Il Tirreno

Indagini sulla laurea di Sanguinetti

di Danilo D'Anna
Indagini sulla laurea di Sanguinetti

Gli inquirenti hanno chiesto la documentazione alla Asl apuana e alla facoltà dove ha conseguito il titolo

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MASSA-CARRARA. L’indagine su Franco Sanguinetti, il radiologo carrarese arrestato dalla squadra mobile al Noa, prosegue. Anche se non ci sono anomalie gli inquirenti hanno deciso di dare un’occhiata al titolo di studio del medico per accertarsi che la laurea sia stata effettivamente conseguita. Uno scrupolo e nulla più, visti i reati di cui è accusato il professionista.

Uno scrupolo che però nasce da alcune segnalazioni arrivate in questura. Anonime. Persone che hanno sollevato dei dubbi sull’iter accademico di Sanguinetti. E così per cancellare ogni sospetto il vicequestore Antonio Dulvi Corcione ha deciso di chiedere la documentazione del dottore, sia all’Asl e sia alla facoltà dove si è laureato. Mentre l’azienda sanitaria ha risposto prontamente, per l’ateneo i tempi saranno un po’ più dilatati. Ma gli inquirenti contano di chiudere l’accertamento entro Natale oppure nella settimana successiva. A quanto pare, però, non ci saranno sorprese in merito.

I derubati si fanno avanti. Nelle ultime settimane sono state decine le persone che si sono recate in questura, oppure hanno semplicemente telefonato, per chiedere di poter vedere la refurtiva recuperata nell’operazione Ippocrate, quella che ha portato oltre all’arresto del radiologo anche a quelli dei suoi amici sinti: Sandro Baratta e Clotilde "Viola" Lafleur. Qualcuno ha riconosciuto i gioielli che gli erano stati sottratti, altri invece sono rimasti delusi. Le forze dell’ordine comunque hanno messo le fotografie scattate a orologi e monili nel sito della polizia (https://questure.poliziadistato.it/servizio/oggettirubati/). L’indagine prosegue anche in un altro senso: la squadra mobile sta cercando di individuare chi ha acquistato preziosi da Sanguinetti perché l’impressione è che il giro di affari fosse più importante. Roba da decine e decine di migliaia di euro. Come si è visto arrivando a interessare anche i cani da tartufo.



L’infermiere. Sarà interrogato in settimana dagli inquirenti l’infermiere che ha aiutato, secondo l’accusa, il dottore in un delicato intervento chirurgico. Lo ha assistito mentre ha estratto un proiettile dal corpo di un pregiudicato che era rimasto ferito in un conflitto a fuoco. La polizia - l’operazione Ippocrate è coordinata dal sostituto procuratore Alessia Iacopini - lo ha individuato grazie alle intercettazioni ambientali. Il vicequestore Corcione lo convocherà nel suo ufficio per interrogarlo. La speranza è che dal suo racconto (verrà indagato e quindi gli conviene collaborare) possano svilupparsi nuovi filoni di indagine. Come quello del sistema sanitario parallelo per i criminali apuani.

I due sinti. Sono cristallizzate invece le posizioni dei due nomadi, Baratta e Lafleur, che incontravano Sanguinetti quando lui risultava essere al lavoro. Nel senso che loro erano gli esecutori materiali dei colpi che il medico segnalava. A volte arrivando a commissionare gli oggetti che gli servivano per esaudire le richieste dei suoi clienti.
 

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