Sicurezza
«Spunta una pista ciclabile in spiaggia»
di Camilla Palagi
Ancora polemiche sul regolamento urbanistico: contestato il progetto nel tratto di arenile dalla torre Fiat a Casa Faci
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MASSA. Regolamento urbanistico: spunta la pista ciclabile della “discordia”.
È ancora polemica sull'adozione del Regolamento urbanistico del comune di Massa. All'incontro organizzato a villa Cuturi dal gruppo consiliare degli Arancioni il tema è apparso più caldo che mai. E a creare non poche critiche, tra le diverse questioni sollevate, sarebbe la creazione di una pista ciclabile nella parte di lungomare che dalla spiaggia della Torre Fiat arriva fino alla spiaggia di Casa Faci. Un'operazione prevista dal Ru che non piace a diversi cittadini presenti all'incontro – alcuni dei quali gestori di attività in quella zona – che sulla realizzazione della pista, e conseguente scomparsa di un tratto di spiaggia, hanno storto il naso e lanciato critiche piuttosto colorite all'amministrazione comunale. Presenti all'incontro di giovedì alle stanze di villa Cuturi anche alcuni consiglieri del comune di Massa, tra i quali Stefano Alberti, Dina Dell'Ertole e Silvia Francini. Pronto a dare battaglia il consigliere Fabrizio Brizzi degli Arancioni: «questo regolamento urbanistico – afferma Brizzi - non aiuterà gli imprenditori che intendono investire in questo territorio». Ad aprire il dibattito le esperienze del coordinatore dell'area tecnica dell'ente parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli, Andrea Porchera e il dirigente della pianificazione urbanistica di area comune di Pisa Gabriele Berti, che hanno presentato le azioni messe in campo dall'amministrazione pisana per il recupero delle colonie storiche della zona del Calambrone. «Una frazione – racconta Gabriele Berti – che è riuscita ad uscire dallo stato di degrado ed abbandono grazie al fatto che la competenza della zona è passata da quella comunale a quella dell'ente parco. Il passaggio di competenze ha permesso di dare avvio al recupero di una parte delle colonie, quelle lato mare di maggior pregio architettonico. Sei complessi sono passati a privati, che hanno effettuato studi di impatto ambientale e gli screening necessari ad effettuare le operazioni di ristrutturazione. Solo una colonia non è stata recuperata, ma per il resto il progetto ha permesso di evitare la periferizzazione dell'area, quindi ha avuto effetti positivi anche dal punto di vista della tutela ambientale. Prima di queste iniziative – continua Berti - Calambrone era una piccola frazione dove abitavano solo 300 abitanti, ora può contare su una capacità ricettiva notevole che ha aumentato i flussi turistici». Esperienze a confronto simili nella conformazione del litorale ma allo stesso tempo diverse per la presenza, nel caso pisano, di un ente che ha potuto farsi carico della stesura del piano attuativo, destinato in seguito maggiormente all'uso dei privati. E del ruolo dei privati si è discusso in particolare all'incontro degli arancioni, che chiedono di mantenere una “regia” pubblica ma «di creare le giuste condizioni per i privati di investire nelle colonie» afferma il consigliere Brizzi. « Ormai arrivano messaggi di aiuto da parte degli imprenditori– continua – c'è bisogno di dare una risposta concreta a chi si occupa di turismo. Con questo progetto c'è da mettersi le mani nei capelli perché non darà risposte ai cittadini. Le pinete nel retro colonie secondo il Ru dovrebbero mantenere la destinazione di parco pubblico, ma è ovvio che chi investe in un progetto del genere avrà necessità di parcheggi e luoghi dove disporre delle attrezzature per le strutture ricettive. Dobbiamo avere il coraggio di dire che le colonie non verranno salvate con questo documento, peraltro non ancora pronto». Di diverso avviso è il primo cittadino del comune di Massa, Alessandro Volpi, che replica: «L'atto è pronto ed è nelle mani dei commissari dal 5 luglio, in un paio di settimane sarà disponibile per essere discusso e in seguito deliberato in sede di consiglio comunale. Abbiamo accolto gli elementi integrativi che sono emersi – continua il sindaco - ma non è possibile preoccuparci della “bancabilità” dell'operazione. Prima di tutto deve venire l'interesse pubblico. La pista ciclabile inoltre è una importante azione da realizzare per lo sviluppo turistico del territorio. È argomento di discussione in regione e più recentemente anche con la nascita del brand toscano della costa. Ha un suo significato e renderebbe più vivibile il territorio».
