Il Tirreno

Riva dei Ronchi, caso da 2,2 milioni

 Riva dei Ronchi, caso da 2,2 milioni

Il Comune restituirà gli oneri ma non le penali (1.8 milioni) Rutili: un accordo ottimo, cancellato il rischio risarcimenti

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MASSA. Il gigantesco comparto turistico Riva dei Ronchi – è ormai assodato – non si farà mai. Il progetto per realizzare nei campi (ad alta pericolosità idraulica) tra viale della Repubblica e via Ronchi un albergo da 120 camere, piscina e commodity varie, più 240 appartamenti a uso turistico-residenziale, è cancellato. Lasciando dietro di sè. tuttavia, un lungo strascico di carte bollate e contenziosi. Che si concluso solo in questi giorni. Con un accordo “transattivo”fra Comune e la società “Riva dei Ronchi” Srl che chiude una querelle iniziata nel lontano 1994.

L’accordo, contenuto in un documento di sei paginette sottoscritto dalla giunta del sindaco Alessandro Volpi e dall’avvocatessa Giovanna Oddo, legale rappresentante della società, dice in sostanza questo: il Comune restituisce a Riva dei Ronchi 2.233.289 euro che la società aveva versato nel corso degli anni come oneri di concessione (ossia per avere l’autorizzazione a costruire). Il Comune invece, terrà la somma di 1.859.372 euro versata da Riva dei Ronchi come penale, per non avere realizzato le opere. Inoltre, le parti – Comune e società – rinunciano a proseguire o avviare azioni legali e giuridiche riguardanti il contenzioso. In pratica, una pace siglata dopo una lunga serie di ricorsi al Tar, in Consiglio di Stato, minacce e timori di azioni che avrebbero potuto portare a risarcimenti ancora maggiori. Una pace che non è certo senza perdite per palazzo civico, chiamato a versare entro fine anno un bell’assegno di 2,2 milioni di euro (la restituzione degli oneri di urbanizzazione) alla società.

Per Giovanni Rutili, assessore al Bilancio, si tratta tuttavia di un ottimo risultato: «Con questa transazione mettiamo fine a una vicenda che è stata per anni una spada di Damocle sui conti del Comune. Vero, restituiamo gli oneri di urbanizzazione, ma la giurisprudenza in materia dice chiaramente che è un diritto di Riva dei Ronchi». Cioè: se il Comune non avesse deciso di restituire in via transattiva quei soldi, molto probabilmente sarebbe stato un giudice, a seguito del ricorso di Riva dei Ronchi, a ordinarlo. «E per quella strada – aggiunge Rutili – la controparte avrebbe ben potuto chiedere anche gli interessi e sentirsi autorizzata a proseguire l’azione davanti a Tar e Consiglio di Stato per ottenere anche la restituzione delle penali».

Invece, percorrendo la strada dell’accordo, è ancora il ragionamento dell’assessore e della giunta, «si elimina ogni rischio di cause milionarie e si evita il pagamento di maxi interessi: ricordiamo che quei soldi sono stati versati decenni fa». Insomma, «una buona operazione finanziaria e giuridica», ripete Rutili. Con il “vantaggio” ulteriore di «consentire al consiglio comunale di andare a discutere ed approvare il nuovo Regolamento urbanistico (con le osservazioni presentate da Riva dei Ronchi) senza il timore di fare scelte che potrebbero costare penali milionarie per la collettività e per le future amministrazioni.

Resta, comunque, il problema di sottrarre al bilancio del municipio la non piccola somma di 2,2 milioni di euro. Sarà un’operazione “indolore”, garantisce però l’amministrazione. «C’eravamo preparati a questa eventualità – spiega Rutili – con un’attenta politica di gestione dei residui attivi, e con accantonamenti ripetuti, ad aprile eravamo a 1,6 milioni, ora, con l’ultima variazione di bilancio abbiamo l’intero ammontare, che ci consente di arrivare alla restituzione (entro fine anno) senza alcuno scossone».

Claudio Figaia

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