Sicurezza
Carrara, Ozmo porta in cava la Creazione di Michelangelo
Svelato il murale su una parete di marmo di 160 metri quadrati. «Ho messo al centro le mani, per il resto, non ho cambiato nulla»
CARRARA. Una parete di marmo di 160 metri quadrati, alta circa 14 metri e larga circa 11, una decina di giorni di lavoro ad affrescare sopra un’autogru, della vernice particolare per dipingere su marmo e far traspirare alla parete marmorea l’umidità delle infiltrazioni, una cava di marmo nel cuore delle Apuane, la mano di Ozmo, nome d’arte dell’artista pisano di Lari Gionata Gesi considerato uno dei maggiori artisti italiani di street art e infine la trasposizione della Creazione di Adamo affrescata da Michelangelo sulla volta della Cappella Sistina: basta questo per cambiare il volto alla cava Ravaccione a Fantiscritti, la cava dove al mattino i cavatori lavorano per l'estrazione dei blocchi per lo più da scultura e durante la giornata invece si svolgono le visite guidate con Marmo Tour. Percorso il tunnel storico creato per la marmifera e addentrandosi tra blocchi di marmo, fino nel ventre del monte, ammirando le altissime e lisce pareti di vere e proprie gigantesche stanze ricavate dalla montagna, ecco comparire, nel grigio della penombra perenne, i colori accesi dell’opera dipinta da Ozmo, aiutato nella realizzazione, da 3 studenti appena laureatisi all’Accademia: Chiara Franchi, Lorenzo Bottari e Andrea Vecchio. Al centro della parete, le due dita che stanno per toccarsi e la scintilla della vita che sta per scoccare: l’uomo e Dio che si sfiorano. «Ho messo al centro le mani perché è l’elemento più iconografico della Genesi, per il resto ho cercato di non cambiare nulla: a un capolavoro del genere non c’era nulla da aggiungere e nulla da togliere» spiega Ozmo, che parla di come sia stata un’esperienza bellissima dipingere il marmo dentro un contesto così particolare, quello di una cava appunto, intrapresa proprio, sottolinea l’artista, per rendere omaggio a Michelangelo e al marmo.
[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.16278749:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.16278749:1652356653/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
«Abbiamo voluto fare un omaggio al marmo, al territorio che lo esprime e a coloro i quali nei secoli lo lavorano e lo esportano in tutto il mondo-ha confermato davanti ai visitatori durante la festa di inaugurazione, uno dei curatori, Alessandro Romanini-un omaggio fatto in modo non tradizionale, usando la street art a testimoniare come l’influenza del Maestro sia arrivata viva fino a noi e come abbia superato gli steccati dell’arte tradizionale sconfinando nelle arti antiaccademiche, quelle militanti che si oppongono al classicismo». Mentre Gian Guido Grassi, l’altro curatore, nel sottolineare l’atmosfera natalizia con cui si è inaugurata l’opera, ha citato Giovanni Paolo II: «La street art in genere si fa in strada e invece qua è stata fatta nel ventre della montagna, dove Dio si dona all’uomo e per questo abbiamo scelto il tema della Genesi nell’omaggio artistico a questo posto speciale, perché nessuno meglio degli artisti può intuire il pathos con cui Dio, all'alba della creazione, guardò all'opera delle sue mani, come ha scritto Giovanni Paolo II nella lettera agli artisti». Un progetto nato grazie a Marmo Tour di Francesca Dell’Amico e patrocinato dall’Amministrazione: «Vedere un’opera in cava è un vero piacere-ha commentato infatti Federica Forti, assessore alla cultura- è stata fatta una scelta molto coraggiosa per il tema sacro e perché è stata citata l’opera di un mostro sacro come Michelangelo: ma dove se non qua citare la Genesi di Michelangelo?».
[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.16278750:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.16278750:1652356653/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Soddisfatto della scelta e dell’affresco anche il sindaco Francesco De Pasquale che ha sottolineato: «Di solito succede che si cava il marmo e lo si porta fuori per trasformarlo in arte ma in questo caso si è portata l’arte dentro la cava. Questo deve segnare il nuovo modo di pensare il marmo».
D’ora in poi si potrà ammirare l’opera di Ozmo durante le escursioni organizzate da Marmo tour, ma è prevista un’apertura straordinaria gratuita il 30 dicembre dalle 11 alle 19.
Francesca Vatteroni
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
