Il Tirreno

«L’acqua al finestrino, credevo di morire»

«L’acqua al finestrino, credevo di morire»

Rosita, 40enne di Mozzano, racconta la sua disavventura sulla 445, salvata dalla Protezione civile

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FIVIZZANO . A distanza di tre giorni non è ancora passato il grande spavento per l'incubo vissuto in piena notte quando da sola, a bordo della sua auto, una Ford Fiesta, è rimasta sommersa dall'acqua in un avvallamento sulla regionale 445 in località Conca Blu a Gragnola.

Rosita Folegnani, quarantenne di Mozzano, infermiera alla Casa Maffi di Fivizzano, se l’è vista davvero brutta quando alla guida della sua auto attorno a mezzanotte e mezza tra lunedi e martedi scorsi, mentre faceva ritorno a casa da Fivizzano è rimasta “imprigionata” in mezzo a un lago che si è formato a causa delle forti piogge nell'avvallamento della strada regionale 445 per la Garfagnana, nel punto dove la viabilità è stata modificata a causa della costruzione del viadotto della variante Santa Chiara – Gragnola. «Non c'era alcuna segnaletica che ravvisava il pericolo - racconta Rosita- e così ho proseguito la marcia verso casa, trovandomi improvvisamente con l'acqua che raggiungeva il finestrino della vettura. Il motore si è spento, con l'auto che letteralmente galleggiava nell'acqua e un fiume che scendeva incessantemente dalla collina sovrastante».

Rosita era sola, nel buio più totale, con l'auto in panne. Un'esperienza terrificante, con il timore che da quella collina potessero precipitare, oltre all'acqua, anche alberi e detriti.

«Facendomi forza - dice ancora la donna - ho telefonato ai vigili del fuoco chiedendo aiuto. Loro mi hanno risposto che tutte le squadre erano occupate in altre emergenze, di stare calma, mi hanno chiesto dove ero, di lasciare il mio numero che avrebbero fatto il possibile».

Ma i minuti passavano, da quando l'auto era rimasta sommersa se ne era andato circa un quanto d'ora: «Stavo per essere assalita dal panico , pensavo qui va finire che ci annego». Ed ecco il provvidenziale intervento della Protezione civile della Fir. Ser.Cb, che per caso è transitata in quel punto durante il monitoraggio del territorio. «Sono stati degli angeli – riferisce Rosita- non finirò mai di ringraziarli, mi hanno tranquillizzata e con il loro fuoristrada hanno spinto la mia auto fuori dall'acqua e poi mi hanno riaccompagnata a casa, sono stati fantastici».

E qui Rosita diventa furibonda: «Ma come è possibile che nonostante l'allerta meteo quel punto di strada avvallata non fosse stato chiuso al transito, neppure un cartello». L'auto ha subìto un danno quantificabile in 6 mila euro; il motore, rimasto a lungo nell'acqua, è completamente andato. «Ricorrerò alle vie legali, qualcuno credo che abbia delle responsabilità, cosa sarebbe potuto accadere se al mio posto ci fosse stato un anziano o un soggetto con patologie». Insomma un'avventura a lieto fine che Rosita non dimenticherà tanto facilmente. Marco Landini

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