Il Tirreno

Il Guglielmi è vivo grazie al flash mob dei giovani artisti

di Camilla Palagi
Il Guglielmi è vivo grazie al flash mob dei giovani artisti

Massa, la protesta pacifica dei ragazzi del Cyberfreak Creative: è comparsa la scritta “(A)live” sulla facciata del teatro

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Quando riapre il teatro Guglielmi? Sono in molti a chiederselo negli ultimi giorni.
Da quando è calato il sipario (e sono apparsi i sigilli), della riapertura del teatro di Massa si discute in ogni angolo della città. Ma c’è chi non si è limitato a bisbigliare, e ha deciso di “scrivere” a caratteri cubitali, proprio sulla facciata del teatro, una parola breve e significativa per chiedere la riapertura: “(A)live” – vivo, anche se la parentesi lascia intendere che il teatro non sia attivo.

Loro sono i ragazzi e le ragazze del Cyberfreak Creative Studio, l’associazione di giovani artisti, alcuni provenienti dall’Accademia di belle arti di Carrara, che si occupa di realizzare installazioni ed esperienze interattive combinando arte e tecnologia. Venerd' 29 dicembre hanno dato il via a una “protesta artistica”, che non si limiterà al teatro Guglielmi, raccontano, ma si estenderà anche ad altri teatri chiusi o abbandonati della provincia. «Sarà un tour dei teatri che non sono più aperti – spiega Massimo Poloni, del Cyberfreak Creative Studio – per iniziare abbiamo scelto questo teatro perché in questo momento c’è molta attenzione nei suoi riguardi, ma continueremo questa iniziativa per chiedere che i teatri chiusi vengano riaperti e risistemati».

I caratteri cubitali li hanno “scritti” digitalmente, attraverso la tecnica del “videomapping” e il flash mob è proseguito in piazza dei Narcisi con il “live painting”, l’estemporanea di pittura digitale, realizzata da altri ragazzi dell’associazione. I riflettori, insomma, dopo i controlli dei vigili del fuoco di queste mattine, sono tornati ad accendersi sul teatro di Massa. L’iniziativa, raccontano gli organizzatori, non era finalizzata solamente al raccontare dei luoghi abbandonati della città.

Ad essere sollevata durante l’evento anche la questione del costo degli affitti dei locali dove potersi esibire. «Vorremmo richiamare l’attenzione di chi ama il teatro e lo vive come noi – dice Luca Bartolo, dell’associazione – sul fatto che tutti devono avere libero accesso a questi spazi. Molto spesso usufruire di questi locali è costoso, quindi se non riusciamo ad entrare, portiamo la nostra arte al di fuori del teatro».
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa