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Erosione delle spiagge di Marina di Massa: Subito lo stato di calamità
Scalino di oltre un metro sul litorale, 14 consiglieri comunali sollecitano la Regione e accusano il Comune di immobilismo
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MASSA. Da una parte ci sono le mareggiate e il problema dell’erosione, che riguarda sempre di più il litorale apuano. Dall’altra il fuoco crescente di una campagna elettorale che entra nel vivo in vista delle elezioni comunali, previste subito dopo quelle nazionali, fissate per il 4 marzo. La politica massese si scalda, mentre le spiagge spariscono. La mareggiata degli ultimi giorni ha rosicchiato anche gli ultimi metri di sabbia rimasti. Ora la situazione è critica. Ieri la marina di ponente, nei pressi della Torre Fiat, si è svegliata con un maxi scalino di oltre un metro. Dalla strada all’acqua. La richiesta è una sola: lo stato di calamità.
Stagione a rischio. Il bagno Croce Rossa è il più colpito dalla furia delle onde. Alcune strutture in legno sono state spazzate via; la spiaggia non esiste più. «I danni devono ancora essere quantificati – dice il presidente della Croce Rossa di Massa, Giorgio Ricci – ma sicuramente ammontano a diverse migliaia di euro». E il conto rischia di diventare ancora più elevato, non solo dal punto di vista economico: «C’è una struttura in cemento che rischia di crollare – spiega ancora Ricci – nel caso in cui l’erosione si estendesse ancora». Da una paura all’altra, visto che la stagione estiva ora è in serio pericolo: «Al momento non avremmo la possibilità di piantare il centinaio di ombrelloni che mettiamo solitamente a disposizione dei clienti. Il nostro tecnico sta scrivendo una relazione dettagliata che consegneremo al Comune – conclude Giorgio Ricci – sperando che qualcuno ci aiuti».
Ambiente e politica. Ieri mattina una delegazione di consiglieri comunali, insieme a Giacomo Bugliani, consigliere regionale e comunale Pd, ha tenuto una breve conferenza stampa praticamente coi piedi nella sabbia. Un modo, dicono gli organizzatori, «per attirare l’attenzione delle istituzioni sulla condizione critica della costa e degli operatori balneari». Erano presenti Fabrizio Brizzi (Arancioni per Massa), Giancarlo Casotti (Partito socialista), Agostino Incoronato (Udc), Andrea Ofretti (Arancioni per Massa). L’iniziativa è stata promossa anche da Paolo Della Pina (Partito Socialista), Simone Ortori (Gruppo misto, Articolo Primo), Daniele Carmassi (Pd), Luca Anghelè (Pd), Dina Dell’Ertole (Pd), Stefano Alberti (Pd), Graziella Lazzarini (Pd), Silvia Francini (Arancioni per Massa), Carmen Menchini (Arancioni per Massa). L’accusa che viene mossa dai consiglieri all’amministrazione è che «non si è attivata per stimolare la Provincia e quindi la Regione a decretare lo stato di calamità», come spiega Fabrizio Brizzi, seguito dalle parole di Bugliani: «L’amministrazione potrebbe sollecitare la Regione per richiedere lo stato di calamità. Comunque, a livello regionale è terminata la fase di studio per un intervento da 32 milioni di euro che riqualificherà la costa dal Frigido al Lavello, ora inizia il lungo iter burocratico. Intanto, il Genio civile ha fatto un sopralluogo per valutare la richiesta d’interventi urgenti».
Volpi e Tenerani. «Ultimamente la strumentalizzazione è una pratica diffusa, dire che il Comune non si è fatto sentire sul tema dell’erosione è assurdo. Abbiamo inviato una lettera alla Regione subito dopo la mareggiata, chiedendo un incontro urgente». A parlare è il sindaco, Alessandro Volpi, con il suo vice, Uilian Berti, che ribadisce: «Ho fatto un sopralluogo con il geologo della Regione, Enrico Bartoletti, proprio perché c’è la nostra massima attenzione sulla vicenda». L’impegno del Comune è confermato anche da Itala Tenerani, presidente del consorzio Riviera toscana Marina di Massa: «Ho parlato con il sindaco affinché organizzi un tavolo urgente con Regione e Provincia. È stato subito d’accordo e ha più volte confermato la volontà di provvedere subito perché in gioco c’è la tutela e la salvaguardia della costa e quindi del territorio. I tempi della Regione per i lavori in programma, come più volte abbiamo sottolineato, sono biblici. È necessario mettersi a tavolino e intervenire il prima possibile con i lavori di protezione. Chiederemo alla Regione di rivedere le tempistiche perché i tempi burocratici non sono compatibili con la situazione di emergenza».
