Sicurezza
Le tubature a Casette intasate da televisori microonde e plastica
di Libero Red Dolce
Ritrovati rifiuti vari, la Municipale cerca di risalire ai proprietari Operai e ruspe al lavoro fino a ieri mattina, situazione risolta
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MASSA. Televisori, forni a microonde e taniche di plastiche. Con quel che ieri è stato ritrovato nel canale che ha causato la rottura del tubo in zona Casette ci si poteva mettere su una casa. Magari in stile vintage, visti i modelli in questione, ma di sicuro un bel campionario di spazzatura gettato dove non si dovrebbe e che ha creato un bel disagio a chi vive a Casette.
Ieri infatti la circolazione per la via comunale per Casette è stata interrotta. Per fare i lavori sulla tubatura che è stata spaccata dai rifiuti scesi a valle è dovuta intervenire un’azienda estera. «Un impegno di spesa di modesta entità», spiegano dal Comune, ma comunque un danno per la collettività causato dallo scarso senso civico di alcuni.
Sul posto, oltre ai vigili del fuoco e alla protezione civile, sono intervenuti anche gli uomini della polizia municipale. «L'intasamento del canale che correndo parallelo alla via Rocchetta, raccoglie le acque piovane provenienti dalla zona delle cave e dopo aver attraversato la via comunale Casette opportunamente tombato, le fa confluire nell'adiacente fosso, è stato infatti provocato da oggetti che nessuno si aspetterebbe di trovare all'interno di un canale per la raccolta delle acque piovane: taniche di plastica, forni a microonde, televisori. Il vero e proprio tappo provocato da questi rifiuti speciali ha causato, per svariate ore, una sostanziale inondazione della via comunale».E il disagio non è stato poco perché la ditta incaricata dall’amministrazione di eseguire i lavori non li ha potuti concludere che ieri mattina. E dell’intasamento ci si era accorti già nel tardo pomeriggio di venerdì.
Difficile sarà capire chi e dove ha gettato quei rifiuti. Possono provenire da qualsiasi punto ed è chiaro che sono stati trascinati giù dalla pioggia per poi finire dentro al tubo. Si sono poi accumulati per costruire un’otturazione che ha ostruito il canale e parzialmente rotto la tubatura in plastica.
Il comandante della polizia municipale Santo Tavella spiega che gli agenti hanno «repertato il materiale estratto con mille difficoltà, e verranno esperiti tutti gli accertamenti per tentare di risalire ai responsabili».
Certo identificare chi ha gettato delle taniche blu e arancioni e una miriade di rifiuti di difficile catalogazione non sarà facile. Quello che però l’episodio rivela è un malcostume evidentemente diffuso di gettare tra i monti gli oggetti che non vengono utilizzati e che per pigrizia o ignoranza non vengono portati in discarica. A dimostrazione che la gestione virtuosa dei rifiuti è un comportamento prima privato che pubblico e burocatrico.
Resta anche il problema marmettola. Gli abitanti di Cavette ieri si sono trovati una colata di acqua bianca in discessa per la via comunale. Marmettola che continua ad arrivare dai piazzali e dalle cave in attività. E che forse merita un momento di riflessione nell’operazione “Cave Sicure” lanciata dal comune. Proprio lì a novembre è stata sospesa l’attività di cava Rocchetta, ma la marmettola è apparsa alla prima pioggia.
Ieri infatti la circolazione per la via comunale per Casette è stata interrotta. Per fare i lavori sulla tubatura che è stata spaccata dai rifiuti scesi a valle è dovuta intervenire un’azienda estera. «Un impegno di spesa di modesta entità», spiegano dal Comune, ma comunque un danno per la collettività causato dallo scarso senso civico di alcuni.
Sul posto, oltre ai vigili del fuoco e alla protezione civile, sono intervenuti anche gli uomini della polizia municipale. «L'intasamento del canale che correndo parallelo alla via Rocchetta, raccoglie le acque piovane provenienti dalla zona delle cave e dopo aver attraversato la via comunale Casette opportunamente tombato, le fa confluire nell'adiacente fosso, è stato infatti provocato da oggetti che nessuno si aspetterebbe di trovare all'interno di un canale per la raccolta delle acque piovane: taniche di plastica, forni a microonde, televisori. Il vero e proprio tappo provocato da questi rifiuti speciali ha causato, per svariate ore, una sostanziale inondazione della via comunale».E il disagio non è stato poco perché la ditta incaricata dall’amministrazione di eseguire i lavori non li ha potuti concludere che ieri mattina. E dell’intasamento ci si era accorti già nel tardo pomeriggio di venerdì.
Difficile sarà capire chi e dove ha gettato quei rifiuti. Possono provenire da qualsiasi punto ed è chiaro che sono stati trascinati giù dalla pioggia per poi finire dentro al tubo. Si sono poi accumulati per costruire un’otturazione che ha ostruito il canale e parzialmente rotto la tubatura in plastica.
Il comandante della polizia municipale Santo Tavella spiega che gli agenti hanno «repertato il materiale estratto con mille difficoltà, e verranno esperiti tutti gli accertamenti per tentare di risalire ai responsabili».
Certo identificare chi ha gettato delle taniche blu e arancioni e una miriade di rifiuti di difficile catalogazione non sarà facile. Quello che però l’episodio rivela è un malcostume evidentemente diffuso di gettare tra i monti gli oggetti che non vengono utilizzati e che per pigrizia o ignoranza non vengono portati in discarica. A dimostrazione che la gestione virtuosa dei rifiuti è un comportamento prima privato che pubblico e burocatrico.
Resta anche il problema marmettola. Gli abitanti di Cavette ieri si sono trovati una colata di acqua bianca in discessa per la via comunale. Marmettola che continua ad arrivare dai piazzali e dalle cave in attività. E che forse merita un momento di riflessione nell’operazione “Cave Sicure” lanciata dal comune. Proprio lì a novembre è stata sospesa l’attività di cava Rocchetta, ma la marmettola è apparsa alla prima pioggia.
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