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Lapideo in lutto, è morto Valerio Raffo

Lapideo in lutto, è morto Valerio Raffo

Ucciso da un infarto il giorno di Natale, con i fratelli fu pioniere del commercio di marmo del mondo

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CARRARA. Lutto nel mondo del marmo, e nella Carrara delle grandi famiglie: è scomparso all’età di 78 anni Valerio Raffo uno dei primi e più importanti commercianti del settore lapideo.

Valerio Raffo è morto stroncato da un infarto il giorno di Natale, mentre aspettava il figlio che, dall’Inghilterra tornava a casa per passare le feste insieme a lui e alla madre Carla. Con Valerio Raffo se ne va uno dei personaggi che, dagli anni Cinquanta fino agli anni Novanta, ha scritto la storia degli operatori del marmo carresi. Era il più giovane di tre fratelli, Romano (scomparso nel 1992) e Luigi il più anziano, che è ancora in vita; insieme fondarono la ditta Raffo, e portarono il bianco di Carrara in tutto il mondo. Furono fra i primi a commercializzare il marmo in Australia, divennero la ditta più forte in America, quella che aveva i migliori contatti e le maggiori commesse. Valerio si occupava principalmente dei mercati europei, Inghilterra e Francia: nel mondo del lapideo (di oggi) lo ricordano come un vero signore. C’è un aneddoto in particolare che lo riguarda: una volta in una nota azienda di marmo doveva acquistare delle lastre, da spedire in Inghilterra. Il prezzo era di 60mila delle vecchie lire. Valerio Raffo si rivolse all’imprenditore apostrofandolo così: «No, sono troppo belle, te ne do 65mila».

Un episodio che stigmatizza, dice chi lo ha conosciuto bene, il personaggio Valerio Raffo. I tre fratelli avevano gli uffici in via Cucchiari, sotto casa del primogenito Luigi, poi spostarono la ditta in via Del Cavatore, come Musetti e Raffo. Furono anni di grande splendore per il comparto lapideo apuano e in particolare per i commercianti che vivevano di marmo. La ditta Musetti-Raffa era una istituzione. «Nel ’50 - si legge nel libro di Romano Bavastro “I giganti del marmo” - il mercato scopre il perlato Sicilia e i Raffio, Mario Frugoli, Adolfo Corsi e Remo Lagomarsini decisero di rilevare in toto la produzione di quattro cave di Custonaci, confinanti con la proprietà di Giacomo Caruso l’industriale siciliano che poi diverrà fra i protagonisti dell’imprenditoria lapidea apuana».

La storia dei Raffo si intreccia con la grande storia del commercio del marmo carrarese. Fino al 1992 quando con la morte del fratello romano i fratelli cedono la azienda (Luigi ne fonderà un’altra con il figlio).

La morte di Valerio Raffo ha suscitato profondo cordoglio nel mondo del lapideo apuano. E anche fuori i confini di Carrara.

Per volontà dello stesso i Valerio Raffo non ci saranno funerali, nessuna funzione, la salma verrà cremata.

La famiglia, che ha fatto della riservatezza una cifra di vita, chiede la massima riservatezza in questo delicatissimo momento.

Alessandra Vivoli

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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