Attenzione
A letto con la sigaretta, muore soffocato
Tragedia a Montignoso, la vittima è un invalido di 60 anni, il corpo senza vita è stato trovato dalla madre all’alba
MONTIGNOSO. Il tempo di accorgersi che la sua sigaretta era caduta sul cuscino, che già quel nodo in gola si faceva soffocante. Probabilmente ha provato a chiedere aiuto, ma la voce è rimasta chiusa tra le mura di camera sua. Nella stanza che, nel giro di pochi minuti, è diventata la sua trappola mortale.
Giorgio Marchi, 60anni compiuti giovedì scorso, è morto all’alba del 23 dicembre nella sua abitazione, a Montignoso. Abituato a girare il mondo, anche Cuba e Santo Domingo tra i suoi viaggi, amante del mondo della notte, aveva lavorato in Versilia, in Capannina e al Tucano, Giorgio non ce l’ha fatta a mettersi in salvo dal rogo che ha colpito il suo letto e che, in pochi minuti, gli ha fatto prima perdere i sensi e poi lo ha soffocato.
A trovare il suo corpo senza vita di fianco al letto è stata la madre, residente nella casa di fronte a quella del figlio, che come ogni mattina all’alba aveva preparato per lui la colazione. Giorgio Marchi da dieci giorni usciva poco: una caduta accidentale lo aveva messo ko provocandogli una forte contusione alla spalla. Un uomo semplice e affascinante. «Piaceva alle donne», racconta il fratello Remo, geometra, lasciandosi scappare un sorriso carico di fierezza.
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«La vita è fatta di momenti, c’è poco da fare», prosegue Remo Marchi. Sono le 11, 30 e ancora stenta a credere a ciò che è successo a suo fratello. La tragedia si è consumata nella frazione di Piazza, un piccolo borgo dove si conoscono tutti. E dove Giorgio si vedeva spesso. La madre ultra ottantenne è sotto choc, mentre in Spagna c’è un figlio di 24 anni, Fabio, che Giorgio ha avuto da una relazione poi terminata, che sta facendo i bagagli per tornare a dare l’ultimo saluto al padre, scomparso all’improvviso nel luogo, la casa, che è sinonimo di sicurezza e tranquillità per definizione. In vita sua Giorgio aveva lavorato alla Camuzzi, società che si occupa di impianti per la distribuzione di gas.
In passato era anche stato titolare del ristorante BellaVista, a Massa, e di un bar a Montignoso. Carattere forte, pelle di ferro. «Cinque o sei anni fa dopo un incidente in Vespa era stato ricoverato in coma, a Pisa, ma poi si era ripreso. Aveva fatto le analisi del sangue venti giorni fa, erano perfette», racconta ancora Remo, il fratello di Giorgio Marchi. Giorgio, dopo quello scontro, però, era rimasto invalido.
Nell’abitazione annerita dalle fiamme sono intervenuti i vigili del fuoco, chiamati dalla madre della vittima, insieme ai carabinieri del comando di Montignoso. La salma di Giorgio Marchi, invece, è stata trasportata all’ospedale Versilia di Viareggio, dove verrà sottoposta all’autopsia per accertare le cause del decesso.
«Ha provato a mettersi in salvo, ma non ce l’ha fatta. Non era sul letto quando è stato trovato dalla mamma – racconta ancora il fratello – ha cercato di scappare». La camera di piccole dimensioni e le finestre completamente chiuse hanno fatto il resto, strappando alla vita Giorgio Marchi. Lavoratore, benvoluto da tutti, amante della vita e del divertimento.
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