Gioco
Massa, no all'autostrada dell’acqua dalle Apuane a Livorno
di Camilla Palagi
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L'acquedotto del Cartaro nel cuore delle Apuane a MassaPrende forma il progetto di alimentare le zone a rischio siccità con le sorgenti della zona apuana. Gli altolà di Articolo Primo, Massa Futura e di Bugliani (Pd)
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MASSA . Si chiama «sistema integrato per approvvigionamento idropotabile del litorale apuo-versiliese e del sistema Lucca-Pisa-Livorno con la razionalizzazione dell’uso delle risorse derivanti dagli acquiferi Serchio, Magra e Alpi Apuane». Per tutti (quei pochi che lo conoscono) è stato ribattezzato “autostrada del mare”. È il piano che l'Autorità idrica di bacino (in sostanza la Regione) ha intenzione di realizzare in un periodo di 10 anni per assicurare alle aree toscane che soffrono di siccità. Sfruttando le ricche riserve di acqua delle sorgenti delle Apuane. In particolare quelle di Massa.
Il progetto esecutivo ancora non è noto, ma la pianificazione sembra essere in fase di conclusione, come confermato in sede di commissione speciale Gaia dal direttore generale di Gaia Spa Paolo Peruzzi. E già arrivano le prime contestazioni, soprattutto perché il costo del progetto si aggira sui 150 milioni di euro e il rischio è che questi costi ricadano in bolletta.
Previsto dall'Ait nel proprio piano degli interventi strategici, il programma di realizzare una serie di dorsali idrici che dal bacino delle Apuane trasportino acqua ai comuni di Camaiore, Viareggio e in caso, fino a Livorno, è passato quasi in sordina. Ma qualcuno inizia a storcere il naso e a chiedere a Comune di Massa e a Regione Toscana maggiore coinvolgimento e chiarezza. Sottoloneando, anche che le necessità del territorio al momento sembrano essere ben altre: dalle opere di ordinaria manutenzione per riparare le tubazioni che perdono acqua, a quelle di risistemazione per le tubazioni realizzate in cemento-amianto (vedi via Dorsale). Senza contare che se si discute di acqua, non si può evitare di fare riferimento ai 4-5 comitati per l'uscita da Gaia. nati negli ultimi anni, e che lamentano costi «insostenibili» del servizio idrico. E la previsione di un aumento delle tariffe per trasferire acqua ad altri comuni non è certo una prospettiva ideale con cui iniziare il nuovo anno.
A depositare un'interpellanza in consiglio comunale per fare chiarezza sull'argomento, è il consigliere comunale di Articolo Primo, Simone Ortori, che al Comune chiede «di prendere una posizione frutto della partecipazione popolare». Affine alla posizione di Articolo Primo, l'associazione civica Massa Futura: «Nessuno può pensare di disporre dei bacini idrici delle Apuane senza un confronto con le popolazioni locali – afferma Antonio Cofrancesco di Massa Futura - che bene conoscono il carattere carsico delle sorgenti e si porranno a loro tutela proprio con un doveroso atteggiamento prudenziale nei confronti di nuove captazioni .Altro aspetto che ci colpisce è la disponibilità a parlare di investimenti di decine e decine di milioni di euro per "grandi opere" in un contesto in cui a mancare è la manutenzione ordinaria che rende colabrodi i nostri acquedotti e mantiene a Massa la presenza di cemento amianto nelle tubazioni lungo viale Roma».
A farsi avanti in sede regionale e a chiedere che venga reso noto il progetto, è il consigliere del Pd Giacomo Bugliani: « Ho presentato un'interrogazione alla giunta regionale allo scopo di evidenziare la necessità di chiarimenti. Non si deve solo avere pregiudizi su una cooperazione ultraterritoriale, ma ci deve essere una condivisione con i territori che apportano i propri beni. La compartecipazione con il territorio è una condizione necessaria affinché quest'opera si realizzi. Ai territori non si possono chiedere solo sacrifici, ma anche logiche di ritorno».
Il progetto esecutivo ancora non è noto, ma la pianificazione sembra essere in fase di conclusione, come confermato in sede di commissione speciale Gaia dal direttore generale di Gaia Spa Paolo Peruzzi. E già arrivano le prime contestazioni, soprattutto perché il costo del progetto si aggira sui 150 milioni di euro e il rischio è che questi costi ricadano in bolletta.
Previsto dall'Ait nel proprio piano degli interventi strategici, il programma di realizzare una serie di dorsali idrici che dal bacino delle Apuane trasportino acqua ai comuni di Camaiore, Viareggio e in caso, fino a Livorno, è passato quasi in sordina. Ma qualcuno inizia a storcere il naso e a chiedere a Comune di Massa e a Regione Toscana maggiore coinvolgimento e chiarezza. Sottoloneando, anche che le necessità del territorio al momento sembrano essere ben altre: dalle opere di ordinaria manutenzione per riparare le tubazioni che perdono acqua, a quelle di risistemazione per le tubazioni realizzate in cemento-amianto (vedi via Dorsale). Senza contare che se si discute di acqua, non si può evitare di fare riferimento ai 4-5 comitati per l'uscita da Gaia. nati negli ultimi anni, e che lamentano costi «insostenibili» del servizio idrico. E la previsione di un aumento delle tariffe per trasferire acqua ad altri comuni non è certo una prospettiva ideale con cui iniziare il nuovo anno.
A depositare un'interpellanza in consiglio comunale per fare chiarezza sull'argomento, è il consigliere comunale di Articolo Primo, Simone Ortori, che al Comune chiede «di prendere una posizione frutto della partecipazione popolare». Affine alla posizione di Articolo Primo, l'associazione civica Massa Futura: «Nessuno può pensare di disporre dei bacini idrici delle Apuane senza un confronto con le popolazioni locali – afferma Antonio Cofrancesco di Massa Futura - che bene conoscono il carattere carsico delle sorgenti e si porranno a loro tutela proprio con un doveroso atteggiamento prudenziale nei confronti di nuove captazioni .Altro aspetto che ci colpisce è la disponibilità a parlare di investimenti di decine e decine di milioni di euro per "grandi opere" in un contesto in cui a mancare è la manutenzione ordinaria che rende colabrodi i nostri acquedotti e mantiene a Massa la presenza di cemento amianto nelle tubazioni lungo viale Roma».
A farsi avanti in sede regionale e a chiedere che venga reso noto il progetto, è il consigliere del Pd Giacomo Bugliani: « Ho presentato un'interrogazione alla giunta regionale allo scopo di evidenziare la necessità di chiarimenti. Non si deve solo avere pregiudizi su una cooperazione ultraterritoriale, ma ci deve essere una condivisione con i territori che apportano i propri beni. La compartecipazione con il territorio è una condizione necessaria affinché quest'opera si realizzi. Ai territori non si possono chiedere solo sacrifici, ma anche logiche di ritorno».
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