Proteste
A Bagnone il presepe del perdono
Realizzato da un gruppo di cittadini mantovani “in trasferta”
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BAGNONE. Da oltre dieci anni ormai, una “colonia” di mantovani in trasferta a Bagnone dona simbolicamente al borgo della lunigiana una rappresentazione della natività molto particolare.
Per il periodo di Natale il giardino di una casa di via Cartegni si abita di statue di pastori e pecorelle raccolte attorno alla capanna della Sacra Famiglia. Un’istallazione articolata, quasi a grandezza naturale, incorniciata da uno sfondo di pannelli di compensato dipinti a mano che arrivano al primo piano della facciata di casa. Una vera e propria opera d’arte e artigianato, nata dall’idea di Onelio Brazzi, e realizzata insieme all’amico artista Ruggero Fava.
Ogni anno questo presepe, che ormai si può dire tradizionale, è dedicato a un tema diverso, preso dalla storia e dall’attualità. Quest’anno dalla storia viene la figura di Don Bosco accostata al tema del perdono. In un’immagine affissa sulla staccionata si legge infatti: “Perdonare è liberare un prigioniero e scoprire che quel prigioniero eri tu” (Sacre Scritture). Come sottolineano in una nota i promotori del particolare presepe, «Un tema perfettamente in linea con il Natale e di fortissima attualità nel corso del pontificato di Papa Francesco che anche in occasione dell’ultima omelia pre-natalizia a Santa Marta ha posto il perdono al centro, come fonte di gioia per gli uomini».
Infine, ancora nello sfondo del presepe, spicca un’immagine rappresentativa di Mantova: un particolare di Palazzo Te preso dalla Camera dei Giganti. Una sorta di firma d’autore vista la provenienza degli ideatori di questo originale presepe.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Per il periodo di Natale il giardino di una casa di via Cartegni si abita di statue di pastori e pecorelle raccolte attorno alla capanna della Sacra Famiglia. Un’istallazione articolata, quasi a grandezza naturale, incorniciata da uno sfondo di pannelli di compensato dipinti a mano che arrivano al primo piano della facciata di casa. Una vera e propria opera d’arte e artigianato, nata dall’idea di Onelio Brazzi, e realizzata insieme all’amico artista Ruggero Fava.
Ogni anno questo presepe, che ormai si può dire tradizionale, è dedicato a un tema diverso, preso dalla storia e dall’attualità. Quest’anno dalla storia viene la figura di Don Bosco accostata al tema del perdono. In un’immagine affissa sulla staccionata si legge infatti: “Perdonare è liberare un prigioniero e scoprire che quel prigioniero eri tu” (Sacre Scritture). Come sottolineano in una nota i promotori del particolare presepe, «Un tema perfettamente in linea con il Natale e di fortissima attualità nel corso del pontificato di Papa Francesco che anche in occasione dell’ultima omelia pre-natalizia a Santa Marta ha posto il perdono al centro, come fonte di gioia per gli uomini».
Infine, ancora nello sfondo del presepe, spicca un’immagine rappresentativa di Mantova: un particolare di Palazzo Te preso dalla Camera dei Giganti. Una sorta di firma d’autore vista la provenienza degli ideatori di questo originale presepe.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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