Proteste
il ricordo commosso di luigi badiali
Addio al professore Stefani «Studioso fine e attento»
MASSA. Nei giorni scorsi è morto il professor Umberto Stefani, già Vice Segretario Generale della Commissione Europea. Così lo ricorda Luigi Badiali, amico e allievo: «Ho avuto il piacere di...
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MASSA. Nei giorni scorsi è morto il professor Umberto Stefani, già Vice Segretario Generale della Commissione Europea. Così lo ricorda Luigi Badiali, amico e allievo: «Ho avuto il piacere di conoscerlo quando sono diventato assessore regionale della Toscana con la delega per 8 anni alle politiche comunitarie e dei fondi europei. Con lui ho potuto spingermi dove altri non osavano. Anche negli 8 anni della mia presidenza a Sviluppo Italia Toscana abbiamo lavorato insieme quasi quotidianamente. Cosi dal 1999 mi ha aiutato in consigli e suggerimenti nel mio ruolo di Presidente di EuroIdees la rete europea sullo sviluppo locale che ancora ha sede presso gli uffici da lui frequentati fino alle ultime settimane di vita, ancora vitale e vivace con la sua intelligenza che ti fulminava. Gli debbo moltissimo sul piano umano e sul piano della mia formazione politica e professionale. Romano Prodi appena divenuto Presidente della Commissione europea lo volle al suo fianco per avere consigli e indirizzi in un mondo così complesso qual’è il sistema delle Istituzioni europee».
Un banale incidente domestico, una caduta in casa a Bruxelles, lo ha portato a più gravi conseguenze nel giro di pochi giorni. Stefani aveva festeggiato il compleanno di 99 anni pochi giorni fa professore emerito all’Università di Lovanio in Belgio, capannorese, era emigrato giovanissimo in Belgio come giornalista del Corriere della Sera, al fine di svolgere ricerche e fotografare la situazione e la condizione degli Italiani in Belgio. Subito dopo la guerra moltissimi giovani italiani andarono a lavorare nelle miniere di carbone a seguito dell’accordo fatto da De Gasperi con il Regno del Belgio.
Le sue inchieste lo portarono sempre più vicino ai lavoratori, contribuì alla nascita delle Acli, sia in Italia che in Belgio. Diventò presto funzionario della Cee dove ha ricoperto incarichi prestigiosi, arrivando prestissimo a essere il braccio destro di Emile Noel, primo segretario generale della Cee. Innamorato dell’Italia, della sua Toscana, della sua Lucca, aveva scelto come buon ritiro Ronchi a Marina di Massa.
«Lì per anni ha passato le sue estati, aderendo all’Associazione degli amici di Ronchi e Poveromo. Li per anni abbi ragionato nel verde della sua pineta», dice ancora Badiali.
Aiutò il territorio nell’azione di rimboschimento dopo lo spaventoso Tornado che colpi Ronchi, Poveromo e Cinquale.
Uscito dalla Commissione europea per sopraggiunti limiti d’età, attivò con altri ex funzionari un’agenzia anche per molti anni aiutò, tra l’altro, la regione Toscana a farsi breccia e a trovare molti canali finanziari. È stato rappresentante degli emigrati Toscani all’estero, presidente dei toscani del Belgio e Presidente del Coordinamento europeo dei Toscani emigrati nel nostro continente. Manteneva rapporti con moltissime persone e paesi nel mondo. In particolare con i Paesi del continente africano. Persona preparatissima, fine studioso e fine conoscitore delle politiche internazionali, ma anche delle politiche di sviluppo».
Un banale incidente domestico, una caduta in casa a Bruxelles, lo ha portato a più gravi conseguenze nel giro di pochi giorni. Stefani aveva festeggiato il compleanno di 99 anni pochi giorni fa professore emerito all’Università di Lovanio in Belgio, capannorese, era emigrato giovanissimo in Belgio come giornalista del Corriere della Sera, al fine di svolgere ricerche e fotografare la situazione e la condizione degli Italiani in Belgio. Subito dopo la guerra moltissimi giovani italiani andarono a lavorare nelle miniere di carbone a seguito dell’accordo fatto da De Gasperi con il Regno del Belgio.
Le sue inchieste lo portarono sempre più vicino ai lavoratori, contribuì alla nascita delle Acli, sia in Italia che in Belgio. Diventò presto funzionario della Cee dove ha ricoperto incarichi prestigiosi, arrivando prestissimo a essere il braccio destro di Emile Noel, primo segretario generale della Cee. Innamorato dell’Italia, della sua Toscana, della sua Lucca, aveva scelto come buon ritiro Ronchi a Marina di Massa.
«Lì per anni ha passato le sue estati, aderendo all’Associazione degli amici di Ronchi e Poveromo. Li per anni abbi ragionato nel verde della sua pineta», dice ancora Badiali.
Aiutò il territorio nell’azione di rimboschimento dopo lo spaventoso Tornado che colpi Ronchi, Poveromo e Cinquale.
Uscito dalla Commissione europea per sopraggiunti limiti d’età, attivò con altri ex funzionari un’agenzia anche per molti anni aiutò, tra l’altro, la regione Toscana a farsi breccia e a trovare molti canali finanziari. È stato rappresentante degli emigrati Toscani all’estero, presidente dei toscani del Belgio e Presidente del Coordinamento europeo dei Toscani emigrati nel nostro continente. Manteneva rapporti con moltissime persone e paesi nel mondo. In particolare con i Paesi del continente africano. Persona preparatissima, fine studioso e fine conoscitore delle politiche internazionali, ma anche delle politiche di sviluppo».
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