La manifestazione
Senza giudice, i processi partono da zero
Dopo il trasferimento di Sgambati non si è fatto ancora avanti un sostituto. E in molti casi la prescrizione si avvicina
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MASSA. Non è soltanto il processo sull’alluvione di Aulla (25 ottobre 2011) a dover ripartire da capo, i procedimenti che rischiano di azzerarsi per il trasferimento alla corte di appello di Firenze del giudice Giovanni Sgambati sono parecchi. Tutti quelli in cui il magistrato era monocratico (ovvero da solo) e quelli in cui faceva parte del collegio giudicante (quasi sempre come presidente). Lo ha stabilito il Csm applicando il collega soltanto a due processi ancora in corso a Massa: quello ai colletti bianchi e uno su una rapina compiuta in una banca locale. Perché questa scelta? La rapina solo perché il suo epilogo sarà all’inizio di gennaio - e quindi non porterà via troppo tempo al nuovo incarico di Sgambati -, il processo Lucchesi invece va avanti perché sarebbe impossibile altrimenti trovare le persone che hanno già testimoniato: si tratta di bancari e consulenti che nel frattempo sono stati trasferiti. Qualcuno anche all’estero. Ripartire da capo sarebbe stato come posare una pietra tombale sul procedimento. Che tra l’altro è ancora ben distante dal suo epilogo. Gli imputati oltre all’ex direttore di banca Marco Lucchesi, accusato di aver svuotato il conto a una sua cliente (quasi due milioni di euro) - sono l’imprenditore carrarese Marco Alibani, la sorella Maruska Alibani e il commercialista Stefano Pezzica. Per reati minori — sostanzialmente ricettazione per avere cambiato assegni — a processo anche Manuela Pasquali, Michele Ratti e Stefano e Salvatore Di Ronza, rispettivamente figlio e padre. Tiziana Genovese, moglie di Lucchesi è invece accusata di trasferimento fraudolento e possesso ingiustificato di valori. La società Biancospino srl i cui titolari erano i fratelli Alibani risponde di ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro di provenienza illecita.
Tutti gli altri processi come detto, se non c’è accordo tra le parti, si azzerano (e vanno verso prescrizione certa). In attesa del nuovo giudice che sostituirà il collega che si è trasferito a Firenze. Al momento non c’è il nome del sostituto perché nessuno si è fatto avanti. La speranza è che ciò avvenga entro la primavera prossima, altrimenti i lavori del tribunale apuano subiranno un brusco rallentamento. Come già successo un anno fa, quando ad andare via tra procura e tribunale furono cinque magistrati. Insomma, una situazione di emergenza che sembra essere diventata la normalità. (d.d.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Tutti gli altri processi come detto, se non c’è accordo tra le parti, si azzerano (e vanno verso prescrizione certa). In attesa del nuovo giudice che sostituirà il collega che si è trasferito a Firenze. Al momento non c’è il nome del sostituto perché nessuno si è fatto avanti. La speranza è che ciò avvenga entro la primavera prossima, altrimenti i lavori del tribunale apuano subiranno un brusco rallentamento. Come già successo un anno fa, quando ad andare via tra procura e tribunale furono cinque magistrati. Insomma, una situazione di emergenza che sembra essere diventata la normalità. (d.d.)
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