Sicurezza
In mille per Gianfrà, “ragazzone” allegro col cuore bianconero
Allo stadio degli Oliveti l’addio al 38enne, commovente il saluto da parte degli ultras della Massese
MASSA. Aveva un sorriso contagioso, la battuta sempre pronta per tirare su il morale di chi aveva accanto nei loro momenti difficili. Regalava gioia di vivere a chiunque incrociasse il suo cammino. Non è difficile capire perché oltre un migliaio di persone nel pomeriggio di venerdì 29 dicembre, hanno voluto salutare, per l’ultima volta, Gianfranco «Giangi» Magni, il 38enne scomparso tragicamente all’alba di martedì 26, lasciando nello sconforto i familiari e un vuoto immenso nelle vite degli amici.
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Tanti quelli che si sono riuniti allo stadio degli Oliveti, dove si è svolta la cerimonia funebre, e che hanno dimostrato grande affetto ai genitori del giovane, omaggiandolo nel migliore dei modi. Gianfranco, residente ad Alteta e orgoglioso di fare parte di quella grande comunità, era da sempre un grande tifoso della Massese, per questo la volontà della famiglia è stata quella di celebrare il rito non in una chiesa, ma proprio allo stadio di Massa; il feretro si è mosso dall’obitorio di via Aurelia alle 14,30, avvolto da una sciarpa degli ultras della Massese e una di Vasco Rossi. Due grandi passioni di Gianfranco, assieme a quella della corsa, scoppiata qualche anno fa.
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Allo stadio, dove la curva sud non è stata sufficiente per contenere la folla accorsa per questo ultimo addio, il feretro è stato accolto da un lunghissimo applauso e dal grido degli ultras «Sempre con noi». Straziante e commovente il breve rito celebrato in un silenzio surreale da don Giorgio Introvigne, parroco del Santuario degli Oliveti “Nostra Signora della pace”. I familiari non hanno voluto far mancare Vitagliano, il cagnolino a cui Gianfranco era affezionato e che ora cerca e piange il suo padrone. «Grazie per questi meravigliosi 38 anni che ci hai regalato, questo non è un addio, ma un arrivederci» hanno scritto i genitori, ancora increduli, in una lettera letta dalla nipote che ha ricordato la grande forza di suo zio, «mi hai insegnato a lottare e continuerò a farlo». Perché questo era Gianfrà, come lo chiamavano tutti, un ragazzone allegro e solare che amava la vita, affrontava gli ostacoli e sosteneva le persone a lui vicine nel superare le difficoltà, tanto che dal suo amico fraterno era stato scelto per essere il padrino della bimba nata un mese fa e presente allo stadio per salutare lo «zio». Le maratone aiutavano il 38enne anche e soprattutto ad affrontare la quotidianità: una prova contro sé stesso che affrontava quasi ogni domenica. E in primavera avrebbe corso il mondiale mezza maratona a Valencia. Presenti, nel rispetto della famiglia, alcuni rappresentanti istituzionali.
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Diverse squadre podistiche, prima tra tutti i Gas runners Massa di cui Gianfranco era «il Capitano», hanno lasciato ognuna una maglia sul feretro, hanno scritto un pensiero i giocatori della Massese e oltre alla curva bianconera hanno ricordato il giovane anche gli ultras della Carrarese. In sottofondo le musiche di Vasco e «Shape of my heart» di Sting, la sua canzone preferita. Poi fumogeni bianchi, la grande foto del ragazzo affissa alla balaustra e un semplice striscione: «Ciao Gianfrà, mancherai a tutti noi». E ancora cori, applausi, il nome «Gianfranco» ripetuto all’infinito e l’ultimo saluto con la canzone degli ultras che poi, sul tardo pomeriggio, si sono ritrovati per un brindisi quasi a non voler lasciare andare quell’amico di tutti e quel sorriso incantevole. La folla ha accompagnato il giovane al cimitero di Mirteto dove, per volontà della famiglia, il corpo del giovane sarà cremato.
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