Sicurezza
Tonnellate di legna a Marina di Carrara
Mareggiata record, almeno 20mila euro per pulire l’arenile L’assessore ai cittadini: tronchi e sterpi usateli nei caminetti
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CARRARA. Una mareggiata (e un "lavarone") così non si vedevano da almeno due anni. E rimuovere tutto il materiale approdato sulla spiaggia di Marina di Carrara durante l’allerta, richiederà un’operazione lunga e costosa.
Brutto risveglio ieri mattina per i balneari marinelli. Passata la paura per per l’allarme meteo con codice rosso, i gestori degli stabilimenti si trovano adesso a fare i conti con gli strascichi del maltempo che nelle ultime ore ha depositato sull'arenile tonnellate e tonnellate di materiale per lo più legnoso. Dal porto alla Fossa maestra la spiaggia è stata invasa dal cosiddetto lavarone: materiale vegetale, legno sminuzzato, tronchi ma anche alberi interi in qualche caso lunghi fino a 15-20 metri. «Non si vedeva una cosa così almeno da due anni… è evidente che non si tratta di materiale portato dal mare aperto ma piuttosto di quello che il Magra ha trascinato a valle durante l’ultima piena quella che ha tenuto tutti col fiato sospeso» osserva Nicola Del Nero dal bagno Le Palme, che lancia un appello alle istituzioni, dalle amministrazioni locali ai Consorzi di bonifica, a intensificare la manutenzione di boschi e corsi d’acqua, «perchè la legna che potrebbe essere una risorsa, sta diventando un problema e un costo».
E la preoccupazione per il carico di lavoro che porterà questa mareggiata, tra i balneari è tanta: «Noi siamo pronti a collaborare, come sempre abbiamo fatto e stiamo preparando un piano di intervento ma – spiega Marco Pardi dell’associazione balneari Marina di Carrara - secondo alcune sentenze della magistratura, noi gestori, siamo tenuti a pulire i rifiuti prodotti sulla nostra spiaggia, non quelli che arrivano da lontano».
Un problema quello dei “costi” della pulizia non certo secondario. Stando alle stime di Amia, fatte sulla base delle mareggiate del passato, per riportare la spiaggia in condizioni normali ci vorranno circa 20mila euro e qualche giorno di tempo: «Questa è la prima mareggiata della nuova amministrazione, quindi stiamo mettendo a punto un piano di intervento. Ricalcherà quello che abbiamo usato in passato, già rodato, e che prevede che i balneari portino la legna a bordo strada, quando sarà asciutta, e a quel punto se ne farà carico Amia. Ho visto il materiale e in effetti ci sono anche alberi molto grossi» commenta Lucia Venuti, direttrice di Amia. Il piano però potrà partire solo dopo che qualche giorno di sole avrà asciugato la legna, cosa che non avverrà a strettissimo giro perché stando alle previsioni meteo è in arrivo un’altra perturbazione. Anche alla luce della grande mole di materiale approdato sull’arenile, l’assessora all’Ambiente Sarah Scaletti ricorda che è ancora in vigore l’ordinanza che autorizza il prelievo della legna dalla spiaggia: «E’ un provvedimento permanente, valido nei mesi invernali. Per questo invitiamo i cittadini ad approfittarne, magari per alimentare i caminetti durante le feste natalizie» suggerisce speranzosa l’esponente dell’amministrazione.
Cinzia Chiappini
Brutto risveglio ieri mattina per i balneari marinelli. Passata la paura per per l’allarme meteo con codice rosso, i gestori degli stabilimenti si trovano adesso a fare i conti con gli strascichi del maltempo che nelle ultime ore ha depositato sull'arenile tonnellate e tonnellate di materiale per lo più legnoso. Dal porto alla Fossa maestra la spiaggia è stata invasa dal cosiddetto lavarone: materiale vegetale, legno sminuzzato, tronchi ma anche alberi interi in qualche caso lunghi fino a 15-20 metri. «Non si vedeva una cosa così almeno da due anni… è evidente che non si tratta di materiale portato dal mare aperto ma piuttosto di quello che il Magra ha trascinato a valle durante l’ultima piena quella che ha tenuto tutti col fiato sospeso» osserva Nicola Del Nero dal bagno Le Palme, che lancia un appello alle istituzioni, dalle amministrazioni locali ai Consorzi di bonifica, a intensificare la manutenzione di boschi e corsi d’acqua, «perchè la legna che potrebbe essere una risorsa, sta diventando un problema e un costo».
E la preoccupazione per il carico di lavoro che porterà questa mareggiata, tra i balneari è tanta: «Noi siamo pronti a collaborare, come sempre abbiamo fatto e stiamo preparando un piano di intervento ma – spiega Marco Pardi dell’associazione balneari Marina di Carrara - secondo alcune sentenze della magistratura, noi gestori, siamo tenuti a pulire i rifiuti prodotti sulla nostra spiaggia, non quelli che arrivano da lontano».
Un problema quello dei “costi” della pulizia non certo secondario. Stando alle stime di Amia, fatte sulla base delle mareggiate del passato, per riportare la spiaggia in condizioni normali ci vorranno circa 20mila euro e qualche giorno di tempo: «Questa è la prima mareggiata della nuova amministrazione, quindi stiamo mettendo a punto un piano di intervento. Ricalcherà quello che abbiamo usato in passato, già rodato, e che prevede che i balneari portino la legna a bordo strada, quando sarà asciutta, e a quel punto se ne farà carico Amia. Ho visto il materiale e in effetti ci sono anche alberi molto grossi» commenta Lucia Venuti, direttrice di Amia. Il piano però potrà partire solo dopo che qualche giorno di sole avrà asciugato la legna, cosa che non avverrà a strettissimo giro perché stando alle previsioni meteo è in arrivo un’altra perturbazione. Anche alla luce della grande mole di materiale approdato sull’arenile, l’assessora all’Ambiente Sarah Scaletti ricorda che è ancora in vigore l’ordinanza che autorizza il prelievo della legna dalla spiaggia: «E’ un provvedimento permanente, valido nei mesi invernali. Per questo invitiamo i cittadini ad approfittarne, magari per alimentare i caminetti durante le feste natalizie» suggerisce speranzosa l’esponente dell’amministrazione.
Cinzia Chiappini
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