolutamente condivisibile favorire processi di innovazione che facciano fronte ai problemi che i cambiamenti climatici possono creare all’approvvigionamento di acqua potabile, non è altrettanto accettabile un’implementazione dei costi della tariffa per i nostri territori, né sono accettabili soluzioni che non tengano conto della volontà delle comunità».

«Ci attendiamo quindi – conclude il Comune – che in sede di discussione il consiglio regionale fornisca i necessari chiarimenti in modo da evitare il rischio di avallare operazioni non necessarie a scapito di quelle, su cui questa amministrazione ha lavorato negli anni, prioritarie che la città richiede con grande forza. Questo nella convinzione che gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, migliorando l’efficienza della rete».

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