La manifestazione
oggi in quattro punti della città “Mi vesto di luce”
Performance di Francesco Siani
CARRARA. L’artista e scultore Francesco Siani si prepara a una nuova performance che farà oggi alle 18, partendo dal Museo Cap. La performance si intitola: “Mi vesto di luce per accendere la cultura...
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CARRARA. L’artista e scultore Francesco Siani si prepara a una nuova performance che farà oggi alle 18, partendo dal Museo Cap. La performance si intitola: “Mi vesto di luce per accendere la cultura nei luoghi abbandonati della città”. L'artista, sottolinea in una nota, «illumina la cultura e ne toglie le penombre. I quattro luoghi dove si svolgerà la mia performance sono: Museo Cap, Teatro Verdi, Hotel Michelangelo e Teatro Animosi. Al Museo, luogo dell'arte, divento opera illuminando la cultura; al tetro Verdi segnalo un luogo buio e abbandonato nel cuore della città mentre all'Hotel Michelangelo rimasto vuoto senza persone e luci, spicca solamente la parola “Vendesi" (ma proprio lunedì è stato aggiudicato a una cordata di imprenditori carraresi, ndr). Al Teatro Animosi, la commedia dell'arte è finita, il sipario si è chiuso in una città che recita al buio».
Aggiunge il critico Stefano Donati: «In molte piazze d’Italia e del mondo il Natale è una delle migliori occasioni per le “luci d’artista”. Luminarie concepite e realizzate da pittori o scultori, che si cimentano con la tecnologia e l’illuminotecnica. Nessuna piazza d’Italia o del mondo, però, ha fino ad oggi avuto un “artista di luce”. Carrara, oggi, sì. Francesco Siani non ha “fatto delle luci”, ma si è fatto luce. Luce che illumina gli angoli bui della città, quelli dimenticati, o maltrattati».
Aggiunge il critico Stefano Donati: «In molte piazze d’Italia e del mondo il Natale è una delle migliori occasioni per le “luci d’artista”. Luminarie concepite e realizzate da pittori o scultori, che si cimentano con la tecnologia e l’illuminotecnica. Nessuna piazza d’Italia o del mondo, però, ha fino ad oggi avuto un “artista di luce”. Carrara, oggi, sì. Francesco Siani non ha “fatto delle luci”, ma si è fatto luce. Luce che illumina gli angoli bui della città, quelli dimenticati, o maltrattati».
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