Il dolore
Sit-in in piazza per cancellare gli Aru di Quercioli
di Manuela D’Angelo
Dissenso guidato dal comitato civico che ne ha bloccati già 30 Dell’Ertole: «Si sono dimostrati un fallimento, non hanno senso»
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MASSA. Si avvicina l’avvio della discussione in consiglio comunale del Regolamento urbanistico e la gente massese torna in piazza, a manifestare per i suoi diritti e le sue idee.
Ancora una volta a far sentire la sua voce è il comitato civico dei Quercioli, artefice della prima grande rivoluzione “no Aru” che ha portato allo stralcio di oltre 30 ambiti di riqualificazione urbana (per intenderci quelli in cui dovrebbero avvenire le nuove costruzioni) e che oggi torna a chiedere la cancellazione di altri due Aru, sempre nelle vicinanze dei Quercioli. Un centinaio di persone hanno partecipato al sit-in della Rinchiostra, organizzato dal comitato civico di Quercioli e dall’associazione il Paese, a sostegno dello stralcio degli Aru 5.08 e 5.09.
Perché vogliono siano eliminati? A proporre in commissione l’eliminazione di questi due ambiti è stato il consigliere Pd Stefano Alberti, con un emendamento votato quasi all’unanimità: «Questi due ambiti – disse Alberti – se mai avevano un senso progettuale di riordino urbanistico, dopo la cancellazione degli ambiti di Quercioli, non hanno più ragione di essere mantenuti in questo Regolamento Urbanistico». I cittadini dicono “no” a 24 nuovi appartamenti su 3412 mq, un grande parcheggio da 160 posti auto e la realizzazione di un tratto di strada, larga 10 metri e mezzo, di connessione tra via Donne Partigiane e via Mura della Rinchiostra. I partecipanti al sit in hanno affisso uno striscione nel punto esatto dove è prevista la nuova strada con la parola d'ordine: “giù le mani dalla Rinchiostra” e “la Rinchiostra non si tocca”.
Erano presenti tra gli altri i consiglieri comunali Dina Dell'Ertole e Stefano Alberti, entrambi del Partito democratico, o meglio di quella corrente del Pd che fin da subito ha manifestato le sue contrarietà ad alcune parti del Regolamento urbanistico e alle modalità con cui è stato “costruito”. «Per la zona della Rinchiostra- conclude Alberti- le previsioni contemplate rischiano di cancellare una memoria comune, fatta di paesaggio, identità, di un sentire condiviso; un topomino, quello della Rinchiostra, già gravemente compromesso nel passato e che non ha bisogno di nuove ferite; scelte che non sono state frutto di processi decisionali partecipati, e che tutt’oggi vengono confermate, nonostante le copiose osservazioni di cittadini, associazioni e comitati».
Anche Dina Dell'Ertole non nasconde la sua soddisfazione per la manifestazione molto partecipata e sul suo profilo Facebook scrive: «Gli Aru si sono dimostrati una scelta fallimentare; ai Quercioli presidio per lo stralcio degli ultimi due Aru che lambiscono la Villa della Rinchiostra e che ormai non hanno più senso».
Ma a decidere sarà il consiglio: si va in aula il 9 gennaio, per iniziare la lunga discussione che dovrebbe portare all'approvazione del Ru.
Ancora una volta a far sentire la sua voce è il comitato civico dei Quercioli, artefice della prima grande rivoluzione “no Aru” che ha portato allo stralcio di oltre 30 ambiti di riqualificazione urbana (per intenderci quelli in cui dovrebbero avvenire le nuove costruzioni) e che oggi torna a chiedere la cancellazione di altri due Aru, sempre nelle vicinanze dei Quercioli. Un centinaio di persone hanno partecipato al sit-in della Rinchiostra, organizzato dal comitato civico di Quercioli e dall’associazione il Paese, a sostegno dello stralcio degli Aru 5.08 e 5.09.
Perché vogliono siano eliminati? A proporre in commissione l’eliminazione di questi due ambiti è stato il consigliere Pd Stefano Alberti, con un emendamento votato quasi all’unanimità: «Questi due ambiti – disse Alberti – se mai avevano un senso progettuale di riordino urbanistico, dopo la cancellazione degli ambiti di Quercioli, non hanno più ragione di essere mantenuti in questo Regolamento Urbanistico». I cittadini dicono “no” a 24 nuovi appartamenti su 3412 mq, un grande parcheggio da 160 posti auto e la realizzazione di un tratto di strada, larga 10 metri e mezzo, di connessione tra via Donne Partigiane e via Mura della Rinchiostra. I partecipanti al sit in hanno affisso uno striscione nel punto esatto dove è prevista la nuova strada con la parola d'ordine: “giù le mani dalla Rinchiostra” e “la Rinchiostra non si tocca”.
Erano presenti tra gli altri i consiglieri comunali Dina Dell'Ertole e Stefano Alberti, entrambi del Partito democratico, o meglio di quella corrente del Pd che fin da subito ha manifestato le sue contrarietà ad alcune parti del Regolamento urbanistico e alle modalità con cui è stato “costruito”. «Per la zona della Rinchiostra- conclude Alberti- le previsioni contemplate rischiano di cancellare una memoria comune, fatta di paesaggio, identità, di un sentire condiviso; un topomino, quello della Rinchiostra, già gravemente compromesso nel passato e che non ha bisogno di nuove ferite; scelte che non sono state frutto di processi decisionali partecipati, e che tutt’oggi vengono confermate, nonostante le copiose osservazioni di cittadini, associazioni e comitati».
Anche Dina Dell'Ertole non nasconde la sua soddisfazione per la manifestazione molto partecipata e sul suo profilo Facebook scrive: «Gli Aru si sono dimostrati una scelta fallimentare; ai Quercioli presidio per lo stralcio degli ultimi due Aru che lambiscono la Villa della Rinchiostra e che ormai non hanno più senso».
Ma a decidere sarà il consiglio: si va in aula il 9 gennaio, per iniziare la lunga discussione che dovrebbe portare all'approvazione del Ru.
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