Il Tirreno

«Ecco ritorsioni e vendette dei 5 Stelle»

Il Psi attacca l’amministrazione sugli sfratti “a senso unico” nel centro e sui Consigli dei Cittadini

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CARRARA. « Dopo sei mesi di invisibile attività amministrativa costellata da errori e infortuni di ogni genere, l’amministrazione comunale di Carrara inizia a mostrare il suo vero volto che è fatto di ritorsioni, vendette, soppressione delle rappresentanze dei cittadini oltre che di disattenzioni e improvvisazione». È l’incipit dell’attacco frontale che la sezione Carrara-Monti del Partito socialista (il partito dell’ex sindaco Angelo Zubbani) all’amministrazione Cinque stelle.

Le azioni intraprese fino ad oggi dalla giunta di FrancescoDe Pasquale, sostiene il Psi, «dimostrano ampiamente, oltre all’incapacità ormai conclamata, anche la scarsa attenzione alla città e in particolare al centro storico, dove siamo ancora in attesa di vedere almeno l’avvio delle roboanti azioni di rilancio promesse, mentre anche domenica abbiamo assistito al flop della festa della cioccolata».

L’ultimo esempio, in ordine di tempo, è, secondo i socialisti carraresi, «lo sfratto della galleria Artisti del Borgo, che, da anni, oltre a svolgere un’attività culturale creava iniziative che coinvolgevano non solo artisti e appassionati ma anche tanti cittadini che trovavano in quella sede un punto di aggregazione e di partecipazione. L’associazione, rappresentata da Romeo Buffoni, ha lasciato il microscopico locale con grande dignità dopo avere constatato di avere di fronte un’amministrazione sorda e chiusa a qualsiasi confronto. Purtroppo non è stato il primo caso e non sarà l’ultimo, come dimostra quanto accaduto con il centro anziani ospitato nel mulino Forti dove l’amministrazione ha brutalmente staccato la luce. Sconcerta questo modo di agire adottato “apparentemente” con l’obiettivo di perseguire la legalità ma che, di fatto, colpisce persone, gruppi o associazioni libere e autonome nascondendosi dietro bandi da gestire con criteri discrezionali. È un metodo rozzo e primitivo, una pulizia etnica che colpisce i più deboli e, soprattutto, finisce per indebolire ulteriormente il tessuto sociale del centro storico dove, in tanti che continuano ad essere legati al loro vissuto personale e collettivo, presidiano una città che attende la realizzazione delle promesse elettorali di questa giunta».

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