Il Tirreno

Porto Spa: «Portiamo via gru e operai»

di Libero Red Dolce
Porto Spa: «Portiamo via gru e operai»

Carrara, il Tar respinge il ricorso sul rinnovo della concessione. La società minaccia di trasferire 50 dipendenti a Marghera

4 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Via le gru, vie le maestranze, anzi peggio, «drastica riduzione del personale e delle attrezzature». Se il prossimo anno perderà la concessione della banchina Taliercio , come appare probabile, la Porto Spa medita di andare via dal porto di Marina di Carrara.

La reazione dura dell’operatore portuale scatta dopo la bocciatura del Tar di Firenze del ricorso presentato contro il Ministero delle infrastrutture, il Demanio e l’Autorità portuale per un rinnovo quadriennale della concessione. L’Autorità portuale ha deciso di mettere la banchina a gara, dicono in sostanza i giudici, e le decisioni sui beni demaniali appartengono all’amministrazione pubblica.

La Porto spa incassa, «ritenendo che i provvedimenti dell’autorità giudiziaria debbano essere eseguiti e non commentati», ma rilancia. Nel mirino, escluso per ovvi motivi di raggio d’azione il ministero, c’èè l’Autorità portuale. « La Porto spa verosimilmente non potrà proseguire la propria attività ultra quarantennale presso la banchina Taliercio del porto di Marina di Carrara e visto l’ordine di sgombero ricevuto dall’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Orientale, sta studiando, proprio malgrado, misure straordinarie». E cioè il già citato binomio: via le attrezzature e riduzione del personale.

Dove? «In un altro porto in cui la società gestisce attività analoghe a quelle esercitate nel porto di Marina di Carrara, senza essere destinataria di analoga avversità». E cioè al porto di Marghera, accodandosi alle due gru Gottwald già partite nel giugno scorso.

L’ad dell’azienda Paolo Dello Iacono al momento preferisce non commentare e rimanda all’eloquente comunicato. Trapela però che si tratterebbe di una cinquantina di impiegati quelli che rischierebbero trasferimenti, o “riduzioni”, in caso di perdita della banchina

Al porto di Marina di Carrara le cose paiono in mutamento dopo il lungo monopolio. Alla fine del 2016, in prossimità dell’avvicendamento dei vertici dell’Autorità portuale, il vecchio comitato portuale decise di dare in concessione per un altro anno ancora la banchina Taliercio alla Porto spa. Chi sarebbe venuto dopo avrebbe poi deciso cosa fare.

E gara pubblica fu la decisione della nuova presidente dell’Autorità Carla Roncallo. Lo scorso settembre la Porto spa fece una richiesta per una proroga di ulteriori 4 anni e l’Autorità ha chiarito le sue intenzioni. «Abbiamo ricevuto diverse manifestazioni di interesse – spiega Roncallo – e vorremmo metterle a frutto al meglio. Vincerà il migliore, nessuna ostilità contro la Porto spa».

Si sono fatte avanti Nca, l’agenzia marittima Dario Perioli spa e la Costa crociere. «E altre manifestazioni d’interesse ci sono arrivate verbalmente», aggiunge Roncallo. Dietro la banchina insomma si fa la fila. A far gola l’ingresso indipendente e la grandezza complessiva della Taliercio.

La gara è ovviamente pubblica e aperta e potrebbe partecipare anche la Porto spa. Che però specifica «che tale gara non risulta neppure essere stata indetta e che invece sia stato dato ordine di sgombero a partire dal 1 gennaio 2018».

Forse a pesare sul malumore dell’operatore portuale sono anche le recenti dichiarazioni del sindaco Francesco De Pasquale, che parlando del protocollo d’intesa sul Waterfront, aveva spiegato qualche giorno fa di aver chiesto come amministrazione di «sviluppare le funzioni crocieristica e diportistica utilizzando le banchine Chiesa e Taliercio sulle quali verranno realizzati rispettivamente un porto turistico e un terminal crociere ». Mentre le attività produttive e commerciali dovrebbero spostarsi in una nuova darsena da realizzarsi davanti al piazzale Città di Massa.

«Sulla questione della possibile perdita di posti di lavoro noi proveremo ad avviare delle clausole di salvaguardia, con le quali chi prenderà in concessione la banchina riassorbirà la manodopera». Certo, è difficile se i numeri sono quelli che circolano, cioè 50 operai. Anche se sui numeri mostra scetticismo anche il sindacalista della Filt Cgil Domenico Ciaravella: «Mi sembra un numero sproporzionato, ma anche se fossero pochi lavoratori bisogna cercare di ricomporre e sedersi attorno a un tavolo.Tutti. Una guerra di posizione non fa bene al territorio, all’azienda e ai lavoratori». «Con un numero del genere per le aziende sarebbe impossibile partecipare a una gara», commenta Roncallo.

«Il nostro intento è di aumentare i traffici. La Porto Spa è in grosse difficoltà: si è impegnata per il 2017 con le banchine in concessione ventennale (dunque non la Taliercio, ma la Fiorillo, il piazzalle Città di Massa e parte della Buscaiola, ndr) a fare un milione e mezzo di tonnellate. Nonostante con la Taliercio abbiano avuto più spazio chiuderanno a un milione e cento». La partita insomma è aperta e a giudicare dall’interesse la banchina non resterà vuota. Il porto, come la natura, aborre il vuoto.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web