Sicurezza
Lavacchio, ultimo sopralluogo nella casa dei Guadagnucci
Il consulente del tribunale di Genova al lavoro per scoprire le cause della frana Tre mesi per stabilire se ci sono dei responsabili per la morte di Nara e Mattia
2 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Il sopralluogo c’è stato lunedì mattina: il geologo Alfonso Bellini, nominato come perito del tribunale dal collegio della corte di appello di Genova che dovrà pronunciare la sentenza di secondo grado sulla frana di Lavacchio, è salito in cima alle alture massesi e ha scattato foto e fatto rilievi davanti alla casa dove morirono Nara Ricci e il piccolo Mattia Guadagnucci, il figlio di appena due anni. A distanza di dieci anni l’esperto dovrà dire se quella disgrazia è stata causata da qualcuno oppure se è stata frutto del caso. Bellini (insieme a lui a Lavacchio c’erano i periti di parte civile e a quello della difesa) si è preso novanta giorni di tempo per stabilirlo. In base alle sue conclusioni verranno giudicati Giuliano Arrighi, capo settore dei lavori pubblici della Provincia; Mauro Alberti, responsabile servizio strade; Nicola Rossetti, responsabile servizio di costa; Libero Ballerini, capo cantoniere (colui che aveva il compito di verificare lo stato delle strade); il libero professionista che ha certificato i lavori, Antonio Cirillo e il titolare della ditta Paolo Busticchi.
Non si sa se questa ennesima consulenza porterà a un esito diverso rispetto a quanto stabilito dal giudice Giovanni Sgambati, che ha assolto tutti gli imputati perché il fatto non sussiste, ma consente alle parti civili - Antonio Guadagnucci, vedovo di Nara Ricci e papà del piccolo Mattia, e Michela Guadagnucci, figlia di Nara Ricci e sorella di Mattia - di mettere in discussione un epilogo che aveva lasciato l’amaro in bocca. A Massa c’era stata l’assoluzione grazie alla superperizia del geologo Giovanni Gabriele, nonostante il pubblico ministero Rossella Soffio avesse chiesto complessivamente condanne per 33 anni. La richiesta più pesante l’aveva fatta per Arrighi, nel 2010 dirigente del settore lavori pubblici in Provincia, Alberti, responsabile del servizio strade a palazzo ducale, e Cirillo, il libero professionista che aveva certificato alcuni lavori realizzati sulla via che attraversa Lavacchio: per loro tre, il pm voleva una condanna di 6 anni e un mese. Richiesta di 5 anni, invece, per Rossetti, responsabile provinciale del servizio di costa, e Ballerini, capocantoniere. Per Busticchi, titolare della ditta che ha realizzato i lavori, la richiesta di Soffio era stata di 4 anni e 11 mesi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non si sa se questa ennesima consulenza porterà a un esito diverso rispetto a quanto stabilito dal giudice Giovanni Sgambati, che ha assolto tutti gli imputati perché il fatto non sussiste, ma consente alle parti civili - Antonio Guadagnucci, vedovo di Nara Ricci e papà del piccolo Mattia, e Michela Guadagnucci, figlia di Nara Ricci e sorella di Mattia - di mettere in discussione un epilogo che aveva lasciato l’amaro in bocca. A Massa c’era stata l’assoluzione grazie alla superperizia del geologo Giovanni Gabriele, nonostante il pubblico ministero Rossella Soffio avesse chiesto complessivamente condanne per 33 anni. La richiesta più pesante l’aveva fatta per Arrighi, nel 2010 dirigente del settore lavori pubblici in Provincia, Alberti, responsabile del servizio strade a palazzo ducale, e Cirillo, il libero professionista che aveva certificato alcuni lavori realizzati sulla via che attraversa Lavacchio: per loro tre, il pm voleva una condanna di 6 anni e un mese. Richiesta di 5 anni, invece, per Rossetti, responsabile provinciale del servizio di costa, e Ballerini, capocantoniere. Per Busticchi, titolare della ditta che ha realizzato i lavori, la richiesta di Soffio era stata di 4 anni e 11 mesi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
