Il dolore
I gessi sotto sfratto sono protagonisti di una grande mostra
I 47 pezzi della collezione Lazzerini dalla scuola del marmo approdano al Centro Arti Plastiche: ecco il progetto
CARRARA. Dallo “sfratto”, a causa della chiusura di una parte della scuola del marmo che li custodiva, auna mostra. I gessi della collezione Lazzerini rivivono all'interno di un'esposizione temporanea al Centro Arti Plastiche di Carrara e, da maggio 2018, troveranno infine una sede permanente al Museo della Villa Fabbricotti. Verrà inaugurata giovedì prossimo alle 18 “La collezione Lazzerini. I Gessi storici del Tacca. Dalla Scuola al Museo”, a cura della professoressa Luisa Passeggia e che sarà visitabile fino al 31 gennaio (da martedì a domenica, dalle 9 e 30 alle 12 e 30 e dalle 15 e 30 alle 18 e 30) al CAP di via Canal del Rio. Sono 47 i gessi (45 dalla scuola e due in prestito dagli eredi Lazzerini) per una mostra che torna a distanza di vent'anni dall'esposizione di Palazzo Caniparoli.
La mostra al CAP è il frutto di una collaborazione tra Comune di Carrara e l’Istituto Artemisia Gentileschi – Ipia Marmo di Carrara. E' infatti proprio la scuola del marmo “Tacca” di Carrara a possedere, dal 1955, i gessi dello Studio Lazzerini, donati all'istituto dalla famiglia. E così per oltre 50 anni i preziosi gessi sono stati studiati da generazioni di studenti (e custoditi) finché la messa in sicurezza dell'istituto ha fatto sì che alcune aule venissero chiuse, tra cui proprio la “casa” dei gessi.
Da qui la collaborazione tra istituto e Comune per portare i gessi in una mostra curata come detto da Luisa Passeggia con Giovanna Dell'Amico (per la grafica), Chiara Cacciatori (allestimento) e Tiziana Corbani (gestione alternanza scuola-lavoro). All'interno della mostra ci saranno inoltre foto dell'Archivio del laboratorio Lazzerini, due video e una mappa interattiva per completare il quadro su di un laboratorio che ha prodotto opere sparse sia in tutta la città (Palazzo Binelli, Accademia di Belle Arti e Duomo tra gli altri punti), ma anche in varie parti del mondo.
«L'occasione della collaborazione – ha detto l'assessore alla cultura Federica Forti – è stata la parziale chiusura dell'istituto per motivi di sicurezza, con la conseguente necessità di liberare le sale della collezione, a fini didattici. Il Comune ha offerto così la disponibilità di allocare la collezione e di curare una mostra. Abbiamo intenzione di organizzare un tavolo di lavoro per Carrara città creativa con esperti del settore: il primo tavolo ci teniamo che sia ospitato in questa mostra».
«E' stata occasione – la riflessione della curatrice – di analisi approfondita per evidenziare Carrara non solo come luogo di estrazione, ma come centro d'arte di produzione artistica da cui si è propagata la maggioranza della produzione della scultura italiana ed europea. Questi gessi sono importanti per tramandare la conoscenza alle nuove generazioni di studenti: un dialogo che si amplia con scuola e museo che dovrebbe far capire l'importanza di questa cultura». «Grazie – le parole della dirigente scolastica Anna Rosa Vatteroni – di aver trasformato un evento negativo in un progetto positivo che guarda al futuro. Si fa conoscere inoltre alla cittadinanza una cosa che credo non si conosca. La scuola li studiava e custodiva, il fatto che vengano collocati al CAP consente una vicinanza perché i nostri studenti continuino a studiarli nella via dell'arte».
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