Il Tirreno

Betlemme in grotta: a Equi Terme c’è un neonato in culla

Betlemme in grotta: a Equi Terme c’è un neonato in culla

Da domani fino al 26 dicembre va in scena l’edizione numero 29 Staffetta di bimbi e genitori per rappresentare la sacra famiglia

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EQUI TERME. Torna una delle più attese manifestazioni natalizie del territorio fivizzanese: il rinomato presepe vivente di Equi Terme, che si terrà da domani fino al 26 dicembre.

Peculiarità principale del presepe vivente di Equi Terme, giunto alla sua 29° edizione, è che la rappresentazione sfrutta la naturale conformazione del grazioso paese, abbarbicato sulla roccia, ricco di grotte e anfratti, rischiarati dalla tenue luce delle fiaccole: un insieme di particolari che rendono una magica e unica atmosfera. Ma caratteristica che rende questa manifestazione ancora più suggestiva è il fatto che a impersonare Gesù Bambino nella mangiatoia sono neonati veri.

Domani il bambinello sarà Elisabeth di Andrea e Monica; il 24 Alessandro con Roberto e Ilaria; il giorno di Natale Jacopo di Tiziano e Mayla e infine il 26 Sveva di Tiziano e Ilaria. E poi naturalmente ci saranno gli oltre 200 figuranti che, avvolti con vesti di altri tempi, animeranno le scene e raccontando e vivendo, in questa piccola Betlemme ricreata, una storia che conserva ancora tutto il suo fascino arcano. Gli orari dei presepi viventi: il 23 e 24 dalle 20.30 alle 23.30 mentre il 25 e 26 dalle 18 alle 21.

Nella serata del 26 dicembre è previsto l’arrivo alla stazione di Equi di un Treno a vapore proveniente da Viareggio con richieste di partecipanti che giungono da Bologna, Firenze, Pisa, Lucca e altre località. Sarà presente anche un mercato enogastronomico nella piazza delle Terme. Il tutto grazie ad un gruppo di giovani de posto, che animato da tanto entusiasmo e voglia di fare, lavorando per circa 3 mesi, ha curato nei minimi particolari il suggestivo percorso che attraversa le vie del borgo dove, si trovano le varie postazioni con gli antichi mestieri dal fabbro al falegname, dalla chiromante alla reggia di Re Erode, dalle tessitrici agli scultori, dai pastori ai soldati fino ad arrivare all’entrata delle Grotte dove fra suoni di zampogne, il bue e l’asinello e i Magi in cammino, si apre l’incantevole scena della Natività. Insomma gli abitanti di Equi, rifacendosi alla tradizione popolare del Presepe, inspirandosi ai valori di solidarietà e amicizia, hanno voluto ricreare l’atmosfera del vero e autentico Natale ricco di aspettative, amore e spiritualità.

Marco Landini



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