Il Tirreno

Addio a Baldassini il re dei panettoni che amava volare

di Tommaso Silvi
Addio a Baldassini il re dei panettoni che amava volare

Il noto imprenditore si è spento nel giorno di Santo Stefano Aveva lavorato come pilota d’aereo con la divisa di Alitalia

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ALBIANO MAGRA . Abituato a volare. Sempre. Lo aveva fatto nel 51° stormo di stanza a Treviso, da ragazzo, e poi, come pilota civile, con la divisa di Alitalia. In alto, non solo a bordo di un aereo.

Planava con lo spirito e con le ambizioni. Perché era un istruttore di yoga, appassionato della cultura orientale, e perché subito dopo il matrimonio, nel 1960, prese le redini della pasticceria di famiglia trasformandola in un’azienda, fino a dare lavoro a mille persone, producendo ventimila panettoni al giorno. Un uomo d’altri tempi, tifosissimo della Juventus. Si è spento nel giorno di Santo Stefano Venusto Nestore Baldassini, 88 anni festeggiati lo scorso 20 settembre. Era originario di Albiano Magra, dove oggi alle 15 si terranno i funerali, ma in vita sua aveva girato mezzo mondo. «Non riusciva a stare fermo, aveva un’energia addosso pazzesca», racconta il genero, Carlo Volpini. Venusto Nestore Baldissini era uno che non parlava molto, che preferiva agire nell’ombra. Ma aveva un cuore grande.

«Quando terminavano le feste, anziché vendere i panettoni a metà prezzo, come molte aziende fanno per fare cassa, lui – racconta ancora Carlo Volpini – contattava padre Guglielmo, molto attivo in opere di carità in Lunigiana, e li faceva distribuire ai bisognosi del territorio. Lo abbiamo saputo dopo, perché Nestore non lo aveva detto». Diploma di geometra, poi l’inizio dell’amore per l’alta quota. Una fiamma mai spenta, dato che dopo il suo ingresso alla guida del “gioiello” di famiglia, e quindi l’addio alla professione di pilota, Nestore Baldassini aveva continuato a sfidare il cielo con l’aeroclub del Cinquale e di Luni. Chi lo ha conosciuto dice di essere rimasto affascinato dalla sua forza di volontà, e dalla sua determinazione. Quel signore distinto e silenzioso non si fermava di fronte agli ostacoli. Anzi, a lui piacevano le imprese impossibili. Tanto che riuscì a consegnare uno dei suoi panettoni addirittura a Diego Armando Maradona, in un incontro organizzato appositamente da Nestore e poi ripetuto con altri campioni. Tra questi anche Nino La Rocca, pugile italiano in attività negli anni Ottanta.

«Il ricordo che ho di lui non si può esprimere a parole. Ho imparato molto da Nestore – racconta ancora il genero – compresi alcuni valori che mantengo ancora dentro di me con fierezza».

Da circa dieci anni Baldassini combatteva con una brutta malattia. Un imprevisto che, comunque, non aveva spezzato il suo furore e la sua intraprendenza. Cedette la ditta dolciaria circa dieci anni fa, dedicandosi ai suoi affetti e alle sue passioni. Venusto Nestore Baldassini lascia la moglie Antonietta e tre figli: Fabio, Roberta e Sandra.

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