Il Tirreno

Otto mesi d’attesa per un’ecografia al piede

Otto mesi d’attesa per un’ecografia al piede

La segnalazione di un informatico di 61 anni: prima avrei potuto fare l’esame solo andando a Cecina

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CARRARA. Oltre otto mesi di attesa per un'ecografia al piede o in alternativa la possibilità di farla un po' prima...a Cecina. L'ennesima segnalazione sulle liste di attesa interminabili dell'Azienda Sanitaria Usl Toscana Nord Ovest arriva da Alessandro Celi, informatico di 61 anni. Le sue disavventure iniziano con un fastidio al piede che col tempo si trasforma in un vero e proprio dolore, tanto che alla fine Celi ha perfino difficoltà a camminare normalmente. Ssi rivolge al suo medico che gli prescrive un esame ecografico. Va precisato che secondo il professionista non ci sono gli estremi per chiedere l'urgenza e così si procede per via "ordinaria". Quando Celi arriva al Cup la brutta sorpresa: «Sono andato a fine novembre e mi è stato detto che il primo appuntamento disponibile è per il 30 luglio del prossimo anno, a Carrara». Certo dall'urgenza a otto mesi di attesa il passo è davvero grande e così l'uomo chiede se ci sia la possibilità di anticipare l'esame, magari rivolgendosi a un'altra struttura. «Per tagliare i tempi potrebbe andare a Cecina» si è sentito rispondere Celi che racconta di aver pensato a qualche opzione nel territorio provinciale, o nella vicina Versilia, non certo a un presidio situato a oltre 100 chilometri di distanza dal posto in cui vive e lavora. Ma le beffe in serbo per Celi non sono finite qui: «Sempre nell'ambito delle indagini su questo problema, mi è stato consigliato di effettuare una visita ortopedica, presentandomi all'appuntamento munito di radiografia» racconta. E qui si arriva al paradosso: «L'appuntamento con l'ortopedico è stato fissato a fine gennaio, dunque in tempi decisamente ragionevoli. Peccato che per fare una radiografia io debba aspettare, come minimo quattro mesi. Che senso ha andare a farmi visitare se non ho a disposizione un esame fondamentale per tracciare il quadro della situazione?» si interroga polemicamente Celi. Lui, allora, ha provveduto a farsi in privato la radiografia, sborsando oltre 130 euro. «Io ho un lavoro e me lo posso permettere, ma penso a chi non ha questa disponibilità o agli anziani, rimbalzati da un posto all'altro. E poi l'azienda sbandiera la sua efficienza e i tagli alle liste di attesa. La mia esperienza mi dice che le cose non stanno affatto così» prosegue. A testimonianza dei tanti "intoppi" che devono sopportare i pazienti, Celi segnala che nella giornata di martedì scorso, quando si è recato al Cup per una prenotazione, il sistema era completamente in tilt. (c.ch.)

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