Il dolore
la cassazione e il caso degli ex euroservizi addetti alle pulizie
Cimiteri, da riassumere quei 4 lavoratori
MASSA. La società Saie ha l’obbligo di assumere i dipendenti Euroservizi non coinvolti nell’inchiesta dei cimiteri. Lo ha stabilito la Cassazione, respingendo il ricorso proposto dalla stessa Saie,...
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MASSA. La società Saie ha l’obbligo di assumere i dipendenti Euroservizi non coinvolti nell’inchiesta dei cimiteri. Lo ha stabilito la Cassazione, respingendo il ricorso proposto dalla stessa Saie, rappresentata e difesa dagli avvocati Antonino Francesco Della Sciucca e Guido Vittorio Trioni; il ricorso era contro quattro ex dipendenti Euroservizi, assistiti dagli avvocati Claudio Lalli e Sergio Vacirca, e nei confronti del Comune di Massa, rappresentato e difeso dagli avvocati Laura Marchiò e Riccardo Diamanti.
Obiettivo della Saie era ribaltare la sentenza della Corte d'Appello di Genova, che a sua volta aveva confermato e rafforzato la sentenza del Tribunale di Massa; già in primo grado, cioè il tribunale di Massa, era stato accolto il ricorso dei quattro dipendenti della società Euroservizi srl, ditta appaltatrice del Comune, diretto a far accertare il loro diritto ad essere assunti dalla società Saie, nuova aggiudicatrice dell'appalto, in base a quanto previsto dall'art. 11 del capitolato di appalto e dal Contratto di lavoro multi servizi, in ordine all'obbligo di assunzione del personale dell'impresa cessante. Il tribunale aveva in realtà accolto la domanda parzialmente riconoscendo soltanto l'obbligo risarcitorio della Saie per la mancata assunzione, e invece la Corte d’appello di Genova - ricostruiscono i giudici della Suprema Corte - aveva ritenuto che, diversamente da quanto sostenuto dalla Saie che escludeva qualsiasi obbligo di assunzione, tale esenzione operasse soltanto nei confronti del personale della società Euroservizi srl, addetto ai servizi di tumulazione, estumulazione, inumazione ed esumazione, che era stato oggetto di indagine penale e rinviato a giudizio, e non per il personale addetto a soli lavori di pulizia come i quattro ricorrenti. Tale esclusione si ricavava, secondo la corte, anche da quanto espresso dalle parti nella premessa contenuta nel contratto di appalto, in cui l'esenzione veniva giustificata proprio dalle "ragioni di ordine sostanziale e di opportunità a seguito anche dell'adozione da parte della Procura della repubblica di Massa di misure cautelari restrittive nei confronti della quasi totalità dei dipendenti dell'azienda cessata”, di cui non facevano però parte i quattro lavoratori assistiti dagli avvocati Claudio Lalli e Serhio Vacirca.
Nelle motivazioni, la Cassazione spiega perché deve essere ribadita l’impostazione della Corte d’Appello. Negli atti, si sottolinea, emerge la volontà di escludere l'obbligo di assunzione solo con riferimento ai lavoratori imputati nel procedimento penale ed addetti a precisi compiti diversi da quelli di pulizia.
Insomma, la Saie deve assumere e anche pagare le spese legali dei quattro lavoratori.
(m.b.)
Obiettivo della Saie era ribaltare la sentenza della Corte d'Appello di Genova, che a sua volta aveva confermato e rafforzato la sentenza del Tribunale di Massa; già in primo grado, cioè il tribunale di Massa, era stato accolto il ricorso dei quattro dipendenti della società Euroservizi srl, ditta appaltatrice del Comune, diretto a far accertare il loro diritto ad essere assunti dalla società Saie, nuova aggiudicatrice dell'appalto, in base a quanto previsto dall'art. 11 del capitolato di appalto e dal Contratto di lavoro multi servizi, in ordine all'obbligo di assunzione del personale dell'impresa cessante. Il tribunale aveva in realtà accolto la domanda parzialmente riconoscendo soltanto l'obbligo risarcitorio della Saie per la mancata assunzione, e invece la Corte d’appello di Genova - ricostruiscono i giudici della Suprema Corte - aveva ritenuto che, diversamente da quanto sostenuto dalla Saie che escludeva qualsiasi obbligo di assunzione, tale esenzione operasse soltanto nei confronti del personale della società Euroservizi srl, addetto ai servizi di tumulazione, estumulazione, inumazione ed esumazione, che era stato oggetto di indagine penale e rinviato a giudizio, e non per il personale addetto a soli lavori di pulizia come i quattro ricorrenti. Tale esclusione si ricavava, secondo la corte, anche da quanto espresso dalle parti nella premessa contenuta nel contratto di appalto, in cui l'esenzione veniva giustificata proprio dalle "ragioni di ordine sostanziale e di opportunità a seguito anche dell'adozione da parte della Procura della repubblica di Massa di misure cautelari restrittive nei confronti della quasi totalità dei dipendenti dell'azienda cessata”, di cui non facevano però parte i quattro lavoratori assistiti dagli avvocati Claudio Lalli e Serhio Vacirca.
Nelle motivazioni, la Cassazione spiega perché deve essere ribadita l’impostazione della Corte d’Appello. Negli atti, si sottolinea, emerge la volontà di escludere l'obbligo di assunzione solo con riferimento ai lavoratori imputati nel procedimento penale ed addetti a precisi compiti diversi da quelli di pulizia.
Insomma, la Saie deve assumere e anche pagare le spese legali dei quattro lavoratori.
(m.b.)
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