È ancora polemica sull'adozione del Regolamento urbanistico del comune di Massa. All'incontro organizzato a villa Cuturi dal gruppo consiliare degli Arancioni il tema è apparso più caldo che mai. E a creare non poche critiche, tra le diverse questioni sollevate, sarebbe la creazione di una pista ciclabile nella parte di lungomare che dalla spiaggia della Torre Fiat arriva fino alla spiaggia di Casa Faci. Un'operazione prevista dal Ru che non piace a diversi cittadini presenti all'incontro – alcuni dei quali gestori di attività in quella zona – che sulla realizzazione della pista, e conseguente scomparsa di un tratto di spiaggia, hanno storto il naso e lanciato critiche piuttosto colorite all'amministrazione comunale. Presenti all'incontro di giovedì alle stanze di villa Cuturi anche alcuni consiglieri del comune di Massa, tra i quali Stefano Alberti, Dina Dell'Ertole e Silvia Francini. Pronto a dare battaglia il consigliere Fabrizio Brizzi degli Arancioni: «questo regolamento urbanistico – afferma Brizzi - non aiuterà gli imprenditori che intendono investire in questo territorio». Ad aprire il dibattito le esperienze del coordinatore dell'area tecnica dell'ente parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli, Andrea Porchera e il dirigente della pianificazione urbanistica di area comune di Pisa Gabriele Berti, che hanno presentato le azioni messe in campo dall'amministrazione pisana per il recupero delle colonie storiche della zona del Calambrone. «Una frazione – racconta Gabriele Berti – che è riuscita ad uscire dallo stato di degrado ed abbandono grazie al fatto che la competenza della zona è passata da quella comunale a quella dell'ente parco. Il passaggio di competenze ha permesso di dare avvio al recupero di una parte delle colonie, quelle lato mare di maggior pregio architettonico. Sei complessi sono passati a privati, che hanno effettuato studi di impatto ambientale e gli screening necessari ad effettuare le operazioni di ristrutturazione. Solo una colonia non è stata recuperata, ma per il resto il progetto ha permesso di evitare la periferizzazione dell'area, quindi ha avuto effetti positivi anche dal punto di vista della tutela ambientale. Prima di queste iniziative – continua Berti - Calambrone era una piccola frazione dove abitavano solo 300 abitanti, ora può contare su una capacità ricettiva notevole che ha aumentato i flussi turistici». Esperienze a confronto simili nella conformazione del litorale ma allo stesso tempo diverse per la presenza, nel caso pisano, di un ente che ha potuto farsi carico della stesura del piano attuativo, destinato in seguito maggiormente all'uso dei privati. E del ruolo dei privati si è discusso in particolare all'incontro degli arancioni, che chiedono di mantenere una “regia” pubblica ma «di creare le giuste condizioni per i privati di investire nelle colonie» afferma il consigliere Brizzi. « Ormai arrivano messaggi di aiuto da parte degli imprenditori– continua – c'è bisogno di dare una risposta concreta a chi si occupa di turismo. Con questo progetto c'è da mettersi le mani nei capelli perché non darà risposte ai cittadini. Le pinete nel retro colonie secondo il Ru dovrebbero mantenere la destinazione di parco pubblico, ma è ovvio che chi investe in un progetto del genere avrà necessità di parcheggi e luoghi dove disporre delle attrezzature per le strutture ricettive. Dobbiamo avere il coraggio di dire che le colonie non verranno salvate con questo documento, peraltro non ancora pronto». Di diverso avviso è il primo cittadino del comune di Massa, Alessandro Volpi, che replica: «L'atto è pronto ed è nelle mani dei commissari dal 5 luglio, in un paio di settimane sarà disponibile per essere discusso e in seguito deliberato in sede di consiglio comunale. Abbiamo accolto gli elementi integrativi che sono emersi – continua il sindaco - ma non è possibile preoccuparci della “bancabilità” dell'operazione. Prima di tutto deve venire l'interesse pubblico. La pista ciclabile inoltre è una importante azione da realizzare per lo sviluppo turistico del territorio. È argomento di discussione in regione e più recentemente anche con la nascita del brand toscano della costa. Ha un suo significato e renderebbe più vivibile il territorio».
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