Tommaso Silvi
Stagione a rischio. Il bagno Croce Rossa è il più colpito dalla furia delle onde. Alcune strutture in legno sono state spazzate via; la spiaggia non esiste più. «I danni devono ancora essere quantificati – dice il presidente della Croce Rossa di Massa, Giorgio Ricci – ma sicuramente ammontano a diverse migliaia di euro». E il conto rischia di diventare ancora più elevato, non solo dal punto di vista economico: «C’è una struttura in cemento che rischia di crollare – spiega ancora Ricci – nel caso in cui l’erosione si estendesse ancora». Da una paura all’altra, visto che la stagione estiva ora è in serio pericolo: «Al momento non avremmo la possibilità di piantare il centinaio di ombrelloni che mettiamo solitamente a disposizione dei clienti. Il nostro tecnico sta scrivendo una relazione dettagliata che consegneremo al Comune – conclude Giorgio Ricci – sperando che qualcuno ci aiuti».
Ambiente e politica. Ieri mattina una delegazione di consiglieri comunali, insieme a Giacomo Bugliani, consigliere regionale e comunale Pd, ha tenuto una breve conferenza stampa praticamente coi piedi nella sabbia. Un modo, dicono gli organizzatori, «per attirare l’attenzione delle istituzioni sulla condizione critica della costa e degli operatori balneari». Erano presenti Fabrizio Brizzi (Arancioni per Massa), Giancarlo Casotti (Partito socialista), Agostino Incoronato (Udc), Andrea Ofretti (Arancioni per Massa). L’iniziativa è stata promossa anche da Paolo Della Pina (Partito Socialista), Simone Ortori (Gruppo misto, Articolo Primo), Daniele Carmassi (Pd), Luca Anghelè (Pd), Dina Dell’Ertole (Pd), Stefano Alberti (Pd), Graziella Lazzarini (Pd), Silvia Francini (Arancioni per Massa), Carmen Menchini (Arancioni per Massa). L’accusa che viene mossa dai consiglieri all’amministrazione è che «non si è attivata per stimolare la Provincia e quindi la Regione a decretare lo stato di calamità», come spiega Fabrizio Brizzi, seguito dalle parole di Bugliani: «L’amministrazione potrebbe sollecitare la Regione per richiedere lo stato di calamità. Comunque, a livello regionale è terminata la fase di studio per un intervento da 32 milioni di euro che riqualificherà la costa dal Frigido al Lavello, ora inizia il lungo iter burocratico. Intanto, il Genio civile ha fatto un sopralluogo per valutare la richiesta d’interventi urgenti».
Volpi e Tenerani. «Ultimamente la strumentalizzazione è una pratica diffusa, dire che il Comune non si è fatto sentire sul tema dell’erosione è assurdo. Abbiamo inviato una lettera alla Regione subito dopo la mareggiata, chiedendo un incontro urgente». A parlare è il sindaco, Alessandro Volpi, con il suo vice, Uilian Berti, che ribadisce: «Ho fatto un sopralluogo con il geologo della Regione, Enrico Bartoletti, proprio perché c’è la nostra massima attenzione sulla vicenda». L’impegno del Comune è confermato anche da Itala Tenerani, presidente del consorzio Riviera toscana Marina di Massa: «Ho parlato con il sindaco affinché organizzi un tavolo urgente con Regione e Provincia. È stato subito d’accordo e ha più volte confermato la volontà di provvedere subito perché in gioco c’è la tutela e la salvaguardia della costa e quindi del territorio. I tempi della Regione per i lavori in programma, come più volte abbiamo sottolineato, sono biblici. È necessario mettersi a tavolino e intervenire il prima possibile con i lavori di protezione. Chiederemo alla Regione di rivedere le tempistiche perché i tempi burocratici non sono compatibili con la situazione di emergenza».
Tommaso Silvi
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